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    3. Il Profeta dell’Islam (S) paragonò una bella donna proveniente da una famiglia reproba a una pianta cresciuta in un immondezzaio. Che cosa intendeva dire con questo paragone?

    Il Profeta dell’Islam (S) paragonò una bella donna proveniente da una famiglia reproba a una pianta cresciuta in un immondezzaio. Che cosa intendeva dire con questo paragone?

    Il Profeta dell’Islam (S) paragonò una bella donna proveniente da una famiglia reproba a una pianta cresciuta in un immondezzaio. Che cosa intendeva dire con questo paragone?
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    Il Profeta dell’Islam (S) paragonò una bella donna proveniente da una

    famiglia reproba a una pianta cresciuta in un immondezzaio. Che

    cosa intendeva dire con questo paragone?

     

    Domanda

    In un hadìth il Profeta (S) disse: “Astenetevi da una pianta cresciuta in un immondezzaio”. Gli chiesero: “O Inviato di Dio! Cosa intendi per una simile pianta?”. Rispose: “Una bella donna cresciuta in una famiglia reproba”. In questo hadìth che genere di famiglia s’intende per immondezzaio?

     

    Risposta (di islamquest.net)

    Risposta concisa

    Con questo hadìth non s’intende che è vietato o sconsigliato sposarsi con persone cresciute in ambienti corrotti, bensì enfatizza che per contrarre un matrimonio, non bisogna infatuarsi solamente della bellezza estetica e a causa di un innamoramento superficiale trascurare gli aspetti religiosi, etici, del comportamento, ecc. dell’altra persona, poiché con questo sbaglio ci si rovinerebbe la vita materiale e spirituale.

    Risposta dettagliata

    Il Profeta (S) in un discorso disse: “O gente, state attenti a ciò che cresce accanto agli immondezzai!”. La gente chiese: “Che cosa intendi con queste parole?”. Egli spiegò che erano le belle donne cresciute in ambienti corrotti![1]

    Con ciò il Profeta (S) intendeva forse che non ha nessuna importanza considerare la bellezza del coniuge per sposarsi?! Che le ragazze che hanno dei famigliari reprobi non hanno la possibilità di sposarsi con persone probe?! E gli ambienti sani consegnano necessariamente delle ragazze per bene alla società?!

    Secondo noi nessuna di queste ipotesi era l’obiettivo del Profeta (S), bensì voleva indicare un’altra questione che spiegheremo di seguito. Per la buona riuscita di un matrimonio, è necessario considerare alcuni aspetti che possono essere utili al fine di prendere una decisione come: l’etica, la bellezza, la religiosità, la purezza familiare, gli studi, affinità culturale, parità economica tra le due parti, ecc.

    La cosa migliore è di considerare tutti i criteri e trarre una conclusione adeguata. Esistono però persone che prestano troppa attenzione a uno solo di questi aspetti, trascurando gli altri. Per esempio è possibile che per un individuo sia molto importante il livello di studio e se trovasse una persona con il livello di studio desiderato, trascurerebbe le altre caratteristiche, pentendosene però in futuro.

    Prestando esageratamente attenzione alla bellezza esteriore della parte opposta, in molti casi si potrebbe prendere una decisione inadeguata o illogica, poiché sussiste sempre la possibilità che si tratti di un’infatuazione superficiale per questa bellezza esteriore, che come disse il Profeta (S) in un altro discorso, finisce per rendere cieca e sorda la persona![2] Infatti questo innamorato irrazionale non riesce a vedere gli altri difetti né ad ascoltare i discorsi delle altre persone a tale proposito.

    Dato che questo tipo di problema è sempre esistito in tutte le società (e anche oggi non sono poche le persone che s’infatuano di un bell’aspetto), il Profeta (S), che aveva il dovere di dare consapevolezza alla gente, disse rivolgendosi ai musulmani di non trascurare l’intelletto e l’esperienza per uno sguardo, e di non commettere così un errore a cui poi sarà molto difficile rimediare. In altre parole egli consigliò che nel matrimonio bisogna considerare altri criteri oltre alla bellezza esteriore, ad esempio la purezza familiare, per ottenere un risultato positivo. Il paragone citato da quel Nobile (S) nel suo discorso, spiega molte cose, poiché sappiamo che le immondizie e gli escrementi animali in molti casi aiutano la crescita delle piante e lo sviluppo dell’agricoltura, però i prodotti che sono stati concimati con essi, nonostante presentino un bell’aspetto, devono essere esaminati per escludere ogni contaminazione dalle infezioni contenute nei concimi animali (queste analisi vengono compiute anche con i concimi chimici per prevenire la contaminazione di sostanze nocive o velenose).

    Dopo gli esami, se risulta che la percentuale di sostanze nocive in questi prodotti non è tale da minacciare la salute umana, si potranno utilizzare, altrimenti bisognerà impedirne l’uso.

    Anche una persona cresciuta in un ambiente corrotto ha questa stessa caratteristica: non bisogna pensare che sia priva di difetti vedendo la sua bellezza esteriore, bensì bisogna esaminare, ampiamente e da vari punti di vista, fino a che punto sia stata influenzata da questo ambiente. Se risultasse che la sua etica è stata influenzata a tal punto dal suo ambiente, che col matrimonio il proprio sviluppo spirituale e forse anche la vita terrena risulterebbero compromessi, bisogna evitare una simile unione. Se però la parte opposta è una persona che nonostante la vita in un ambiente negativo, è riuscita a mantenere la propria etica, religione e purezza a un livello accettabile, non ci sarà problema a sposarsi con lei. Un altro punto importante in matrimoni simili è quello di esaminare se stessi e capire se quando ci si troverà insieme ai familiari corrotti del proprio coniuge, si sarà influenzati negativamente da loro o si avrà un’influenza positiva su di loro; naturalmente la decisione sarà differente a seconda dell’esito.

    Sappiamo che chi pronunciò queste parole, ovvero il Profeta (S), si sposò con Umm Habibiyya, la figlia del capo dell’esercito nemico, Abu Sufyan, però il risultato non fu che il Profeta (S) passò dalla parte della religione di Abu Sufyan, al contrario alla fine quest’ultimo accettò la religione islamica (anche se solo esteriormente).

     
    Note

    [1] Muhammad ibnYa’qub Kulayni, Al-Kafi, vol. 5, pag. 332, Dar al-Kutub al-Islamiyyah, Teheran, 1986.

    [2] Shaykh Saduq, Man la Yahdhuruh al-Faqih, vol. 4, pag. 380, Mu’assisat al-Nashr al-Islamiyy, Qom, 1413 AH.