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    DISCUSSIONE SUL TEMA DELL’ALDILÀ

    • Mostafa Milani Amin (trascritta da C. Guerrieri)
    • Islamic-sources.com
    DISCUSSIONE SUL TEMA DELL’ALDILÀ
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    – Domanda
    Salam alaykum! Ho un questito. Quando moriamo le nostre anime che fine fanno? Credo che il Paradiso e l’Inferno saranno solo dopo il Giorno del Giudizio, non immediatamente dopo la morte, quindi nel frattempo l’anima che cosa fa? Riposa? Vaga? Insomma, qual è il suo destino fra la morte e la Resurrezione?
    – Risposta
    Alaykum assalam wa rahmatuLlah!
    E’ una domanda importante che di solito sorge a chiunque creda nell’Aldilà, mentre chi non crede nell’Aldilà ovviamente non crede nemmeno nell’anima e nello spirito, e dice che è tutta materia che si decompone nella tomba, o si trasforma in polvere ed altro, per chi viene cremato. Il discorso è questo: l’anima, lo spirito umano – che è la componente viva dell’essere umano (perché senza anima, senza spirito, non c’è vita o almeno non c’è vita animale) – in nessun mondo è senza corpo; in ogni mondo nel quale l’anima si manifesta, lo fa con un corpo, con una forma. In questo mondo, che è il mondo materiale, si manifesta con il corpo materiale, quello che abbiamo tutti e sentiamo. Nell’Altro Mondo, nell’Aldilà, si manifesterà con un corpo adeguato all’Aldilà, un corpo nuovo, e nell’intervallo tra la morte e la risurrezione, l’anima non si distrugge. Ciò è facile da comprendere e dimostrare: siccome dobbiamo risorgere, siccome dobbiamo ritornare – perché crediamo nella Resurrezione – sicuramente non ci annienteremo. Sì, moriamo, l’anima si allontana dal corpo, però finisce solo la relazione, il rapporto, l’affinità tra quell’anima e il corpo terreno, e l’anima passa ad un’altro mondo, in modo gradualmente, nel giro di pochi giorni; passa ad un’altra dimensione, passa in un altro mondo, chiamato Barzakh (Barriera). Il Barzakh sarebbe la barriera, il confine tra questo mondo e l’Aldilà. Nel Barzakh l’anima ha un corpo particolare, un corpo leggero. Ed è un’altra dimensione, ed è quello che alcuni chiamano erroneamente Purgatorio, perché nell’Islam non esiste il Purgatorio, nel senso di una fase intermedia tra questo mondo e il Paradiso o l’Inferno, nel quale ci si purifica. Nel Barzakh ci sono castighi e ricompense, che però non sono i castighi e le ricompense finali, quelle dell’Inferno e del Paradiso. I buoni, i probi, i credenti, i timorati, come oggi stanno godendo spiritualmente, stanno fruendo spiritualmente della grazia divina, continueranno a farlo anche nel Barzakh e in Paradiso. Si, d’accordo, ci sono le malattie, ci sono i lutti, ci sono i terremoti e le disgrazie, ma chi è credente, libero, chi ha la coscienza a posto, vive già in una specie di paradiso, un paradiso spirituale che ovviamente non è quello finale, quello vero, in quello ci saranno anche altre cose, non solo spirituali, anche frutti, pure spose, puri sposi. Nelle sure al-Waqi’ah, Ya-Sin, in diverse altre sure, si ricordano i doni del Paradiso. Analogamente, nell’Inferno ci saranno altri castighi, oltre ai tormenti spirituali, fuoco per gli scellerati, per la gente come Netanyahu, come, non so chi dire, criminali come quelli dei terroristi dell’Isis, di Al-qaeda eccetera. Un campione di queste pene e questi doni li vedremo anche nel suddetto mondo intermedio, il Barzakh. E lì avremo un corpo adeguato a quel mondo. Che cos’è? Si dice di solito che è un corpo leggero, non è un corpo pesante come quello che abbiamo qui in questo mondo. In alcune tradizioni si parla anche di una specie di oblio, una specie di sonno profondo. La persona non è molto cosciente di quello che accade, sarà per essa come dormire pochi minuti e riaprire gli occhi. Ovviamente non con quel corpo materiale, perché quel corpo si decompone, si disperde, muore. In molti casi, sarà come quel senso di leggerezza che si ha durante il sonno. Nel sonno tu non percepisci molto il peso del tuo corpo, i dolori, ma spesso hai una lieve coscienza di quello che può accaderti intorno. Insomma, è una cosa così, tanto per fare un esempio, una specie di sonno. Per alcuni sarà invece una specie di sogno, un incubo per gli scellerati, e un dolce sogno per i buoni. Sono cose che non si possono spiegare in modo preciso e dettagliato, perché non ne conosciamo molti dettagli; nel Corano c’è qualcosa, e anche nelle tradizioni, però non c’è esattamente quello che accadrà. Non abbiamo un film, non abbiamo un clip, non abbiamo delle immagini, abbiamo solo delle descrizioni. Alcune possono essere interpretate anche in modo diverso, alcune tradizioni non sono nemmeno autentiche. Quindi il quadro non è precisissimo, però a grandi linee sappiamo cos’è. E’ quel mondo intermedio, e speriamo appunto, visto che soffriamo molto in questo mondo, di non soffrire più in quel mondo intermedio. E soprattutto non soffrire più nell’Aldilà, dopo la Resurrezione. Di solito gli iniqui, gli ingiusti che hanno sfruttato, per esempio gente come Rockfeller, gente come i Sauditi, la famiglia regnante saudita, gente che non ha mai patito povertà, mai patito niente di difficile, oppure lo Scià di Persia, per parlare anche del nostro paese, la famiglia regnate iraniana, i Pahlavi che hanno sfruttato e oppresso gli Iraniani per decenni, quelli sotto certi aspetti si può dire che hanno già goduto, si sono già giovati di parte della grazia divina, dei doni divini, anche se in modo illecito. E proprio perché in modo illecito pagheranno e non avranno più da godere in quel mondo intermedio, nell’Aldilà. Mentre di solito i poveri e gli oppressi, quelli di loro che hanno cercato di vivere onestamente, di non commettere ingiustizie, quelli non hanno ancora fruito nulla della grazia divina. E siccome Allah è Giusto, è Equo, ebbene, è impossibile che in quel mondo debbano soffrire ancora, debbano cioè soffrire sia in questo mondo che nell’Aldilà. Quindi la povertà, il fatto di avere malattie in questo mondo, di essere oppressi, di essere vittima di ingiustizie sociali, economiche e cose simili a queste, non è sempre un cattivo segno, non è in sé non è un cattivo segno, anzi potrebbe essere segno che nell’Aldilà, inshAllah non dovremmo più soffrire.
    – Domanda
    Vorrei sapere cosa accade dopo, e se Paradiso e Inferno sono collegati con questa dimensione mediana. Se lì sono consapevoli di quello che sarà il loro destino, e se si acquisisce maggiore conoscenza spirituale.
    – Risposta
    L’ho già spiegato in precedenza, se non mi sbaglio. E’ una barriera tra i due mondi, la risurrezione, il Paradiso e l’Inferno, e questo mondo, nel quale ogni anima praticamente continua quello che faceva in questo mondo. Cioè l’anima non “si azzera”. E’ un concetto un po’ difficile da spiegare. Anche nell’Aldilà, gli iniqui sopportano una triste condizione dell’anima, non sono sereni. Oltre ad aumentare questo senso di tormento interiore, avranno poi anche pressioni e tormenti corporali. Ovviamente il corpo, in quella condizione mediana, come la chiami tu, non è un corpo materiale come questo. Invece per alcuni sarà come aprire e chiudere gli occhi: rimarranno davvero poco tempo. Le pene, le tribolazioni che si sopporteranno in questa condizione mediana, non sono rimovibili con l’intercessione. Questo è chiaramente espresso nelle nostre tradizioni. Il Profeta e la sua Famiglia dicono che noi possiamo intercedere per voi solo dopo la Resurrezione, quando risorgerete, nel Giorno del Giudizio, ma in questo intervallo che separa la morte dalla Resurrezione, non potremo far nulla per voi. Quindi anche i credenti, anche le persone che non sono state malvagie, ma che hanno commesso alcuni peccati, devono stare attente, perché questo periodo potrebbe essere non tanto piacevole per loro. L’anima continua a vivere nell’altra dimensione e in tutte le altre dimensioni, e da nessuna parte è senza corpo, e si manifesta in ogni mondo con un corpo adeguato a quel mondo. Questo è il mondo materiale e così si manifesta con un corpo materiale. Quella condizione mediana è il Barzakh, è la barriera, è l’intervallo che separa la morte dalla risurrezione e le nostre anime, la nostra esistenza si manifesterà con un corpo “barzakhi”, e lo stesso accade nel Paradiso o nell’Inferno. Nel Paradiso ci manifesteremo e saremo presenti con un corpo che non si stanca dei doni divini. Qui invece ci si stanca. Tu puoi mangiare il più prelibato dei cibi, puoi avere il più bel marito o la più bella moglie, però pian piano ti abitui. Mentre in Paradiso non è così, non ci abitua mai, nel senso di annoiarsi. Ogni frutto, ogni bene del Paradiso è sempre più buono o come minimo non ci si annoia, non dà noia mangiare, oppure fruire di questi beni. La stessa cosa nell’Inferno. Non ci abitua mai. In questo mondo ci si abitua a dei dolori, a delle pene, per esempio uno ha mal di gamba, mal di schiena, anche un grave morbo o una grave malattia, come può essere ad esempio un tumore con forti dolori, però al dolore, bene o male, ci si abitua, e non è più come i primi giorni, pian piano ti abitui, ci fai l’abitudine. Invece nell’Inferno non è così, non ci si abitua, non si attenua! Sono dimensioni diverse, quindi avremo corpi diversi. Sicuramente non sarà un mondo materiale come questo, non sarà nemmeno una risurrezione meramente spirituale, non ci sarà il puro spirito. Se deve manifestarsi, si manifesta con una forma, una figura, un corpo particolare. Sono discorsi che sono molto interessanti però sono molto “tecnici”, e bisogna conoscere bene la teologia, la filosofia, le tradizioni, il Corano e avere una buona mente che sappia comprendere bene queste cose. I punti generali sono questi.
    Allora l’anima rimane per qualche giorno vicina al suo corpo, in quale modo?
    L’interruzione della relazione che c’è tra anima e corpo non è improvvisa. Questa affinità, questa vicinanza, questa relazione tra corpo e anima viene ad estinguersi e a sparire, ad eliminarsi, in modo graduale, nell’arco di decine di giorni in modo completo, anche se noi vediamo la persona inerme, che non si muove, e pensiamo che non ci sia più nessuna anima in contatto con questo corpo. No, non è così! L’essere umano viene a contatto con il suo corpo, con il suo feto, quando nasciamo, in modo graduale; lo sviluppo embrionale, fetale, il venire a vita, diventare animati, l’avere un anima, sono tutte cose che avvengono in modo graduale. Come potete notare il bambino pian piano comincia a muoversi, comincia a muovere le mani, la testa, pian piano, e infine a nove mesi diventa bello vivace. Questo dimostra che la vita viene insufflata in modo graduale nell’essere umano e come tutte le cose che iniziano gradualmente, finiscono gradualmente, così avviene in natura, anche se noi non lo vediamo, non lo capiamo, non lo comprendiamo.

    Da quanto abbiamo detto comprendiamo anche perché non bisogna cremare il corpo e non bisogna fare l’autopsia quando non è strettamente necessaria, appunto perché l’anima non abbandona subito il corpo, la cosa è graduale! Inoltre è sempre necessario portare rispetto alla salma del credente.