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    Islam, la mia scelta (69): Khalil Sahuri

    Islam, la mia scelta (69): Khalil Sahuri
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    Tutte le dottirne religiose hanno una base su cui gettano le fondamenta della propria visione del mondo e della loro ideologia. La base della divina dottrina islamica è costituita infatti dall’unicità di Dio, su cui si poggia la totalità delle sue convinzioni e delle sue opere.
    Si tratta di un’unità dello spirito, nel complesso dei pensieri islamici; di un’unità del corpo, nel complesso dei suoi precetti e delle sue prescrizioni; di un’unità del messaggio della totalità dei suoi Profeti divini; di un’unità del primo passo di coloro che hanno seguito la via della sua guida.
    Il primo messaggio delle guide e degli Inviati divini riguardava l’unicità di Dio, e il loro più grande onore è stata la sottomissione alla Sacra figura del Signore. I versetti del Corano, testo sacro dei musulmani, esprimono perfettamente tale concetto.
    Il profeta Abramo (as) fu il portabandiera del monoteismo e della devota adorazione di Dio; Mosé (as) combatté contro il Faraone miscredente e contro l’idolatria; Gesù (as) rappresentò la pietà nell’adorazione di Dio ed il profeta dell’Islam, Muhammad, lottò duramente contro l’ignoranza dell’umanità.
    Anche i venerabili Imam sciiti (as) (i discendenti del profeta dell’Islam) mantenevano la massima umiltà al cospetto della divinità rivolgendoGli le più importanti confidenze e implorazioni. Questo argomento ha acquisito un particolare fulgore nelle loro preghiere.
    Quindi per un musulmano, Dio è l’Onnipotente, il Creatore e il Sostenitore dell’universo, niente è simile a Lui e nessuno è paragonabile a Lui. Amici in questa puntata vogliamo parlarvi di Khalil Sahuri, il neo-musulmano cileno che ci racconterà la storia del suo ritorno all’Islam. Non mancate!
    ***
    Khalil Sahuri è nato in Cile da una famiglia ortodossa. Però i suoi antenati per oltre mille anni vivevano a Betlemme nei territori occupai e solo durante le guerre mondiali si trasferirono pian piano in Cile. Lui inizia così la storia della sua conversione all’Islam: io da ragazzino cominciai a leggere la Bibbia. Una lettura che durò circa due anni. Approfondendo la mia conoscenza sul Cristianesimo mi rendevo conto delle palesi contraddizioni che c’erano in questa dottrina. Per esempio non potevo accettare il dogma della Trinità e lo consideravo un chiaro errore. Come era possibile che ci fosse una Sostanza, ma tre Persone distinte: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Io credevo di cuore che esistesse solo un Dio unico che non aveva nè compagni, nè figli mentre la chiesa diceva che Gesù fosse il figlio del Signore. I miei antenati provenivano tutti da Betlemme, dove fu nato il profeta Gesù quindi io amavo molto questo profeta divino. Quindi per scoprire la verità cominciai a fare delle ricerche sull’unicità del Signore. Prima di tutto iniziai a leggere la Bibbia però non ci trovai la risposta delle mie domande. Finchè nel Vangelo secondo Giovanni ho visto una parola strana di origine greca: “Paracletus”.Non potevo capire il suo significato quindi andai da un parroco e gli chiese il significato del termine però nemmeno lui sapeva cosa voleva dire questa parola perchè il Vangelo, infatti, all’inizio, fu tradotto dalla lingua ebraica in greco e poi dal greco in latino. Quindi io andai da un amico che conosceva bene le lingue greca, araba, spagnola e latina. Lui mi disse che “Paracletus” era una parola greca e che significava “Ahmad”.
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    “Quell’amico poi mi spiegò che Ahmad e’ il nome del Profeta dell’Islam. Fino a quel momento io non sapevo niente di questa religione. Quindi, pur avendo poche risorse sull’Islam per conoscerlo cominciai a condurre delle ricerche.
    Purtroppo in Occidente si cerca di presentare un’immagine negativa e violenta dell’Islam e per chi vuole conoscere questa religione ci sono pochissime fonti disponibili. Però tutto questo non poteva impedire alla mia anima assettata di cercare la verità. Studiai diversi testi filosofici sul marxisimo . Lessi perfino i libri di Nietzsche. Nel suo libro si parlava delle tradizioni zoroastriane e ovviamente anche dell’Iran. Mi sono reso conto che gli iraniani di oggi non praticavano più lo zoroastrismo ed avevano scelto l’Islam come la loro religione; e che il loro leader in quel periodo era un religioso islamico che si chiamava l’Imam Khomeini. Io, molto curioso sulla figura di Ayatollah Khomeini, comprai alcuni dei sui libri sull’unicità del Signore e sulla giustizia. Leggendo questi libri, alla fine trovai la risposta dei miei dubbi e domande sulla vita e miinteressai molto alla fede islamica. Un giorno anche un palestinese musulmano mi regalò una copia del Corano, sacro libro dei musulmani. Quando aprì per la prima volta il Corano e lo lessi provavo una sensazione piacevole della tranquillità. Capii che l’Islam negava la Trinità e secondo gli insegnamenti islamici esisteva un solo Dio unico, senza avere nè compagni, nè figli.
    Quindi dopo un periodo di ricerca trovai quella mia verità perduta nell’Islam e divenni musulmano”, conclude il neo-musulmano cileno.

    Radio Italia IRIB