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    Islam, la mia scelta (71): Abdul Rauf Shakuya

    Islam, la mia scelta (71): Abdul Rauf Shakuya
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    La ragione e la fede sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità.
    E’ Dio ad aver posto nel cuore dell’uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso. È possibile ravvisare un cammino che, nel corso dei secoli, ha portato l’umanità a incontrarsi progressivamente con la verità e a confrontarsi con essa. E un cammino che s’è svolto né poteva essere altrimenti — entro l’orizzonte dell’autocoscienza personale: più l’uomo conosce la realtà e il mondo e più conosce se stesso nella sua unicità, mentre gli diventa sempre più impellente la domanda sul senso delle cose e della sua stessa esistenza. Infatti solo conoscendo sé stesso egli comprenderà in che cosa consiste realmente la propria beatitudine, la propria felicità e potrà cosí, servendosi dei mezzi che ha a disposizione, soddisfare le sue reali esigenze ed evitare di sprecare la propria vita, bene prezioso e irripetibile. Il sommo Profeta dell’Islam (as) disse: “Colui che conosce sé stesso ha conosciuto il suo Signore”. Dopo aver conosciuto sé stesso, l’uomo si accorge che il suo piú grande dovere consiste nel rispettare profondamente e non offendere la luminosa essenza della propria umanità e nello sforzarsi di curare la propria purità interiore e pulizia esteriore. In tal modo egli potrà avere una soave e piacevole vita eterna. Amici in questa puntata vogliamo presentarvi Abdul Rauf Shakuya, un neo-musulmano britannico, di origine nigeriana che ci racconterà la storia del suo ritorno all’Islam. Abdul Rauf inizia così il racconto della sua conversione alla fede islamica: ”Nei primi sette anni della mia vita, vedevo poco i miei genitori perchè, come era di consueto tra i nigeriani residenti in Gran Bretagna, i figli venivano affidati alle famiglie inglesi affinche i loro genitori finissero i loro studi o trovassere un lavoro fisso. La famiglia con cui io e il mio fratello minore convivevamo era molto severa. I miei genitori ogni tre settimane ci venivano a trovare. Quando alla fine loro trovarono un lavoro fisso tutti andammo a vivere insieme a Londra. Noi abitavano in un quartiere nell’est della capitale britannica dove la maggior parte degli abitanti erano i musulmani provenienti dall’India, dal Pakistan e dal Bangladesh. Là fu la prima volta che io conobbi la religione islamica e pensavo che l’Islam fosse una religione diffusa solo in Asia. Man mano crescendo, si sollevavano molte domande nella mia mente sull’esistenza di Dio. Però cercavo di accettare gli insegnamenti cristiani senza però pormi domande serie sulla veridicità di alcuni suoi contenuti. Mi bastava solo sembrare come un credente cristiano”. Abdul Rauf viaggiando in Nigeria conosce di più la fede islamica: “quando avevo 12 anni per la prima volta viaggiammo in Nigeria. La mia famiglia era cristiana però alcune mie zie materne erano musulmane. Noi durante il nostro soggiorno in Nigeria rimanemmo a casa di una mia zia musulmana. In quel periodo pensavo che l’Islam fosse una religione molto difficile perchè a volte quando la mattina presto volevo uscire di casa vedevo mia zia fare la Salat (preghiera islamica). Lei dopo la Salat recitava anche il Corano, sacro libro dei musulmani. Paragonando il rituale di pregare nell’Islam e nel Cristianesimo, mi sembrava molto difficile alzarsi ogni mattina, molto presto per fare solo la preghiera. I cristiani, invece, al massimo una volta alla settimana andavano in chiesa per pregare. Però ero molto curioso di sapere cosa spingeva un musulmano a pregare il Signore ogni giorno con una passione tale. Dentro di me provavo una sensazione molto strana. Il comportamento dei musulmani, agendo conformemente agli insegnamenti dell’Islam, ebbe un grande effetto su di me”. “Passati molti anni da quel mio viaggio in Nigeria, a 22 anni, conobbi un musulmano. In quel periodo , pur non avendo alcun interesse nei confronti delle diverse tradizioni religiose, ascoltavo le sue spiegazioni sull’Islam. Uno degli argomenti trattati da lui, fu il fatto che nell’Islam, Gesù venne considerato un profeta molto rispettato e venerato. Era la prima volta che sentivo che un profeta succedeva un altro e che uno perfezionava la missione dei profeti precedenti. Pian piano mi incuriosì di sapere di più sull’Islam. Ogni volta che vedevo il mio amico musulmano gli chiedevo tante domande sulla religione islamica. A volte noi discutevamo perfino per 6 o 7 ore. In quel periodo avevo una sete infinita per trovare la verità. Un giorno, incontrai un musulmano pakistano. Quando gli chiesi di presentarmi qualche fonte per approfondire la mia conoscenza sull’Islam, lui mi parlo’ dell’Imam Ali(as), il primo Imam degli sciiti, una personalità straordinaria e poliedrica. Infatti lo studio della la vita di questa grande figura del mondo islamico, destò dentro di me una forte passione verso l’Islam. Alla fine io dopo un lungo periodo di studio decisi di diventare musulmano”, conclude il neo-musulmano britannico.

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