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    Chi ha scritto il trattato Safir-e Simorgh? Qual è il suo contenuto?

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    Chi ha scritto il trattato Safir-e Simorgh? Qual è il suo contenuto?

     

    Domanda

    Chi ha scritto il trattato Safir-e Simorgh? Qual è il suo contenuto?

     

    Risposta (di islamquest.net)

    Risposta concisa

    L’autore del trattato Safir-e Simorgh è Shahab al-Din Yahya ibn Habash ibn Amirak Abu al-Futuh Suhrawardi noto come “Shaykh al-Ishraq”.

    Nella lingua araba ogni suono continuo, morbido e senza pronuncia di lettere che fuoriesce dalle labbra, viene definito safir (*). Simorgh, invece, è il nome di un volatile leggendario, re degli uccelli; nella gnosi è un’allusione al “pir” o all’essere umano perfetto. La storia del simorgh, e quella degli altri uccelli, è stata narrata in svariati modi nella letteratura persiana e nei libri di gnosi.

    Lo Shaykh al-Ishraq in questo trattato attribuisce un significato al viaggio contemplativo gnostico e descrive gli stati spirituali del viaggiatore verso Allah, le circostanze incontrate, i pericoli e gli ostacoli presenti lungo la via.

    (*) Farhangh-e Abjadi-e Arabi-farsi, pag. 555, voce “safara” e pag. 556, voce “al-safir”; Al-Mufradat fi Gharib al-Qur’an, pag. 487, voce “al-safir”; Lisan al-‘Arab, vol. 4, pag. 460, voce “al-safir”.

    Risposta dettagliata

    L’autore del trattato Safir-e Simorgh” è Shahab al-Din Yahya ibn Habash ibn Amirak Abu al-Futuh Suhrawardi noto come “Shaykh al-Ishraq”. Questo trattato è stato scritto in lingua persiana.

    Una sintesi del contenuto di questo trattato può essere così esposta:

    1. Nella lingua araba ogni suono continuo, morbido e senza pronuncia di lettere che fuoriesce dalle labbra, viene definito safir[1]. Simorgh, invece, è il nome di un volatile leggendario, re degli uccelli.  La storia del simorgh, e quella degli altri uccelli, è stata narrata in svariati modi nella letteratura persiana e nei libri di gnosi[2].
    2. Simorgh è un elegante termine letterario utilizzato nella gnosi, che allude al “pir”[3] o all’essere umano perfetto[4].
    3. L’autore, in questo libro, attribuisce un significato al viaggio contemplativo gnostico e in esso descrive gli stati spirituali del viaggiatore verso Allah, le circostanze incontrate, i pericoli e gli ostacoli presenti lungo la via. Egli in una parte del testo scrive: “Nella premessa rammento le vicende di questo nobile volatile [simorgh]. I probi narrano che ogni upupa[5] che in primavera lascia il suo nido e con il suo becco becca le proprie piume e ali e si dirige verso il monte Qaf che estende la sua ombra di mille anni di questo mondo su di essa, “Invero un solo giorno presso il tuo Signore vale come mille anni di quelli che contate”[6], e questi mille anni nel calendario della Gente della Verità corrispondono al momento dell’alba dall’Oriente del magnifico Lahut (il luogo appartenente a Iddio). In questo periodo l’upupa si trasforma in simorgh, il cui safir sveglia i dormienti e il cui nido è sul monte Qaf; il suo safir giunge a tutti, ma ha pochi interlocutori, tutti sono con lui, ma la maggior parte è senza di lui”[7].

    Questo trattato consta di due parti suddivise a loro volta in alcuni capitoli:

    Prima parte – Riguarda le basi dell’argomento ed è strutturata in tre capitoli: a) L’eccellere di questa scienza (ossia la gnosi); b) Ciò che si manifesta ai principianti; c) Sakinah (pace divina).[8]

    Per fare un esempio, il secondo capitolo riguarda coloro che all’inizio della via contemplativa divina sono intenti nell’ascesi e nello zikr di Iddio: a questo gruppo di viaggiatori verso Allah si manifestano delle luci divine. Lo Shaykh al-Ishraq definisce questa parte “Ciò che si manifesta ai principianti”.[9]

    Seconda parte – In merito agli obiettivi dell’argomento, consta di tre capitoli: a) Annichilimento; b) Il più sapiente è il più gnostico; c) Lo stabilirsi del piacere del servo nei confronti della Verità.[10]

     
    Note

    [1] Farhangh-e Abjadi-e Arabi-farsi, pag. 555, voce “safara” e pag. 556, voce “al-safir”; Al-mufradat fi Gharib al-Qur’an, pag. 487, voce “al-safir”; Lisan al-‘Arab, vol. 4, pag. 460, voce “al-safir”.

    [2] Al riguardo potete consultare nel sito www.noormags.com gli articoli concernenti il volatile simorgh, per esempio: Ali Naqi Munzavi, “Si morgh va Simorgh”; Mohammad Reza Shafi’i Kadkani, “Simorgh”; Mohtoj Nojumi, “Simorgh osture-i soye gostar bar farhangh-e irani” e Ali Noruzi Panah, “Simorgh”.

    [3] Con il termine “pir” (lett. “anziano”), nella gnosi, s’intende lo gnostico perfetto ed è un’allusione al suo dominio sul tempo; non è necessario che sia anziano dal punto di vista dell’età.

    [4] Seyyed Ja’far Sajjadi, Farhangh-e Ma’aref-e Eslami, vol. 2, pag. 1030, Entesharat-e daneshgah-e Teheran, terza ristampa, 1994.

    [5] Rappresenta il viaggiatore spirituale.

    [6] Sacro Corano 22:47.

    [7] Shaykh al-Ishraq, Majmu’e-ye Musannafat-e Sheykh-e Eshraq, con correzioni e introduzione di Henry Corbin, Seyyed Hosseyn Nasr e Nafajqoli Habibi, vol. 3, pp. 314 e 315, Muassese-ye matale’at va tahqiqat-e farhanghi, Teheran, seconda ristampa, 1996.

    [8] Ivi, pag. 316.

    [9] Ivi, pag. 319.

    [10] Ivi, pag. 316.