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    Il sermone dell’Imam Khamenei per Eid ul-Fitr (2014)

    Il sermone dell’Imam Khamenei per Eid ul-Fitr (2014)
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    Quello che segue è il testo integrale, tradotto dal persiano dalla nostra Associazione, dei due sermoni tenuti il 29 luglio scorso (2014) dall’Imam Khamenei, la Guida della Rivoluzione Islamica, in occasione della Preghiera di Eid ul-Fitr a Tehran.

    Primo sermone

    Col Nome d’Iddio Clemente e Misericordioso

    Ogni lode appartiene a Dio, il Signore dei mondi.“La lode [appartiene] a Iddio che ha creato i cieli e la terra e ha regolato le tenebre e la luce; eppure i miscredenti attribuiscono consimili al loro Signore!” (Sacro Corano, 6:1). E la pace e le benedizioni siano sul nostro signore e Profeta, l’amato dai nostri cuori e intercessore per i nostri peccati, Abul Qassim al-Mustafa Muhammad, sulla sua famiglia pura, immacolata e prescelta. La lode appartiene solo a Dio, di Cui cerco l’aiuto, verso Cui mi pento e a Cui mi affido.

    Porgo i miei auguri per questo giorno di festa, Eid ul-Fitr, a tutti voi fratelli e sorelle, e vi annuncio la novella della misericordia e del perdono divini in questo nobile e benedetto giorno. Spero che Iddio abbia elargito le Sue benedizioni su di voi e accettato le vostre buoni azioni e sforzi nell’adorazione che hanno colmato questi caldi giorni e le notti benedette del santo mese di Ramadan.

    Grazie a Dio il nostro popolo ha tratto beneficio da questo santo mese di Ramadan. Ha beneficiato dagli incontri dedicati alla recitazione del Corano, alle invocazioni (dua) e ai dhikr, dagli incontri con l’offerta dei pasti, dalle antusiastiche Notti di Qadr e dalle preghiere e differenti invocazioni che grazie a Dio hanno avuto luogo in tutta la nostra nazione islamica.

    Queste preghiere e suppliche preparano il terreno per la misericordia divina e sono una fonte di benedizioni divine.

    Inoltre, alla fine del mese, il grande movimento del popolo iraniano ha annunciato a voce alta la Giornata di Quds (Gerusalemme). Questo movimento ha proclamato al mondo intero il grido di rabbia e dinamicità di questo popolo vivo e vigile. Questi erano gli eventi di questo grande mese dai quali il nostro popolo, grazie a Dio, è emerso gloriosamente, giungendo infine al giorno di Eid ul-Fitr.

    Cari fratelli e sorelle, ogni pratica religiosa che avete realizzato nel mese di Ramadan era una buona azione e un pezzo di Paradiso. Quando voi chiedete a Iddio Altissimo – in un’invocazione nel mese di Ramadan – di aiutarvi a raggiungere il Paradiso, questo significa che la manifestazione di queste azioni nell’altro mondo è il Paradiso divino promesso da Dio. E grazie a Dio questo è avvenuto. Dovete apprezzare il valore di quello che avete appreso nel mese di Ramadan e dovete preservarlo.

    Nel mese di Ramadan quello che abbiamo testimoniato personalmente nelle azioni personali, pubbliche, popolari e sociali è che il popolo ha organizzato degli incontri pubblici di iftar (pasto che conclude la giornata di digiuno) in maniera semplice. Grazie a Dio si tratta di una pratica diventata comune. Lo scorso anno al nostro popolo è stato chiesto di organizzare degli incontri di iftar in maniera meno lussuosa e di aumentare il numero delle persone che potessero beneficiare di questi incontri. Quest’anno le notizie che abbiamo ricevuto mostrano che la nostra gente ha esercitato sforzi e sviluppato questa tendenza nei centri sacri e pubblici, nelle strade, nelle hussayniyah e in ogni parte della nazione. L’avviso che questa umile persona vuole offrire è che dovete promuovere e sviluppare simili pratiche quanto più potete perchè esse influenzano il nostro stile di vita islamico.

    La Giornata di Quds è stata veramente e realmente un grande giorno. Nonostante un clima particolarmente caldo e con la nostra gente che digiunava, uomini e donne – in particolare le donne che indossavano l’hijab e portavano i loro bambini in braccio – hanno partecipato alle manifestazioni. Quando un popolo vuole mostrare che è vivo e la sua comune determinazione, lo fa in simili occasioni.

    Questa comune determinazione non è specifica di un gruppo particolare di persone. Coinvolge piuttosto tutti i ceti. Il nostro caro popolo, grazie a Dio, ha mostrato questa comune determinazione. Spero che Iddio elargisca le Sue benedizioni, caro popolo, su di voi. Spero che Egli aumenti la vostra dignità e successo quotidianamente, e spero che Egli elergisca ai dirigenti della nazione la benedizione di servirvi quotidianamente.

    “Col Nome d’Iddio Clemente e Misericordioso. Di’: «Egli Iddio è Unico, Iddio è l’Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui». [Sacro Corano, 112]

    Secondo sermone

    Col Nome d’Iddio Clemente e Misericordioso

    Ogni lode appartiene a Iddio, il Signore dei mondi, e la pace e le benedizioni siano sul nostro signore e profeta, Abul Qassim al-Mustafa Muhammad e sulla sua immacolata, pura e prescelta famiglia, specialmente sul lascito di Dio [Baqiyatullah] sulla terra (l’Imam Mahdi, n.d.t.). La pace sia sul Principe dei Credenti (l’Imam Ali, n.d.t.), su Siddiqat at-Tahirah (Fatima Zahra, n.d.t.) la regina di tutte le donne, su Hasan e Husayn – i giovani della misericordia e gli Imam della Guida -, su ‘Ali ibn al-Husayn, su Muhammad ibn ‘Ali, su Ja’far ibn Muhammad, su Musa ibn Ja’far, su ‘Ali ibn Musa, su Muhammad ibn ‘Ali, su ‘Ali ibn Muhammad, su Hasan ibn ‘Ali e su al-Hujjat al-Qaim (l’Imam Mahdi, n.d.t.).

    Consiglio a voi, cari fratelli e sorelle – presenti qui alla Preghiera – a tutto il popolo dell’Iran e a me stesso di osservare la taqwa (timor di Dio). Questa taqwa è una fonte di influenza in tutte le aree, inclusa quella del giudicare e intraprendere azioni in tutte le questioni sociali e internazionali importanti e nelle questioni relative al mondo dell’Islam e all’umanità.

    Oggi, la prima questione del mondo islamico è quella di Gaza. Possiamo probabilmente dire che si tratta della prima questione dell’umanità. Un cane rabbioso e un lupo feroce ha attaccato gente oppressa. Chi è più oppresso di bambini innocenti che perdono la loro vita in modo oppressivo durante questi attacchi? Chi è più innocente delle madri che tengono i propri figli in braccio testimoniando direttamente la loro morte e dolore? Oggi il regime usurpatore e miscredente sionista ha commesso questi crimini di fronte agli occhi di tutti gli essere umani. L’umanità deve quindi reagire.

    Bisogna menzionare tre punti riguardo la questione di Gaza. Il primo punto è che ciò che stanno compiendo i responsabili del regione sionista oggi è un genocio e una grande catastrophe storica. I perpretatori e sostenitori di questi crimini devono essere processati e puniti a livello internazionale. La loro punizione è quello che i rappresentanti dei popoli e le personalità giuste e altruiste nel mondo devono richiedere. E non devono sfuggire alla punizione a causa del trascorrere del tempo. Devono essere puniti sia che si trovino al potere sia che lo abbiano perso e siano decaduti. Tanto i perpretatori di questi crimini quanto coloro che li sostengono apertamente – voi avete ascoltato e visto le notizie del loro sostegno – devono essere puniti. Questo era il primo punto.

    Il secondo punto è che dobbiamo vedere il potere della perseveranza e resistenza di un popolo che si è sollevato per le sue rivendicazioni legittime. Si tratta di un popolo che è stato circondato da tutti i lati e che vive in una zona piccola e confinata. L’accesso al mare gli è chiuso, alla terra e tutti i confini gli sono stati chiusi. La loro acqua potabile, elettricità e necessità basiliri non sono accessibili. Tutti questi disastri sono caduti su di loro a causa dell’odio e invasione del nemico e non vi è nessuno ad aiutarli.

    Queste persone affrontano un regime armato, malvagio e crudele come il regime sionista, e i suoi capi malvagi e impuri (najis) li colpiscono giorno e notte senza alcuna considerazione. Nonostante tali crimini, queste persone si sono sollevate in modo fermo e resistono. Questa è la lezione. Essa mostra il potere di resistenza dell’essere umano – quella di una madre che vede il proprio figlio morire di fronte a lei e quello di una donna che vede suo marito, fratello e padre sotto pressione –, resistenza che è ben al di là di quello che possono immaginare le nostre menti.

    Dobbiamo conoscere il nostro potere interno. Gli esseri umani possono essere potenti e mostrare simile resistenza. Queste persone – la cui popolazione è di circa 1.800.000 individui – rimangono salde nonostante vivano in una terra circondata e assediata di circa 400-500 km quadri. Rimangono salde nonostante il fatto che le loro terre, negozi e case siano il bersaglio dell’attacco del nemico. Gli è inoltre chiusa la strada del commercio e sono sotto attacco.

    Questo mostra il livello e valore della resistenza di un popolo. E vi dico che con il favore di Dio e il Suo permesso, alla fine questo popolo raggiungerà la vittoria sul nemico. Già ora questo nemico invasore si è pentito di ciò che ha fatto. E’ rimasto intrappolato e non sa cosa fare. Se torna indietro ne risentirà la sua reputazione. Se continua, la situazione diventerà ogni giorno più difficile.

    E’ per questo che vedete che gli Stati Uniti, l’Europa e tutti i criminali del mondo hanno unito le loro mani per imporre una tregua alla gente di Gaza. Vogliono farlo per salvare il regime sionista. Il regime sionista è rimasto intrappolato e lo sarà anche dopo. Questo era il secondo punto.

    Il terzo punto è che i capi politici dell’Arroganza dicono: “Dobbiamo disarmare Hamas e Jihad”. Cosa intendono con disarmare questi gruppi? Significa che questi movimenti hanno qualche missile con il quale vogliono in qualche modo difendersi di fronte agli attacchi incessanti del nemico. Essi dicono: “Dobbiamo privarli anche di questi pochi missili”. Dal loro punto di vista, la Palestina – Gaza inclusa – deve essere in tale situazione che il nemico sionista possa attaccarla e fare fuoco ogni qualvolta lo desideri, e la Palestina non deve essere affatto in grado di difendersi. Questo è quello che essi vogliono.

    Il Presidente degli Stati Uniti ha emesso una “fatwa” dicendo che la resistenza deve essere disarmata. Certo, è chiaro che volete che venga disarmata così che essa non possa sferrare alcun colpo contro questi crimini. Ma noi diciamo che deve accadere il contrario. Il mondo intero – in particolare il mondo islamico – ha il dovere di armare il popolo palestinese quanto più possibile.

    O Dio dai la vittoria all’Islam e i musulmani. O Dio dai la vittoria agli eserciti dei musulmani e umilia i miscredenti, i nemici e gli ipocriti. Chiedo a Iddio di perdonare me e voi.

    “Col Nome d’Iddio Clemente e Misericordioso. Di’: «Egli Iddio è Unico, Iddio è l’Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui». [Sacro Corano, 112]

    La pace, la misericordia e le beedizioni di Dio siano su di voi.

    Traduzione a cura di Islamshia.org © E’ autorizzata la riproduzione citando la fonte