Fonti Islamiche

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    È concesso recitare du’a per la gente peccatrice, per esempio il coniuge e i familiari?

    È concesso recitare du’a per la gente peccatrice, per esempio il coniuge e i familiari?
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    È concesso recitare du’a per la gente peccatrice, per esempio il coniuge e i familiari?

     

    Domanda

    Posso supplicare Iddio di guidare il mio coniuge che è leggermente deviato? Fondamentalmente, nella nostra posizione, possiamo chiedere a Dio di guidare i nostri familiari?

     

    Risposta (di islamquest.net)

    Risposta concisa

    Negli insegnamenti religiosi la dua e il suo effetto rivestono un’importanza particolare. Recitare suppliche per il coniuge, i familiari e i credenti, è uno dei diritti raccomandati negli insegnamenti islamici ed è evidente nella condotta degli Infallibili (A).

    Risposta dettagliata

    La dua è una di quelle azioni raccomandate intensamente negli insegnamenti religiosi e detiene un degno ruolo nella vita e nel destino umano.

    Consultando i discorsi degli Infallibili (A) e la loro condotta, non solo deduciamo che i Devoti di Dio consigliavano agli altri di effettuare dua l’uno per l’altro, bensì che anche loro nella pratica richiedevano a Dio il bene degli altri.

    L’imam Hasan al-Mujtaba (A) disse: “Un giovedì notte vidi mia madre Fatima (A) adorare Iddio compiendo genuflessioni e prosternazioni fino all’alba del venerdì e pregare molto per i credenti e le credenti, citandone le caratteristiche e i nomi, ma per sé non rivolse alcuna supplica. Dissi a mia madre: «Perché non hai pregato per te stessa allo stesso modo di come hai pregato per gli altri?». Rispose: «Prima il vicino e poi la casa»”[1].

    Inoltre nel Sahifah al-Sajjadiyyah, in molti punti l’imam Zayn al-‘Abidin (A) ha dedicato le proprie dua agli altri, come la dua 24 (La dua per il padre e la madre), 25 (La dua per i figli), 26 (La dua per i vicini e gli amici), ecc.

    Quindi la dua reciproca è uno dei diritti che i credenti hanno l’uno nei confronti dell’altro.

     

    Nota

    [1] Muhammad ibn Alì Saduq, ‘Ilal al-Sharayi’, pag. 182, Intisharat maktabat al-Dawri, Qom, 1386 AH.