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    3. Parte (627): sura Al-Furqan (Il Discrimine), versetti 35-40

    Parte (627): sura Al-Furqan (Il Discrimine), versetti 35-40

    Parte (627): sura Al-Furqan (Il Discrimine), versetti 35-40
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    Oggi prosegue la lettura della 25esima sura del sacro Corano che s’intitola Furqan o Discrimine.
    Questo brano del testo sacro islamico ha 77 versi ed e’ stato ispirato al messagero di Dio durante la sua permanenza alla Mecca, ovvero prima della sua storica egìra dalla Mecca a Medina.
    Il nome della sura, Furqan, o Discrimine, e’ uno dei nomi del Corano che appunto divide il vero dal falso.
    Iniziamo con la lettura dei versi 35 e 36 della sura Al Furqan o del Discrimine:

    وَ لَقَدْ آتَیْنَا مُوسَى الْکِتَابَ وَ جَعَلْنَا مَعَهُ أَخَاهُ هَارُ‌ونَ وَزِیرً‌ا
    Già demmo a Mosè la Torâh e gli concedemmo suo fratello Aronne come ausilio. (25:35)

    فَقُلْنَا اذْهَبَا إِلَى الْقَوْمِ الَّذِینَ کَذَّبُوا بِآیَاتِنَا فَدَمَّرْ‌نَاهُمْ تَدْمِیرً‌ا
    Dicemmo: “Andate presso il popolo che tacciò di menzogna i segni Nostri”. E lo colpimmo poi di distruzione totale. (25:36)

    Nei versi che precedevano questi due, abbiamo letto approposito delle scuse citate dagli oppositori del profeta per non accettare la fede. Questi versi si rivolgono al profeta ed ai fedeli ricordando loro che la lotta tra il bene ed il male non e’ specifico del loro periodo ma un qualcosa che ha caratterizzato un pò tutta la storia umana. Il Corano cita quindi alcuni esempi: la missione di Mosè ed Aronne che si recarono presso il Faraone ed i suoi cortigiani per guidarli verso la retta via incontrando però la loro opposizione. Quest’ultimi, invece di dare ascolto alla Parola divina ed accettarla, la rinnegarono e tacciarono di menzogna i palesi miracoli che Mosè mostrò loro per volere del Signore. Il Faraone ed i suoi seguaci, alla fine, annegarono nelle acque del Nilo perchè avevano voltato le spalle al bene e quindi erano un popolo di prevaricatori ed ingiusti.
    Da questi versi apprendiamo che:
    1) I profeti divini erano affettuosi insegnanti che andavano a cercare la gente per guidarla ed indicarle la via della salvezza. Non se ne stavano certo con le mani in mano aspettando che sia la gente a venire da loro.
    2) Nell’invito alla religione ed in generale nello svolgimento di compiti importanti, al posto di agire individualmente, dobbiamo cercare di beneficiare dell’aiuto e della cooperazione degli altri e di agire in gruppo.
    3) Dobbiamo trarre le giuste lezioni dalla storia dei popoli passati e non dobbiamo mai opporci al bene perchè la totale sconfitta e’ l’esito dell’opporsi alla giustizia ed al bene.
    Ed ora ascoltiamo i versi 37, 38 e 39 del sacro Corano:

    وَقَوْمَ نُوحٍ لَّمَّا کَذَّبُوا الرُّ‌سُلَ أَغْرَ‌قْنَاهُمْ وَجَعَلْنَاهُمْ لِلنَّاسِ آیَةً وَأَعْتَدْنَا لِلظَّالِمِینَ عَذَابًا أَلِیمًا
    E il popolo di Noè, quando tacciarono di menzogna i messaggeri, li annegammo e ne facemmo un segno per gli uomini. Abbiamo preparato un castigo doloroso per gli ingiusti. (25:37)

    وَ عَاداً وَ ثَمُودَ وَأَصْحَابَ الرَّ‌سِّ وَقُرُ‌ونًا بَیْنَ ذَلِکَ کَثِیرً‌ا
    Ricorda] gli ‘Âd, i Thamûd e le genti di ar-Rass e molte altre generazioni intermedie! (25:38)

    وَکُلًّا ضَرَ‌بْنَا لَهُ الْأَمْثَالَ وَکُلًّا تَبَّرْ‌نَا تَتْبِیرً‌ا
    A tutti loro proponemmo delle metafore e poi li sterminammo totalmente. (25:39)

    Diversi popoli, nel corso della storia, rinnegarono i profeti divini ed in questi versi vengono citati alcuni di questi popoli. Il popolo di Noè e’ uno di questi. Secondo il Corano, Noè (la pace sia con lui) visse tra di loro per 950 anni e li invitò ad adorare l’unico Dio ma purtroppo furono in pochi ad accettare il suo invito. Fu proprio per questa loro ribellione che i contemporanei di Noè vennero infine puniti col diluvio universale.
    Hud (la pace sia con lui), fu il profeta del popolo degli A’d e Salih (la pace sia con lui), fu il profeta del popolo dei Thamud. Questi due popoli vivevano nella penisola araba e nei dintorni ed ancora oggi sono rimasti reperti inerenti alle loro civiltà. Il terzo popolo citato e’ quello di Ras, un popolo che secondo alcune tradizioni portò al martirio il proprio profeta. I commentatori e gli esperti non sono unanimi sul luogo preciso della vita del popolo di ar-Ras. Sempre nella penisola araba per alcuni, nell’odierno Azerbaijian per altri. L’importante e’ che nessuno di questi popoli fece attenzione a ciò che era avvenuto prima di esso; non diede peso al fatto che opporsi alla giustizia avrebbe portato ad una brutta fine e così proseguì con i crimini, le ingiustizie e la corruzione fino al sopraggiungere della loro stessa fine.
    Da questi versi apprendiamo che:
    1- Il Corano e’ un libro da cui prendere lezioni di vita e non un libro di storie. Serve per trovare la giusta via nella vita, e non e’ per intrattenere.
    2- Rinnegare i profeti divini e sminuire l’importanza dei loro insegnamenti e’ una grande ingiustizia che distrugge il destino di chi commette questo grande errore.
    Ed ora ascoltiamo il verso numero 40 della sura Al Furqan o del Discrimine:

    وَلَقَدْ أَتَوْا عَلَى الْقَرْ‌یَةِ الَّتِی أُمْطِرَ‌تْ مَطَرَ‌ السَّوْءِ أَفَلَمْ یَکُونُوا یَرَ‌وْنَهَا بَلْ کَانُوا لَا یَرْ‌جُونَ نُشُورً‌ا
    Certamente quegli altri sono passati nei pressi della città sulla quale cadde una pioggia di sventura. Non l’han forse vista? No, perché ancora non sperano nella Resurrezione! (25:40)

    Questo verso fa preciso riferimento alle rovine della città del popolo di Lot. Anche questo era un altro dei popoli che per l’esagerazione nella perversione e nel peccato venne punito dal castigo divino. Le rovine della città di Lot sono sul tragitto tra la penisola araba e la Siria e le carovane commerciali che al tempo del profeta percorrevano per due volte all’anno questo tragitto, passavano accanto a queste rovine.
    I miscredenti della Mecca, però, dice il Corano, pur osservando quelle rovine, non prendevano lezione dal destino del popolo di Lot dato che non credevano nel Giorno del Giudizio. Nei versi che abbiamo letto oggi, abbiamo citato 6 diversi gruppi che avevano, ognuno per conto proprio, un tipo di perversione o deviazione teorica o pratica. Pur possedendo forza, ricchezza e potere, questi gruppi vennero puniti da Dio con castighi naturali come la pioggia, i tuoni o i terremoti.
    Da questo verso apprendiamo che:
    1- I reperti archeologici possono essere motivo di riflessione anche spirituale. Anche per questo e’ importante conservarli e salvaguardarli.
    2- Narrare gli eventi storici e le vicende di coloro che in passato hanno smarrito la retta via, può essere influente nella guida della gente e nella loro educazione spirituale.
    3- Ignorare l’altra vita, per noi esseri umani, e’ uguale alla sconfitta totale nella vita.

    Davood Abassi

    Radio Italia IRIB