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    Breve biografia della nobile Fatimah al-Ma’sumah (A)

    • Mostafa Milani Amin
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    Breve biografia della nobile Fatimah al-Ma’sumah (A)
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    Il suo nobile nome è Fatima, e il suo piú celebre epiteto è Al-ma°sumah (Immacolata). È figlia del settimo purissimo Imam, il santo Musaa Bin Ja°far al-Kaazim (A), e di una nobile donna, Najmah al-Khaatun (A), madre dell’ottavo purissimo Imam, Alí Bin Musa Ar-ridaa (A). Fatima nacque il primo giorno del mese di zhi-l-qa°dah dell’anno 173 dell’egira lunare, nella santa città di Medina.

    Perse in tenera età l’amato padre, che morí martire nelle prigioni del malvagio califfo abbàsside Haarun (L), a Bagdad. Fu dunque educata e cresciuta dal nobile fratello, l’ottavo Imam (A), il quale nell’anno 200 dell’egira lunare, fu trasferito di forza, dal perfido califfo abbasside Ma’mún (L), a Marw, nel Khoraasan, in Iran, ove si recò senza farsi accompagnare da nessuno dei suoi parenti.

    Un anno dopo la partenza dell’amato fratello, la nobile Faatimatu-l-ma°sumah (A), nella speranza di rivederlo lasciò, assieme ad alcuni dei suoi fratelli e nipoti, la santa città di Medina per il Khoraasan. In ogni città o località che si fermava veniva calorosamente accolta dalla gente, e, al pari della nobile sorella del Signore dei Martiri, la pura Zaynab (A), informava i credenti e le credenti delle ingiustizie perpetrate dai tiranni e dagli empi ai danni del suo nobile fratello, manifestando altresí il suo deciso rifiuto, e quello dell’Ahlu-l-bayt (A), del perfido governo degli Abbassidi.

    A causa di ciò, quando la carovana con la quale viaggiava arrivò a Saaveh, alcuni oppositori dell’Ahlu-l-bayt, appoggiati da Ma’mun (L), si scontrarono con gli uomini che l’accompagnavano, i quali caddero quasi tutti martiri. Si narra che arrivarono addirittura ad avvelenarla.

    In ogni caso, la nobile Ma°sumah, o a causa delle sofferenze che patí per questo tragico avvenimento o per effetto di un veleno, s’ammalò, e, siccome non poteva piú proseguire il suo viaggio verso Marw, decise di andare a Qom. Chiese dunque quanta strada c’era tra Saaveh e Qom, e dopo essere stata informata, disse: “Portatemi a Qom, poiché ho sentito mio padre dire: ‘Qom è il centro della Shi°ah’”

    Gli eminenti di Qom, quando vennero a conoscenza di questa lieta notizia le andarono incontro per accoglierla. Verso il ventitreesimo giorno del mese di rabi°u-l’awwal dell’anno 201 dell’egira lunare, la nobile Ma°sumah, accompagnata da un gran numero degli abitanti di Qom, entrò in questa santa città, e fu ospitata dal capo della tribú degli Ash°ariyy, Musa Bin Khazraj.

    La santa donna visse a Qom gli ultimi diciassette giorni della sua nobile vita, nei quali non faceva altro che pregare e prestare culto al Signore Eccelso, nel venerato e visitato luogo chiamato oggi Baytu-n-nur [Dimora della Luce].

    Ella morí, senza riuscire a rivedere il suo amato fratello, nel decimo [o, secondo altre tradizioni, nel dodicesimo] giorno del mese di rabi°u-th-thaani dell’anno 201 dell’egira lunare, lontano dalla propria patria e con il cuore colmo di tristezza. Qom cadde in uno stato di totale lutto per la morte della nobile Ma°sumah. Tutti parteciparono ai riti funebri della nobile figlia del settimo Imam (A), la quale fu sepolta nel luogo dove attualmente sorge il suo celebre mausoleo, che allora era noto col nome di “Baagh-e Baabolaan”

    Appena fu scavata la tomba, la gente si chiese chi avrebbe dovuto seppellire una cosí pura salma. Ma improvvisamente comparvero due persone a cavallo, col viso coperto, dalla direzione della qiblah, e si avvicinarono velocemente al luogo dove doveva essere sepolta la casta salma della nobile donna. Dopo aver eseguito una preghiera, una delle due persone entrò nella tomba e, facendosi aiutare dall’altra, vi depose il corpo. Dopo aver sepolto la santa Ma°sumah, senza parlare con nessuno, salirono a cavallo e si allontanarono dal posto.

    Probabilmente quelle due persone erano l’ottavo Imam e il suo nobile figlio, il nono Imam, Muhammad Bin Alí Al-jawaad (A), poiché nessuno era piú degno di loro di seppellire una cosí casta salma. Del resto, lo stesso avvenne nel caso della purissima figlia del Profeta, Faatimatu-z-zahraa (A), la cui salma fu seppellita dal primo santo vicario del Messaggero di Allah, l’imam Amiru-l-mu’minin Alí Bin Abi Taalib (A), e della santa Maria (A), il cui corpo fu sepolto dal nobile profeta Gesú (A).

    Dopo la sepoltura, Musaa Bin Khazraj, costruí sulla tomba un tetto di stuoia, finché, nell’anno 256 dell’egira lunare, una delle nobili figlie dell’imam Jawaad (A), Zaynab (A), fece costruire il primo haram sulla santa tomba della nobile Ma°sumah.