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    Parte (631): sura Al-Furqan (Il Discrimine), versetti 53-55

    Parte (631): sura Al-Furqan (Il Discrimine), versetti 53-55
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    Con la nostra lettura settimanale ci siamo inoltrati nella seconda metà della 25esima sura del sacro Corano che s’intitola Furqan o Discrimine.
    Questo brano del testo sacro islamico ha 77 versi ed e’ stato ispirato al messagero di Dio durante la sua permanenza alla Mecca, ovvero prima della sua storica egìra dalla Mecca a Medina.
    Il nome della sura, Furqan, o Discrimine, e’ uno dei nomi del Corano che appunto divide il vero dal falso.

    Iniziamo con la lettura del verso 53 della sura Al Furqan o del Discrimine:

    وَهُوَ الَّذِی مَرَ‌جَ الْبَحْرَ‌یْنِ هَذَا عَذْبٌ فُرَ‌اتٌ وَ هَذَا مِلْحٌ أُجَاجٌ وَجَعَلَ بَیْنَهُمَا بَرْ‌زَخًا وَحِجْرً‌ا مَّحْجُورً‌ا
    Egli è Colui Che ha fatto confluire le due acque: una dolce e gradevole, l’altra salata e amara, e ha posto tra loro una zona intermedia, una barriera insormontabile. (25:53)

    Come ricorderete in questa tratto della sura del Discrimine vengono citati diversi doni divini esistenti in natura. Quì si ricorda che oltre all’acqua della pioggia, che e’ dolce ed e’ adatta per essere consumata dagli uomini e per irrigare, vi sono anche mari che hanno in parte acqua dolce. Il Corano prosegue spiegando che nonostante il contatto diretto tra la parte di acqua dolce e la parte di acqua salata, queste due acque non si mescolano in questi mari. In altre parole, e’ come se tra l’acqua dolce e quella salata, in questi mari, ci fosse una barriera invisibile. Oggi, ma solo nel 21esimo secolo, sappiamo che il non mescolarsi tra questi due tipi di acqua esiste davvero ed e’ dovuto alla differenza di densità tra l’acqua dolce e quella salata. Un esempio può essere la foce dei fiumi dove anche nel mare, per un tratto, l’acqua rimane dolce e non e’ salata. Quest’acqua dolce e’ utile per la vita della gente che vive sulle coste.
    Alcuni esegeti del Corano ritengono che oltre a riferirsi all’interessante fenomeno naturale, in questo verso Dio voglia anche dire che nonostante il fatto che credenti e non vivano uno accanto all’altro, la fede di uno non si mischia con l’infedeltà dell’altro, proprio come l’acqua dolce e l’acqua salata.
    Da questo verso apprendiamo che:
    1) La natura e’ nelle mani del Signore ed e’ Lui che ha creato le leggi che la regolano.
    2) Per la vita degli esseri, c’e’ bisogno sia di acqua dolce che di acqua salata. Gli esseri che vivono sulla terra ferma hanno bisogno di acqua dolce, quelli che vivono nell’acqua hanno bisogno di acqua salata. Dio ha pensato ad entrambi.
    Ed ora leggiamo il verso numero 54:

    وَهُوَ الَّذِی خَلَقَ مِنَ الْمَاءِ بَشَرً‌ا فَجَعَلَهُ نَسَبًا وَصِهْرً‌ا وَکَانَ رَ‌بُّکَ قَدِیرً‌ا
    Egli è Colui Che dall’acqua, ha creato una specie umana e la ha resa consanguinea ed affine. Il tuo Signore è potente. (25:54)

    Anche gli esseri umani, prosegue il discorso il testo sacro, sono stati creati dall’acqua. Sia il primo uomo che venne plasmato da Dio dal fango, cioè dall’acqua e dalla terra, sia gli uomini che vennero dopo e che si formarono dallo sperma e che ancora in questo senso devono la propria esistenza ad un composto formato in buona parte da acqua.
    Quale maestro della miniatura può scolpire su una goccia d’acqua tutte le caratteristiche di un essere umano che verra’ al mondo dopo soli 9 mesi?
    Dopo la Creazione dell’uomo, si parla dunque della diffusione delle generazioni umane. Il fatto che con i matrimoni nascono nuovi figli e si stabiliscono nuovo legami di parentela. Dio ritiene sacri i legami di parentela ed ordina i fedeli a rispettare precisi criteri nei loro confronti.
    Esistono due tipi di parentela. Il primo tipo e’ quello creato da una nascita, come il legame esistente tra genitori e figli o tra sorelle.
    L’altro tipo di parentela e’ quello creato dai matrimoni, come quello tra la nuora ed i genitori del marito e così via…
    Questo verso ci insegna che:
    1) Tutti gli esseri umani provengono da un’unica materia. Per questo sono decisamente insulse le teorie e le dichiarazioni sulla superiorità di alcune razze specifiche.
    2) Dal punto di vista materiale l’uomo non e’ superiore agli animali dato che alla base della Creazione di entrambri vi e’ l’acqua.
    3) Lo studio della Creazione dell’uomo sin dalla fase fetale, contribuisce alla comprensione della Grandiosità del Signore.
    Ed ora leggiamo il verso numero 55 della sura del Discrimine:

    وَیَعْبُدُونَ مِن دُونِ اللَّهِ مَا لَا یَنفَعُهُمْ وَلَا یَضُرُّ‌هُمْ وَکَانَ الْکَافِرُ‌ عَلَى رَ‌بِّهِ ظَهِیرً‌ا
    Adorano, all’infuori di Allah, ciò che non reca loro né giovamento, né danno. Il miscredente sarà sempre alleato dei nemici, contro il suo Signore. (25:55)

    In questo verso il Corano ricorda che nonostante tutti i doni concessi all’uomo dal suo Signore, alcuni dei quali citati nei versi precedenti, alcuni gruppi di uomini adorano dèi ed esseri insulsi, che non possono influire in alcun modo sulla loro vita. Il Corano si chiede perchè al posto dell’adorazione sincera del vero Signore, gli uomini affidino il loro cuore a queste nullità. Ogni essere tranne Dio e’ stato creato da Lui e pertanto non può fare nulla senza che Egli lo voglia. Sulla via della miscredenza e della perdizione, spiega la seconda parte del verso 55, i rinnegatori di Dio si aiutano sempre a vicenda e quindi, vuole dire il verso, anche i credenti devono essere uniti e serrare i ranghi e sostenersi a vicenda.
    Da questo verso apprendiamo che:
    1) Anche considerando la sola vita mondana, per usufruire del bene e sottrarsi al male, conviene affidarsi al vero Dio che può darci ogni cosa e non esseri che non hanno potere.
    2) I miscredenti, sono di solito alleati contro i fedeli. Per questo, i fedeli, devono aiutarsi a vicenda ed essere uniti per non farsi sconfiggere.

    Davood Abassi

    Radio Italia IRIB