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    Fin ora chi ha resistito nella lotta contro Satana e qual è il metodo per lottare?

    Fin ora chi ha resistito nella lotta contro Satana e qual è il metodo per lottare?
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    Fin ora chi ha resistito nella lotta contro Satana e qual è il metodo per lottare?

     

    Domanda

    Satana e i suoi soldati jinn molte volte attaccano l’essere umano che ha fede in Dio, affinché egli diventi miscredente e associ altri a Lui. Fino ad ora chi è riuscito a resistere nella lotta contro di loro e qual è il metodo per combatterli? Grazie.

     

    Risposta (di islamquest.net)

    Risposta concisa

    Secondo il Corano, Satana può dominare tutti, eccetto i servi mukhlas di Dio. I mukhlasin sono coloro che hanno raggiunto un livello nel quale Satana non trova più spazio per insinuarsi in loro. Per lottare con Satana sono necessari degli strumenti attraverso i quali è possibile insorgere contro di lui e avere la meglio. Ne citiamo alcuni come esempio:

    1. Fede – Il Corano considera la fede il fattore determinante per ostacolare l’egemonia di Satana.
    2. Affidarsi a Dio – Un altro dei fattori che permettono di sconfiggere Satana e i suoi soldati è fare affidamento su Dio.
    3. Cercare rifugio – Chiedere rifugio a Dio.
    4. Il ricordo di Dio – Il ricordo di Dio dona perspicacia, allontana dalle tentazioni e chiude le vie d’accesso a Satana.
    5. Taqwa o timore reverenziale – L’ottenimento del taqwa in qualità di virtù stabile e il suo rafforzamento, consentono all’anima di riconoscere le tentazioni di Satana e di difendersi dalle sue insidie.

    Risposta dettagliata

    Secondo il Corano Satana può dominare chiunque, salvo i servi mukhlas. Satana ha giurato che devierà tutti i servi tranne i mukhlasin.

    “قَالَ فَبِعِزَّتِکَ لَأُغْوِیَنَّهُمْ أَجْمَعِینَ ‏‏ إِلاَّ عِبَادَکَ مِنْهُمُ الْمُخْلَصِینَ”

    Disse: «Per la Tua potenza, tutti li travierò, eccetto quelli, fra loro, che sono Tuoi speciali (mukhlas)».”[1]

    Iddio invece, in un altro punto dice:

    “إِنَّ عِبادی لَیْسَ لَکَ عَلَیْهِمْ سُلْطانٌ إِلاَّ مَنِ اتَّبَعَکَ مِنَ الْغاوینَ”

    Non avrai alcun potere sui Miei servi, eccetto i perduti che ti obbediranno”[2]

    Secondo questi versetti il gruppo dei mukhlasin[3] è estraneo al dominio di Satana; questa è una realtà che Satana stesso confessa e Iddio manifesta dicendo:

    “إِنَّ عِبادی لَیْسَ لَکَ عَلَیْهِمْ سُلْطانٌ”

    Non avrai alcun potere sui Miei servi”[4]

    Le vie per resistere e lottare contro il Diavolo

    I mukhlasin sono coloro che hanno raggiunto un livello tale, che Satana non ha modo d’insinuarsi in loro. Per resistere al Diavolo sono necessari degli strumenti grazie ai quali si può reagire al suo attacco e sconfiggerlo. In questa risposta per fare un esempio ne citeremo alcuni:

    1. Il sacro Corano considera la fede il primo fattore che ostacola la dominazione del Diavolo:‏”إِنَّهُ لَیْسَ لَهُ سُلْطَانٌ عَلَى الَّذِینَ آمَنُواْ وََ…”

    Egli non ha alcun potere su quelli che credono e …”[5].

    2. Un altro dei fattori che portano alla vittoria contro Satana e i suoi servi è affidarsi a Dio:”إِنَّهُ لَیْسَ لَهُ سُلْطَانٌ عَلَى الَّذِینَ … وَعَلَى رَبِّهِمْ یَتَوَکَّلُونَ”

    Egli non ha alcun potere su quelli che … e confidano nel loro Signore”[6].

    La fede in Dio e nei Suoi segni impediscono pertanto la dominazione dei demoni sugli esseri umani. E su coloro che si sono rifugiati nella fede e si sono affidati a Dio, non avranno nessun tipo di dominio.

    Quest’egemonia prevarrà solo su coloro che accettano la guida di Satana e associano altri a Dio:

    “إِنَّمَا سُلْطَانُهُ عَلَى الَّذِینَ یَتَوَلَّوْنَهُ وَالَّذِینَ هُم بِهِ مُشْرِکُونَ”

    Ma ha potere solo su chi lo prende per patrono, su quelli che per causa sua diventano associatori”[7].

    3. Istiazah – Tale termine significa richiesta di rifugio a Dio, rifugio che a volte è cosmologico e a volte shariatico.Per eliminare i mali naturali dobbiamo utilizzare il rifugio cosmologico di Dio che consiste nell’insieme di regole e tradizioni divine che si sono stabilite sotto forma di cause naturali nell’ordine del Creato. Per rimanere immuni dai mali dell’animo, com’è riportato nella sura al-Nas (114), bisogna cercare il rifugio shariatico di Dio che consiste nell’insieme degli insegnamenti divini stabiliti come basi del credo e dei programmi educativi nella sacra sharia:

    “وَ إِمَّا یَنْزَغَنَّکَ مِنَ الشَّیْطانِ نَزْغٌ فَاسْتَعِذْ بِاللَّهِ إِنَّهُ سَمیعٌ عَلیم‏”

    E se ti coglie una tentazione di Satana, rifugiati in Allah. Egli è Colui che tutto ascolta e conosce!”[8].

    Fondamentalmente il concetto di Unicità di Dio esige che l’essere umano chieda aiuto a Dio per ottenere benefici e bene, incominciando le proprie azioni con “Bismillah-ir-Rahman-ir-Rahim” . Inoltre chieda aiuto a Lui per evitare il male, incominciando le proprie azioni con “Auzubillahi min ash-Shaytan-ir-rajim” (Mi rifugio in Dio da Satana il reietto); questo dal momento che secondo il concetto di Unicità di Dio nessuno esercita la propria influenza sul  mondo, se non Dio.

    4. Il ricordo di Dio – Il ricordo di Dio dona perspicacia all’essere umano e lo allontana dalle tentazioni e chiude le vie d’infiltrazione a Satana:”… تَذَکَّرُوا فَإِذا هُمْ مُبْصِرُون”

    Lo ricordano ed eccoli di nuovo lucidi”[9].

    L’imam Sadiq (A) disse: “Satana non ha il potere di tentare l’essere umano, se non quando questi ignora il ricordo di Dio”[10]. Il Principe dei Credenti, Alì (A), considera il ricordo di Dio un modo per allontanare Satana: “Il ricordo di Dio allontana Satana”[11].

    5. Taqwa o timore reverenziale – L’ottenimento del taqwa e il suo consolidamento, rendono l’animo consapevole di fronte alle tentazioni di Satana e difendono l’essere umano dalle sue insidie:”إِنَّ الَّذینَ اتَّقَوْا إِذا مَسَّهُمْ طائِفٌ مِنَ الشَّیْطانِ تَذَکَّرُوا فَإِذا هُمْ مُبْصِرُون‏”

    In verità coloro che temono [Allah], quando li coglie una tentazione di Satana, Lo ricordano ed eccoli di nuovo lucidi”[12].

    La parola taif significa colui che compie una circumambulazione. È come se le tentazioni allo stesso modo girassero continuamente intorno allo spirito e al pensiero umano per trovare una via per insinuarsi.

    Satana non ha il potere d’influenzare un’anima che si è rafforzata con la fede e il timore reverenziale, egli è però sempre in attesa di un’occasione e risveglia alcuni degli istinti dell’animo come la concupiscenza, la collera, la gelosia e la vendetta, per infiltrarsi nel momento giusto e deviarlo.

    Altre vie per resistere a Satana sono le seguenti: ricordare la Gente della Casa (A), fare del bene a coloro che amano l’Ahl al-Bayt(A), sforzarsi per diventare un individuo nel quale Satana non può insinuarsi, ecc.

    Conclusione

    La fede in Dio è un inibitore condizionante per allontanare l’essere umano dai mali e dai peccati. Anche prestare attenzione alla magnificenza e alla saggezza di Dio e rivolgersi alla Sua sacra Essenza possono rafforzare l’anima del servo nella resistenza e lotta al Diavolo. Inoltre il rafforzamento della fede, del confidare in Dio, del timore reverenziale, della persistenza del ricordo di Dio e il compimento di azioni che infastidiscono e allontanano Satana, e infine il richiedere veramente rifugio a Dio quando ci s’imbatte nel male e nella corruzione che proviene da Satana, sono passi influenti e utili per prevenire l’infiltrazione di Satana. Bisogna ricordare che tutto ciò non è possibile se non si fa ricorso alla Gente della Casa e non si gode dell’attenzione di questi Nobili (A).

     

    Note

    [1] Sacro Corano, 38:82 e 83.

    [2] Sacro Corano, 15:42.

    [3] Mukhlas è chi ha liberato il proprio animo dalle catene e dagli inganni del mondo e ha eliminato tutto ciò che è all’infuori di Dio dal proprio cuore e lo ha colmato di amore divino.

    [4] Sacro Corano, 15:42.

    [5] Sacro Corano, 16:99.

    [6] Ibidem.

    [7] Ivi, 100.

    [8] Sacro Corano, 7:200 e 41:36.

    [9] Ivi, 7:201.

    [10] Muhaddith Nuri, Mustadrakal-Wasa’il, vol. 1, pag. 178, Moassese-ye Al al-Bayt, Qom, 1408 AH; Mohammad Baqer Majlesi, Bihar al-Anwar, vol. 72, pag. 124, Moassese-ye al-Wafa’, Beirut, 1404 AH.

    [11] Abdul Wahid Amidi Tamimi, Ghurar al-Hikam wa Durar al-Kalim, pag. 188, Maktab al-A’lam al-Islami, Qom, 1987.

    [12] Sacro Corano, 7:201.