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    Parte (12): sura Al-Baghara (Giovenca), versetti 40-43

    Parte (12): sura Al-Baghara (Giovenca), versetti 40-43
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    In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso.

    Salve e benvenuti all’appuntamento di questa settimana con la rubrica dedicata al Corano, il testo sacro dei musulmani. Il libro, che secondo i musulmani, è l’ultima delle rivelazioni divine all’uomo e che comprende il più completo programma per la vita.

    Noi cerchiamo di farvi conoscere i versetti e le sure, ma ricordiamo che dopo secoli, nonostante il progresso delle scienze, non si è ancor riusciti a capire al 100% il significato del Corano, e molti aspetti rimangono ancora oscuri. Molti studiosi, interpreti e scienziati hanno effettuato studi su questo libro, che pare sìa destinato a mantenere con sè tanti segreti. Alcuni ritengono che ogni volta che si legge un versetto, è possibile scoprire un nuovo significato. Ad ogni modo, vi invitiamo a seguirci anche questa settimana, con l’augurio di riuscire nell’irto compito che ci siamo posti dinanzi in questa serie è cioè farvi conoscere, anche se limitatamente, il Corano.

    Oggi, sono molti coloro che desiderano conoscere i contenuti del Corano e scoprire soprattutto il segreto dell’eterna giovinezza di questo libro, che con il passare dei secoli, è sempre rimasto presente nelle società islamiche; speriamo che il nostro programma possa dare una conoscenza primaria dei contenuti di questo sacro libro.

    Oggi noi proseguiamo con la lettura della sura Bagharà, della Giovenca, detta anche la sura molto splendente, dato che contiene molti dei nomi del Signore. Precisamente siamo giunti ai versetti 40 e 41 che iniziano a parlare di un nuovo argomento e cioè la storia dei figli di Israele. Leggiamo insieme:

    يَا بَنِي إِسْرَائِيلَ اذْكُرُوا نِعْمَتِيَ الَّتِي أَنْعَمْتُ عَلَيْكُمْ وَأَوْفُوا بِعَهْدِي أُوفِ بِعَهْدِكُمْ وَإِيَّايَ فَارْهَبُونِ
    وَآمِنُوا بِمَا أَنْزَلْتُ مُصَدِّقًا لِمَا مَعَكُمْ وَلَا تَكُونُوا أَوَّلَ كَافِرٍ بِهِ ۖ وَلَا تَشْتَرُوا بِآيَاتِي ثَمَنًا قَلِيلًا وَإِيَّايَ فَاتَّقُونِ

    “O figli d’Israele! Ricordate dei doni che vi elargii ed osservate il Mio patto ed Io osserverò il vostro. E Me solo temete!
    E credete in ciò che ho rivelato a conferma di quello che è con voi e non siate i primi a rinnegarlo: non barattate dunque i Miei Segni per un prezzo vile. E temete Me solo!” (2:40,41)

    Con questi 2 versetti, inizia la storia dei figli d’Israele, di cui si parla molto nel Corano, ed alla quale si fa spesso cenno. Un popolo che ha avuto alti e bassi nella sua storia e che soprattutto rese difficile la vita a molti messaggeri del Signore. Israele, è il nome del profeta Giacobbe(la pace sìa con lui); i suoi figli sono quella stirpe che secondo il Corano, Dio salvò tramite Mosè dalla tirannìa del Faraone d’Egitto. A questa stirpe vennero dati in seguito molti doni. Proprio all’inizio del versetto che abbiamo letto, il Signore chiede ai figli d’Israele di ricordarsi dei doni che ha dato a loro. Questo perchè, ricordare i doni del Signore, rafforza nell’uomo il senso di adorazione di Dio, che è in sè e per sè un bene per lo spirito umano. Il versetto invita i figli d’Israele a rispettare gli impegni presi con Dio. Sì perchè, ogni dono che il Signore elargisce, comporta per chi li riceve dei doveri. Il dovere è di ringraziare il Signore, e soprattutto di usare in modo giusto quel dono; usarlo con coraggio, se è ncessario, senza temere niente o nessuno; come ricorda il versetto, è solo Dio che bisogna temere.
    Il versetto seguente, forse si rivolge ai religiosi ebrei del tempo del profeta, che per la maggiorparte negarono la provenienza divina del Corano. Il versetto ricorda loro che il Corano è stato rivelato e che conferma la Torà, ciò che gli ebrei hanno in mano e che è stato rivelato loro in precedenza; pertanto il versetto invita gli ebrei a non essere rinnegatori della rivelazione e a non tacciare di menzogna i Segni divini, per un prezzo vile. Il versetto chiede forse ai religiosi ebrei di non nascondere quelle parti della
    Tora, in cui vi è l’annuncio dell’arrivo di Mohammad(la pace sìa con lui), come ultimo profeta divino, solo per potere mantenere il loro potere tra la loro gente.

    È degno di nota, che secondo il Corano, l’intera storia umana è caratterizzata dalla venuta dei profeti che hanno portato a l’uomo le rivelazioni divine e che hanno cercato di indicare la giusta strada della vita. Dunque il musulmano crede e rispetta, tutti i profeti precedenti a Mohammad(la pace sìa con lui), e nei testi che hanno portato. Ma il fatto è che alcuni di questi antichi testi sono stati manomessi o sono andati perduti, ma il Corano, come dimostra la storia e come viene riportato dallo stesso libro, è l’ultimo delle rivelazioni che nessuno potrà mai cambiare, manomettere o distruggere. Dunque il Corano, in molti versetti, invita i seguaci della altre religioni monoteistiche a seguire il Corano, che conferma le rivelazioni precedenti e le completa.

    Ora leggiamo i versetti 42 e 43 della sura della Giovenca:

    وَلَا تَلْبِسُوا الْحَقَّ بِالْبَاطِلِ وَتَكْتُمُوا الْحَقَّ وَأَنْتُمْ تَعْلَمُونَ
    وَأَقِيمُوا الصَّلَاةَ وَآتُوا الزَّكَاةَ وَارْكَعُوا مَعَ الرَّاكِعِينَ

    “E non rivestite di menzogna la verità e non nascondetela mentre voi ben la conoscete. Osservate la preghiera, pagate la Decima e inchinatevi con coloro che s’inchinano.” (2:42,43)

    Uno dei grossi pericoli che minacciano ogni società, è il fatto che i sapienti e gli scienziati, non dicano la verità alla gente, e che la nascondano per salvaguardare i propri interessi o quelli di un particolare ceto. L’Imam Alì(la pace sìa con lui), il primo Imam e successore del profeta dell’Islam ricorda: ” Se il male viene presentato come veramente è, non c’è da temere. E se il bene viene presentato come veramente è, la gente lo accetta subito. Il pericolo è che quando il bene ed il male si mescolano, Satana può ottenere il dominio sulla gente.”

    Dunque celare la verità, è il più grande torto che i dirigenti di una società possono fare alla gente, ed il Corano quì intende ricordare che i religiosi ebrei, celarono al tempo della venuta di Mohammad(la pace sìa con lui), che lui era veramente profeta del Signore. Quelli lo rinnegarono per paura di perdere il loro potere tra la gente. Il versetto invita invece a non celare la verità con menzogne, ad essere leali e a svolgere i doveri religiosi, come la preghiera ed il pagamento della Decima. Inchinarsi con coloro che s’inchinano, secondo la maggiorparte degli interpreti, è un’invito a pregare in gruppo, in maniera collettiva. Perchè? Perchè l’Islam desidera costruire un’essere sociale, che si prenda cura del prossimo, che sìa attento ai problemi della società e che dunque passi il tempo conh i suoi simili.

    L’Islam condanna quella per così dire religiosità che porta l’uomo alla solitudine ed al ritiro dalla vita societaria.