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    3. L’hadìth del nobile Alì (A) in merito a Fadak, «In realtà provo vergogna a restituire una cosa che Abubakr e ‘Umar hanno vietato», è attendibile?

    L’hadìth del nobile Alì (A) in merito a Fadak, «In realtà provo vergogna a restituire una cosa che Abubakr e ‘Umar hanno vietato», è attendibile?

    L’hadìth del nobile Alì (A) in merito a Fadak, «In realtà provo vergogna a restituire una cosa che Abubakr e ‘Umar hanno vietato», è attendibile?
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    L’hadìth del nobile Alì (A) in merito a Fadak, «In realtà provo vergogna a

    restituire una cosa che Abubakr e ‘Umar hanno vietato», è attendibile?

     

    Domanda

    Nel libro al-Shafi, compilato da Sayyid Murtidha ‘Alam al-Huda, è stato riportato questo hadìth del nobile Alì (A) in merito a Fadak: «In realtà provo vergogna a restituire una cosa che Abubakr e ‘Umar hanno vietato». Per favore spiegate esaustivamente la vicenda di Fadak utilizzando fonti sunnite.
     

    Risposta di (islamquest.net)

    Nel quarto volume del libro al-Shafi, p. 76, viene riportato un hadìth dove l’imam Alì (A), in merito alla restituzione di Fadak, disse: «In realtà provo vergogna a restituire una cosa che Abubakr e ‘Umar hanno vietato». In quelle pagine l’hadìth è riportato in un modo che il lettore pensa che esso appartenga alle parole dell’autore (Sayyid Murtadha). Dobbiamo considerare che il libro al-Shafi è stato scritto per confutare le affermazioni di Qadhi Abdul-Jabbar presenti nel libro al-Mughni. Certamente l’hadìth citato appartiene quindi alle parole di Qadhi Abdul-Jabbar. Il defunto Sayyid Murtidha, nel quarto volume del libro al-Shafi, p. 104, risponde sinteticamente a questo stesso hadìth riportato a p. 76. Dal modo in cui replica, si capisce chiaramente che l’hadìth menzionato a p. 76, è stato tratto dal libro al-Mughni di Abdul-Jabbar.

    Risposta dettagliata

    Può trovare informazioni esaustive in merito a Fadak nel nostro sito (N.d.T.: in lingua inglese o altre). Ciò che però qua dev’essere analizzato, è il riferimento a Sayyid Murtidha ‘Alam al-Huda. Egli, noto come ‘Alam al-Huda, è uno dei più grandi sapienti e teologi imamiti. Una delle attività perseguite dal defunto Sayyid Murtidha, era di rispondere alle questioni e ai dubbi riguardanti il credo. Qadhi Abdul-Jabbar Mu’tazili, uno dei grandi sapienti sunniti mu’taziliti, scrisse un libro intitolato al-Mughni. Egli in questo libro cercò di condannare le affermazioni imamite. Sayyid Murtidha in contrapposizione compilò il libro al-Shafi fi al-Imamah ove riuscì a confutare con successo le false congetture di Qadhi Abdul-Jabbar. Un altro personaggio sunnita, di nome Abul-Hasan Basri, scrisse una critica al libro al-Shafi di Sayyid Murtidha[1]. Sayyid Murtidha ordinò a uno dei suoi stimati allievi, di nome Salar ibn Abdul-‘aziz, autore del libro Marasim, di scrivere un libro in cui doveva rispondere alle domande di Abul-Hasan al-Basri. Salar scrisse un libro intitolato al-Radd ‘ala Abi l-Hasan al-Basri fi Naqdhih Kitab al-Shafi fi al-Imamah[2], in cui sconfessò Abul-Hasan.

    Il defunto Muhammad Jawad Mughniyyah, in una recensione del libro al-Shafi, scrisse: «(Nonostante tutte le virtù e le caratteristiche peculiari di questo libro) purtroppo le sue fonti non sono state ottenute e stampate in modo adeguato. I capitoli di questo libro non rispettano un ordine preciso. Pur con tutta la sua voluminosità di quasi mille pagine, se non avesse avuto una basmalah all’inizio e una du’a alla fine, non si sarebbe nemmeno riusciti a individuare l’inizio e la fine di questo libro. Le parole di Abdul-Jabbar sono state mischiate con quelle di Sharif Murtidha di modo che sembrano le parole di un’unica persona o un vestito tessuto con un unico tipo di filo»[3].

    Da ciò che si deduce dalle spiegazioni del defunto Mughniyyah, nel suddetto libro, le parole di Qadhi Abdul-Jabbar sono mescolate con quelle di Sayyid Murtidha, di modo che diventa difficile distinguere le une dalle altre.

    Nel quarto volume del libro al-Shafi, p. 76, viene riportato un hadìth dove l’imam Alì (A), in merito alla restituzione di Fadak, disse: «In realtà provo vergogna a restituire una cosa che Abubakr e ‘Umar hanno vietato». In quelle pagine questo hadìth è stato riportato in modo tale che il lettore pensa che esso appartenga alle parole dell’autore (Sayyid Murtidha). Tuttavia come abbiamo già affermato, dobbiamo considerare che il libro al-Shafi è stato scritto per confutare le affermazioni di Qadhi Abdul-Jabbar contenute nel libro al-Mughni. Certamente l’hadìth citato appartiene quindi alle parole di Qadhi Abdul-Jabbar.

    Le circostanze e i motivi di quest’affermazione sono i seguenti:

    1. La difesa di Sayyid Murtidha, quale teologo e sapiente imamita, in merito alla questione di Fadak è chiara sia in questo libro che in altri suoi libri, e non c’è dubbio che egli stesso non ha citato questo hadìth, ma l’ha riportato con l’intenzione di confutarlo.
    1. La disposizione di questo libro è tale che non sempre permette di distinguere le parole di Sayyid da quelle di Qadhi e quindi questo problema genera errori.
    2. È interessante il fatto che questo hadìth non è presente in nessun libro di hadìth sciita e neanche nel complesso di libri di hadìth sunnita. Questo mostra chiaramente la falsità di tale hadìth, poiché se fosse veramente esistito qualcosa del genere, sicuramente sarebbe stato riportato nei libri sunniti (anche se in qualità di hadìth poco attendibile). Nei libri sunniti è stato attribuito un hadìth simile al secondo califfo, ‘Umar[4].
    3. Il defunto Sayyid Murtidha nel quarto volume del libro al-Shafi, p. 104, risponde sinteticamente a questo stesso hadìth riportato a p. 76. Dal modo in cui replica, si capisce chiaramente che l’hadìth a p. 76 è stato tratto dal libro al-Mughni di Abdul-Jabbar. Egli dice: «In merito a ciò che ha affermato, riguardo al rifiuto del Principe dei Credenti (A) di occuparsi di Fadak e del suo abbandono, durante il periodo in cui diventò califfo, diciamo che egli in quell’epoca era sottoposto a una taqiyyah (dissimulazione) molto opprimente (di modo che se avesse manifestato queste parole, la gente non lo avrebbe sicuramente accettato)»[5].

    Tramite tutti questi indizi, si può capire chiaramente che egli ha riportato questo pseudo-hadìth, solamente per confutarlo e ipotizzando anche la sua approvazione, lo ha rifiutato ugualmente per via delle condizioni di taqiyyah vigenti all’epoca del nobile Alì (A).

     
    Note

    [1] Sheikh Aqa Bozorq-e Tehrani, al-Zary’at ila Tasanif al-Shi’ah, vol. 10, p. 180, Nashr-e Esma’ilyan, Qom, 1408 AH.

    [2] Ibidem.

    [3] Alì ibn al-Husayn Sayyid Murtidha ‘Alam al-Huda, al-Shafi fi al-Imamah, introduzione, vol. 3, p. 19, Nasher-e Markaz-e abhath ‘aqa’idiyyah, s. l., s. d.

    [4] Sayyid Sadr al-Din al-Qabanci, Tarikh al-Tashayyu’ al-Fikri wa al-Syasi, p. 176, Nasher-e Markaz-e abhath ‘aqa’idiyyah; Ahmad ibn al-Husayn Bayhaqi, al-Sunan al-Sughra, v. 2, p. 184:

    “و أخبرنا أبو عبد الله الحافظ ، ثنا أبو العباس محمد بن يعقوب، ثنا يحيى بن أبي طالب، نا يزيد بن هارون، نا عاصم الأحول، عن الشعبي، قال: سئل أبوبكر عن الكلالة؟ فقال: « إني سأقول فيها برأي فإن يكن صوابا فمن الله، و إن يكن خطأ فمني و من الشيطان: أراه ما خلا الولد والوالد. فلما استخلف عمر قال: إني لأستحي الله أن أرد شيئا قاله أبو بكر».

    [5] Alì ibn al-Husayn Sayyid Murtidha ‘Alam al-Huda, al-Shafi fi al-Imamah, introduzione, vol. 4, p. 104, Nasher-e Markaz-e abhath ‘aqa’idiyyah, s. l., s. d.