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    Mukhtar al-Thaqafi

    Mukhtar al-Thaqafi
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    Mukhtar al-Thaqafi

    (Kamal al-Sayyid)

     

    Tomba di Mukhtar al-Thaqafi

    La tomba di Mukhtar bin Abu Ubaydah al-Thaqafi – Kufa (Iraq)

     

    Lo scenario iniziale

    Durante il mese di Rajab, nell’anno 60 dell’Hijra, Muawiya morì. Il suo governo durò per ben venti anni. Egli uccise molti Compagni del Profeta Muhammad (S): Hajar Ibn Ady al-Kindi, Amr Ibn al-Haqm al-Khazai e Rashid al-Hajri furono fra questi. Egli fece avvelenare l’Imam Hasan (A), Malik al-Ashtar, Sa’d Ibn Abu Waqqas e altri.

    Ma nonostante l’insoddisfazione dei musulmani, Muawiya nominò suo figlio Yazid come califfo. Il califfato divenne così una vera e propria monarchia.

    I musulmani non erano contenti di Yazid Ibn Muawiya poiché questi era un uomo malvagio. Inoltre beveva vino e giocava con scimmie e cani.

    I musulmani di Kufa speravano ancora che l’Imam Husayn (A) sarebbe stato il nuovo califfo, poichè egli era il nipote del Profeta Muhammad (S). Era inoltre un credente, un uomo pio, timorato di Dio e che trattava i poveri con generosità.

    Quindi i musulmani inviarono centinaia di lettere all’Imam Husayn (A) chiedendogli di salvarli dall’oppressione che stavano subendo.

    L’Imam Husayn (A) si trovava in Medina al-Munawwara (la splendente). Egli non prestò alleanza a Yazid a causa del suo comportamento. Nel frattempo, l’Imam Husayn (A) mandò suo cugino Muslim Ibn Aqil come suo delegato a Kufa.

    L’Imam Husayn (as) chiese a suo cugino di stare con la persona più affidabile in Kufa.

     

    Kufa

    La gente di Kufa aspettava l’arrivo dell’Imam Husayn (A). Erano stanchi delle persecuzioni Ummaiadi e desideravano veder realizzata la giustizia dell’Imam Husayn (A).

    Muslim Ibn Aqil arrivò a Kufa e stette con Mukhtar. La gente di Kufa seppe poi del suo arrivo. La gente si riunì intorno alla casa di Mukhtar onde incontrare l’inviato dell’Imam Husayn (A) con l’intenzione di giurargli fedeltà e fondare finalmente il governo di Allah.

    Muslim Ibn Aqil lesse il messaggio dell’Imam Husayn (A) alla gente di Kufa:

    “Col Nome d’Iddio, il Clemente, il Misericordioso. Da Husayn Ibn ‘Ali ai credenti musulmani. Hany e Said mi hanno consegnato le vostre lettere. Essi erano i vostri ultimi due messaggeri. Ho compreso tutto quello che mi avete scritto. La maggior parte delle vostre lettere dimostra il fatto che non vi è altro Imam che me. Voi avete scritto:- Venite. Che Dio ci unisca assieme a voi al fine di seguir la retta via e la verità-. Per questo vi ho mandato mio cugino Muslim Ibn Aqil. Gli ho detto di informarmi sulla vostra attitudine. Se mi scriverà che siete brava gente e tutti concordi, verrò, se Dio vuole. E giuro sulla mia vita che l’Imam deve essere conforme al Libro e alla giustizia.”

    I musulmani furono pieni di speranza quando udirono il messaggio dell’Imam Husayn (A). Mukhtar fu il primo a giurare fedeltà all’inviato dell’Imam, il quale ricordò il dovere di stabilire il governo Islamico, di rivoltarsi contro gli ingiusti e di sostenere gli oppressi.

    In seguito, dieci mila persone giurarono fedeltà. Il loro numero salì fino a diciottomila.

     

    Mukhtar al-Thaqafi

    Mukhtar Ibn Abu Ubayd Ibn Masud al-Thaqafy nacque a Tayf nel primo anno dell’Hijra.

    Il padre di Mukhtar credeva fermamente nell’Islam. Egli guidò l’esercito Musulmano durante la conquista della Persia. Fu ucciso da un elefante durante la battaglia di Jisr. Dopodichè suo figlio Jubayr guidò l’esercito ma, dopo poco, anch’egli divenne martire.

    La casa di Mukhtar divenne il centro del movimento. I musulmani vi si recavano ogni giorno. Ma alcune spie informarono Yazid Ibn Muawiya e gli parlarono di Mukhtar. Queste inoltre gli dissero che Numan Ibn Bashir al-Ansari, il governante di Kufa, lo sosteneva.

    Allora Yazid Ibn Muawiya fece chiamare il suo consigliere Serjun. Serjun era un uomo iniquo ma di fede cristiana. Serjun consigliò Yazid Ibn Muawiya di nominare Ubaydullah Ibn Ziyad, il governatore di Basra, come governatore di Kufa.

    Ubaydullah Ibn Ziyad giunse presto a Kufa ed ordinò alle sue guardie di arrestare Muslim Ibn Aqil.

    Muslim Ibn Aqil si nascose in una casa di Kufa. Nel frattempo le guardie di Ubaydullah Ibn Ziyad arrestarono Mukhtar e lo mandarono a Tamurah, una spaventosa prigione sotterranea. Ubaydullah Ibn Ziyad, mentre continuava la caccia a Muslim Ibn Aqil a Kufa, riempiva le prigioni di persone innocenti.

    Muslim Ibn Aqil annunciò quindi un’insurrezione e molte persone lo sostennero.

    Le forze di Muslim Ibn Aqil circondarono il palazzo del sovrano per diversi giorni. Ubaydullah Ibn Ziyad venne indebolito notevolmente finché questi non diffuse la falsa notizia che un enorme esercito stava arrivando da Damasco per distruggere Kufa e tutti i suoi abitanti.

    La gente vi credette lasciando l’inviato di Husayn (A) da solo. Muslim Ibn Aqil fu quindi costretto a nascondersi di nuovo.

     

    La casa di Tawah

    Le spie trovarono Muslim Ibn Aqil in una casa di una donna anziana chiamata Tawah.

    Ubaydullah vi mandò le sue guardie onde farlo arrestare. Quando queste gli chiesero di arrendersi egli si rifiutò ed iniziò a combattere da solo.

    Muslim Ibn Aqil venne ferito brutalmente. Poi le guardie gli promisero sicurezza e alla fine gettò la spada. Quindi fu arrestato e portato al palazzo del sovrano.

    Ubaydullah Ibn Ziyad era pieno di rabbia. Egli odiava l’Ahl al-Bayt (A) e i suoi seguaci. Fece dunque ordinare l’uccisione di uno dei Compagni della Famiglia del Profeta (S): Hani Ibn Urwa, una notevole figura in Kufa.

    Ubaydullah ordinò poi alle sue guardie di gettare Muslim Ibn Aqil e il suo compagno giù da un palazzo.

    Ubaydullah Ibn Ziyad continuò così a uccidere e imprigionare la gente di Kufa con qualsiasi pretesto. La paura della popolazione salì incredibilmente.

     

    La battaglia di Karbala

    L’Imam Husayn (A) lasciò Medina al-Munawwara. Si recò a Mecca per compiere il Hajj ma Yazid Ibn Muawiya lo venne a sapere e per questo mandò alcuni suoi sicari per ucciderlo.

    L’Imam Husayn (A) decise di lasciare Mecca dicendo: “Non voglio violare la santità della Ka’aba”.

    L’Imam Husayn (A) si diresse verso Kufa. Lungo il cammino gli giunse la voce che le guardie di Ubaydullah Ibn Ziyad avevano ucciso Muslim Ibn Aqil, Hani, Qays Ibn Mudhir al-Saidawi ed altri.

    Migliaia di uomini tentarono di fermare la carovana dell’Imam Husayn (A) impedendogli di arrivare a Karbala. Altri battaglioni giunsero successivamente. Il loro numero raggiungeva i quattromila soldati. Circa settanta persone si unirono all’Imam Husayn (A), alla sua famiglia e ad i suoi seguaci.

    Quando l’esercito di Ubaydullah Ibn Ziyad chiese all’Imam Husayn (A) di arrendersi e di giurare fedeltà a Yazid Ibn Muawiya, egli pronunciò le famose parole: “L’umiliazione è ben lontana da noi!”.

    L’Imam Husayn (A) era pronto a morire come martire per l’Islam.

    La mattina del 10 di Muharram ebbe luogo la battaglia di Karbala. Migliaia di soldati lanciarono un duro attacco contro l’Imam Husayn (A) e i suoi compagni. Questi lo affrontarono con fede e coraggio. Ci fu una dura lotta ed essi sorpreso i nemici in maniera eccezionale. Settanta combattenti da soli lottarono dalle prime ore del mattino fino al pomeriggio.

    Tutti i compagni dell’Imam Husayn (A) vennero martirizzati. L’Imam Husayn (A) rimase da solo. Ma nonostante questo, lanciò il suo ultimo attacco contro l’esercito di Ubaydullah Ibn Ziyad, combattendo coraggiosamente.

    L’esercito di Ubaydullah Ibn Ziyad uccise l’Imam Husayn (A), tagliò le teste dei martiri, le legò a dei pali e bruciò le tende. Donne e bambini vennero catturati come prigionieri.

     

    La testa dell’Imam Husayn (A)

    Shimr tagliò la testa dell’Imam Husayn (A) e la consegnò ad Ubaydullah Ibn Ziyad. Le genti videro la testa dell’Imam Husayn (A), soffrendo molto per il loro mancato sostegno alla sua causa. Ubaydullah Ibn Ziyad disse ad alcune sue guardie di portargli Mukhtar. Dopo aver visto la testa dell’Imam Husayn (A) Mukhtar gridò con la sua sofferenza. Pensò quindi ad un’azione per punire quelle persone.

     

    Maytham al-Tammar

    Maytham al-Tammar era un brav’uomo. Egli era uno dei Compagni dell’Imam ‘Ali (A) e si abbeverò dalla conoscenza dell’Imam.

    Maytham al-Tammar si trovava nella stessa prigione di Mukhtar. Un giorno Mukhtar gli disse: “Ubaydullah Ibn Ziyad, l’iniquo, ha ucciso il nipote dell’Inviato di Dio. Adesso ucciderà noi”.

    Maytham rispose: “Il mio caro ‘Ali una volta mi disse:- Ti legheranno ad un tronco di palma e ti uccideranno. Poi rilasceranno Mukhtar. Egli ucciderà il tiranno iniquo e colpirà il suo volto con un calcio.”

     

    Safiyah

    Safiyah era la sorella di Mukhtar e la moglie di Abdullah Ibn Umar Ibn Khattab. Abdullah Ibn Umar Ibn Khattab era in buoni rapporti con Yazid Ibn Muawiya e quindi gli chiese di rilasciare Mukhtar.

    Ubaydullah Ibn Ziyad aveva deciso di uccidere Mukhtar ma Yazid Ibn Muawiya gli fece giungere velocemente una lettera con l’ordine di rilasciare Mukhtar.

    Ubaydullah Ibn Ziyad lesse il messaggio di Yazid Ibn Muawiya e gli obbedì, ma disse a Mukhtar con tono arrogante: “Devi lasciare Kufa in tre giorni. Se non lo farai ti ucciderò”.

    Quindi Mukhtar partì per Mecca.

     

    Abdullah Ibn Zubayr

    Abdullah Ibn Zubayr si autoproclamò califfo. La popolazione gli giurò fedeltà: alcuni perchè lo gradivano, altri perchè odiavano gli Ummaiadi.

    Mukhtar sapeva che Abdullah Ibn Zubayr era un uomo ambizioso. Comunque decise di giurargli fedeltà per la sua avversione nei confronti degli Ummaiadi.

    Yazid Ibn Muawiya aveva ucciso l’Imam Husayn (A) e catturato la sua famiglia. Per questo la gente di Medina al-Munawwara, ossia la maggior parte dei Compagni del Profeta (S), erano contro di lui.

    Muslim Ibn Akkaba, noto come Mujrim Ibn Akkaba, era al comando dell’esercito di Sham (la regione che comprende l’attuale Siria, Libano, Giordania e Palestina occupata, n.d.t.). Questi attaccò Medina al-Munawwara e il santo mausoleo del Profeta (S). Commise un vero e proprio massacro. Il numero delle persone uccise fu più di quindicimila. Inoltre i suoi soldati stuprarono le donne e poi le misero in vendita al mercato pubblico.

    Dopo questo massacro, l’esercito di Yazid si diresse verso Mecca per occuparla.

     

    Mukhtar difende la Casa di Dio

    Mujrim Ibn Akkaba, mentre stava guidando il suo esercito verso Mecca, venne morso da uno scorpione e morì. Husayn Ibn Numayr, il quale prese parte al massacro di Karbala, lo sostituì.

    L’esercito di Sham iniziò l’assedio nella città santa di Mecca. I soldati occuparono le colline e le montagne vicine e vi piazzarono i majaniq (macchine usate nell’antichità per lanciare fuoco durante una guerra).

    Husayn Ibn Numayr ordinò ai suoi soldati di attaccare la città: “Fuoco!”. Un soldato disse: “Signore, stanno tutti concentrandosi attorno alla Ka’aba”. Quindi rispose: “Fuoco alla Ka’aba”. I soldati obbedirono. Il fuoco colpì case e moschee.

    Poi Husayn Ibn Numayr ordinò di entrare a Mecca e di uccidere chiunque si fosse incontrato durante il percorso. La fanteria equipaggiata seguiva gli uomini a cavallo.

    Violenti scontri ebbero luogo nei pressi della Ka’aba. Mukhtar difese coraggiosamente la Casa di Dio contro gli invasori e li obbligò alla ritirata.

    Un messaggero giunse da Damasco dicendo: “Porto tristi notizie: il califfo Yazid Ibn Muawiya è morto!”.

    Husayn Ibn Numayr si meravigliò e chiese ai suoi uomini di mantenere il silenzio per un pò. Considerata la situazione, e il fatto che i soldati iniziavano ad essere troppo stanchi dell’assedio, decise di tornare indietro.

     

    Mukhtar torna a Kufa

    Husayn Ibn Numayr fece ritirare le sue forze e tornò a Damasco.

    Dopo quattro anni a Mecca, Mukhtar decise di tornare a Kufa.

    In seguito alla morte di Yazid, Ubaydullah Ibn Ziyad fuggì da Damasco. La gente di Kufa trasse vantaggio da ciò ed iniziò a sostenere Abdullah Ibn Zubayr.

    Abdullah Ibn Zubayr nominò Abdullah Ibn Mutia come sovrano di Kufa. Alcuni governanti che presero parte al massacro di Karbala sostennero il nuovo sovrano. Un giorno uno di essi disse: “Sua Eminenza, Mukhtar è più pericoloso di Sulayman. Sulayman ha lasciato Kufa per combattere l’esercito di Sham ma Mukhtar vuole vendicarsi sugli uccisori di Husayn”. Un altro disse: “Credo che dovreste imprigionarlo”. Il califfo accettò l’idea e fece imprigionare Mukhtar.

     

    Sulayman Ibn Sird

    Sulayman Ibn Sird era una brava persona. Lui e gli abitanti di Kufa soffrirono molto per il loro mancato sostegno all’Imam Husayn (A) nella battaglia di Karbala. Per questa ragione chiese alla sua gente di ritornare ad Allah in pentimento.

    Quattromila musulmani lo seguirono e fu in grado di formare un esercito. Egli annunciò presto la sua rivoluzione contro gli Ummaiadi che uccisero l’Imam Husayn (A) e catturarono la sua famiglia.

    Nonostante il numero dei suoi seguaci non fosse elevato, essi iniziarono a combattere. Ma prima visitarono la tomba dell’Imam Husayn (A), con pianti e dolore. Poi partirono per lo Sham: Ubaydullah Ibn Ziyad formò un esercito di ottomila soldati.

    I due eserciti si incontrarono a Ayn al-Wardah, al confine tra l’Iraq e lo Sham. Ebbero luogo violenti scontri.

    Sulayman Ibn Sird morì durante il combattimento. Rifah Ibn Shaddad prese il suo posto ma decise di far ritirare il suo esercito e tornare a Kufa.

     

    Mukhtar manda un messaggio

    Dalla prigione Mukhtar fece giungere un messaggio a Rifah e ai suoi compagni. Il messaggio è il seguente: “Dio ha reso la vostra ricompensa maggiore. Ha diminuito i vostri peccati per la vostra lotta contro gli iniqui. Se donate denaro o camminate, Dio vi ricompensa”.

    Rifah rispose al messaggio di Mukhtar dicendo: “Siamo pronti a distruggere la prigione e liberarvi”.

    Ma Mukhtar gli disse di non farlo.

     

    Mukhtar annuncia la Rivoluzione

    Abdullah Ibn Umar Ibn Khattab fece nuovamente da tramite per Mukhtar ed egli venne rilasciato.

    Dopo aver lasciato la prigione, Mukhtar iniziò a richiamare le genti onde punire i colpevoli del massacro di Karbala.

    Nel frattempo ricevette una lettera da Muhammad Ibn Hanafiyyah, un figlio dell’Imam ‘Ali (A). Nella sua lettera Muhammad dichiarò il suo sostegno alla causa di Mukhtar.

    L’attitudine di Mukhtar incoraggiò molte persone a sostenerlo. Anche Ibrahim al-Ashtar, una nota guida militare, si unì a lui.

    I rivoluzionari fissarono una data onde annunciare la rivoluzione: si trattava di un giovedì notte, il 14 di Rabi al-Awwal dell’anno 66 dell’Hijra.

    Alcune spie riportarono alle loro autorità notizie sul movimento di Mukhtar. Intanto le guardie tenevano in stretta sorveglianza le vie di Kufa.

     

    La rivoluzione ha inizio

    Il martedì notte del 12 di Rabi al-Awwal, due giorni prima dell’annuncio della rivoluzione, lungo il cammino verso la casa di Mukhtar, Ibrahim al-Ashtar ed alcuni suoi amici incrociarono una pattuglia. Il comandante della pattuglia disse: “Chi sei?”. Ibrahim rispose: “Sono Ibrahim al-Ashtar”. Il comandante della pattuglia disse: “Chi sono queste persone con te? Hai il permesso di circolare di notte?”. Lui rispose: “No”. E loro: “Allora dobbiamo arrestarti”. Ibrahim al-Ashtar fu costretto ad attaccare il comandante e lo uccise. Il resto della pattuglia se ne andò. Ibrahim al-Ashtar e i suoi amici corsero da Mukhtar e Ibrahim gli disse: “Devi annunciare la rivoluzione subito!”. Mukhtar chiese: “Cosa è successo?”. “Ho ucciso il comandante di una pattuglia. E’ importante annunciare la rivoluzione adesso” disse Ibrahim. Mukhtar sorrise e disse: “Che Dio ti renda felice. Questo è l’inizio della vittoria”.

     

    La vendetta

    Mukhtar ordinò ai suoi seguaci di attizzare il fuoco. Il fuoco era un segno della rivoluzione.

    A mezzanotte la popolazione di Kufa si svegliò sentendo i rivoluzionari che ripetevano slogan. Poi si riunirono nella casa di Mukhtar.

    Scontri nelle strade ebbero luogo a Kufa; i soldati e le guardie del sovrano, che fu costretto a fuggire in Hijaz, si arresero.

     

    Alla moschea di Kufa

    Mukhtar salì sul pulpito ed annunciò gli obiettivi della rivoluzione: “Agirò in conformità al Libro di Dio e alla Sunna del Suo Profeta. Mi vendicherò sugli assassini dell’Imam Husayn. Combatterò contro coloro che hanno violato la Legge di Dio. Difenderò i deboli che hanno subito dai forti”.

    Mukhtar voleva seguire la politica dell’Imam Ali e la popolazione fu colma di contentezza. Gli Ummaiadi erano razzisti, favorendo gli arabi ai non-arabi. Ma Mukhtar abolì ogni discriminazione razziale adottando i principi dettati dalla giustizia.

     

    La vittoria

    Dopo la battaglia di Ayn al-Wardah, l’esercito Ummaiade occupò la città di Musal per proseguire poi per Kufa.

    Mukhtar fu in grado di formare un esercito di tremila uomini. Yazid Ibn Anas, un bravo e anziano uomo, era a capo dell’esercito.

    L’esercito di Mukhtar raggiunse la periferia di Musal e si scontrò contro l’esercito Ummaiade. L’esercito di Mukhtar vinse le prime delle battaglie ma poi Yazid Ibn Anas perse la vita. Il suo martirio afflisse lo spirito di molti dei suoi soldati, i quali avevano adesso paura del resto dell’enorme esercito Ummaiade. Quindi decisero di tornare a Kufa.

     

    Voci

    Gli assassini dell’Imam Husayn (A) fecero circolare delle voci in cui si diceva che l’esercito di Mukhtar era stato sconfitto e che Yazid Ibn Anas era stato ucciso.

    Allora Mukhtar formò nuovamente un esercito composto da settemila soldati e ordinò a Ibrahim al-Ashtar di guidare l’esercito.

    L’esercito lasciò Kufa. I nemici di Mukhtar ne approfittarono e complottarono per rovesciare il governo di Mukhtar.

    I ribelli assediarono il palazzo del sovrano ma Mukhtar mandò un veloce messaggero ad Ibrahim al-Ashtar per dirgli di tornare indietro.

    Dopo tre giorni di assedio, i ribelli si sorpreso del rientro dell’esercito. La situazione venne presto restaurata, alcuni complottatori vennero arrestati mentre altri riuscirono a scappare.

    Harmala Ibn Kahil, colui che uccise il piccolo figlio dell’Imam Husayn (A), venne giustiziato. La stessa sorte toccò a Sanan Ibn Anas, il quale prese parte all’uccisione dell’Imam Husayn (A), e a Amr Ibn Sad, che era stato uno dei condottieri dell’esercito Ummaiade durante il massacro di Karbala.

    Shibt Ibn Ribi fuggì a Basra. Anche Shimr Ibn Thil Jawshan riuscì a scappare ma l’esercito non perse le sue tracce, finché lo trovò nel villaggio di Wasit, e lì venne giustiziato. Shimr fu colui che tagliò la testa all’Imam Husayn (A) e la mise in mostra per le strade di Kufa e a Damasco.

     

    Mukhtar ringrazia Dio

    Mukhtar era un uomo pio. Digiunò e ringraziò Dio per le Sue benedizioni. Dio gli concesse la vittoria sui nemici del Profeta (S), coloro che uccisero suo nipote e usurparono i diritti della sua famiglia. Mukhtar pensò che le benedizioni di Dio sono veramente infinite. Riguardo a ciò, Dio dice nel Sacro Corano: “E se volessi contare i favori di Dio, non saresti capace di numerarli”.

    Per questo Mukhtar decise di digiunare per la maggior parte dei giorni dell’anno.

     

    La Battaglia di Khazar

    L’esercito di Ibrahim al-Ashtar raggiunse il fiume Khazar. Lì incontrò l’esercito di Ubaydullah Ibn Ziyad.

    Violenti scontri ebbero luogo tra le due fazioni. L’esercito di Kufa combatté valorosamente contro l’esercito degli Ummaiadi. Ubaydullah Ibn Ziyad e Husayn Ibn Numayr vennero uccisi e Ibrahim al-Ashtar raggiunse la vittoria.

    La vittoria di Mukhtar si diffuse in tutte le città musulmane. I musulmani furono molto contenti dell’uccisione di Ubaydullah Ibn Ziyad. La battaglia di Khazar conferma le parole di Dio: “Quante volte un piccolo gruppo ottiene la vittoria contro un grande esercito con il permesso di Dio”.

    Il piccolo esercito di Ibrahim al-Ashtar ottenne la vittoria sul grande esercito di Ubaydullah Ibn Ziyad (1).

     

    Abdul Malik Ibn Marwan

    Mukhtar riprese i rapporti con Abdullah Ibn Zubayr al fine di unire gli sforzi contro gli Ummaiadi.

    Ma Abdullah Ibn Zubayr era ancora un uomo ambizioso. Aveva paura del crescente potere di Mukhtar e del sostegno popolare di cui godeva.

    Yazid Ibn Muawiya era morto. Suo figlio Muawiya venne dopo di lui. Muawiya Ibn Yazid Ibn Muawiya era un uomo credente ed ammise che suo padre era un uomo cattivo. Per questo abbandonò la sua posizione di califfo.

    Ma Marwan Ibn Hakam era ambizioso e approfittò dalla situazione. Divenne quindi lui il nuovo Califfo. Questi governò per sei mesi e poi morì. L’incarico venne quindi ricoperto da suo figlio Abdul Malik.

    Abdul Malik Ibn Marwan mandò un grande esercito ad occupare Medina al-Munawwarah. Mukhtar seppe la notizia e formò quindi un esercito di tremila uomini per salvare la città del Profeta (S).

    Apparentemente Abdullah Ibn Zubayr mandò duemila uomini per difendere Medina contro l’esercito di Abdul Malik, ma in realtà il suo scopo era quello di attaccare l’esercito di Mukhtar.

    I soldati di Mukhtar combatterono fino allo stremo delle forze contro l’esercito di Abdul Malik. Traendo vantaggio dalla situazione, l’esercito di Ibn Zubayr attaccò l’esercito di Mukhtar. Alcuni soldati di Mukhtar vennero uccisi, mentre altri riuscirono a fuggire nel deserto ma lì morirono di fame e sete.

    Abdullah Ibn Zubayr odiava gli alidi. Infatti li fece deportare in una montagna vicino Mecca e demolì le loro case. Ma Mukhtar mandò cinquemila soldati contro di lui, liberò gli alidi e fece ricostruire le loro case.

     

    Musab Ibn Zubayr

    Abdullah Ibn Zubayr mandò un nuovo sovrano a Basra. Egli scelse suo fratello Musab. Quando Musab Ibn Zubayr giunse a Basra disse: “Alcuni mi hanno detto che voi usate soprannominare il vostro sovrano. Prima che voi mi diate un soprannome, mi soprannomino io alJazzar (il macellaio)”.

    Alcune persone innocenti vennero uccise, le altre iniziarono a sostenere Musab.

     

    La fine

    Musab formò un grande esercito e si diresse verso Kufa cogliendo Mukhtar di sorpresa.

    Ibrahim al-Ashtar si trovava nella città di Musal. Mukhtar dovette affrontare Ibn Zubayr con il suo piccolo esercito fuori da Kufa.

    L’esercito di Musab lanciò un forte attacco forzando quello di Mukhtar a rientrare a Kufa. Ma l’esercito di Musab lo seguì fino alla città. Mukhtar cercò di resistere per quanto poteva, ordinando alla popolazione di combattere per le strade. Ma fu disobbedito. Il 14 del mese di Ramadan Mukhtar decise di lasciare il suo palazzo. Disse ad i suoi compagni: “L’assedio ci sta indebolendo sempre di più, usciamo e moriamo come martiri!”. Solo diciassette persone seguirono Mukhtar. Essi uscirono e combatterono l’esercito che aveva circondato il suo palazzo.

    Mukhtar aveva 64 anni. Combatté coraggiosamente e morì come un martire dell’Islam.

    Musab ingannò le persone del palazzo di Mukhtar. Gli promise che non avrebbe fatto loro alcun male se sarebbero uscite senza opporre resistenza. Ma quando aprirono le porte del palazzo fu dato l’ordine di ucciderli tutti. Nello stesso giorno, mandò a morte settemila persone. Fu un massacro a cui gli abitanti di Kufa non avevano mai assistito.

     

    La donna credente

    Musab ordinò ai suoi soldati di arrestare la moglie di Mukhtar. Il suo nome era “Umrah” ed era una donna credente. Suo padre era Numan Ibn Bashir al-Ansari.

    Musab le chiese di dissociarsi da suo marito e lei rispose: “Non mi dissocerò da lui. Lui digiunava durante il giorno, diceva le sue preghiere durante la notte, ha sacrificato sé stesso per Dio e il Suo Messaggero ed ha vendicato l’Imam Husayn”.

    Musab la minacciò “Ti ucciderò!”.

    La donna disse: “Morire come un martire di Dio è meglio di questo mondo. Morirò ed entrerò in Paradiso! Preferisco l’Imam ‘Ali a qualsiasi altra cosa!”

    Musab decise dunque di farla uccidere. Una persona la prese e la portò in un posto tra Hira e Kufa. Nel deserto una persona le tagliò la testa. Morì come una martire per la causa dell’Imam Husayn (A).

    Mukhtar e sua moglie vennero martirizzati. Essi hanno scritto una brillante pagina nella storia del Jihad, una pagina che ha illuminato la via di generazioni.

     

    Nota

    [1] E’ stato riportato che Mukhtar consegnò la testa di Ubaydullah Ibn Ziyad all’Imam ‘Ali Zayn al-Abidin (A). Tale momento fu l’unica volta che l’Imam ‘Ali Zayn al-Abidin (A) venne visto sorridere dopo il massacro di Karbala.

     

    Traduzione a cura di Islamshia.org © E’ autorizzata la riproduzione citando la fonte