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    Parte (20): sura AlBagharà (Giovenca), versetti 90-96

    Parte (20): sura AlBagharà (Giovenca), versetti 90-96
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    In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso
    Salve e benvenuti all’appuntamento con la rubrica dedicata alla lettura del sacro Corano. Iniziamo subito con la lettura del 90imo versetto della sura della Giovenca(AlBagharà):
    بِئْسَمَا اشْتَرَوْا بِهِ أَنْفُسَهُمْ أَنْ يَكْفُرُوا بِمَا أَنْزَلَ اللَّهُ بَغْيًا أَنْ يُنَزِّلَ اللَّهُ مِنْ فَضْلِهِ عَلَىٰ مَنْ يَشَاءُ مِنْ عِبَادِهِ ۖ فَبَاءُوا بِغَضَبٍ عَلَىٰ غَضَبٍ ۚ وَلِلْكَافِرِينَ عَذَابٌ مُهِينٌ
    “A che vil prezzo han barattato l’anime loro, rinnegando ciò che Iddio ha fatto scendere, invidiosi del fatto che Allah, con la Sua Grazia, faccia scendere la Rivelazione su chi vuole dei Suoi servi. Sono incorsi in ira su ira. Ed i miscredenti avranno un castigo avvilente.” (2:90)
    Anche in questo versetto si parla di un’importante fatto storico di cui vi abbiamo parlato anche la settimana scorsa. Gli ebrei migrati nei dintorni di Medina, perchè in base alle informazioni riportate nell Tora, in quella zona ed in quel periodo sarebbe dovuto arrivare un nuovo messaggero del Signore, aspettavano la venuta del profeta. Ma quando seppero che questo era etnicamente arabo e non della loro etnìa, si ribellarono addirittura a questa decisione di Dio, e cioè quella di affidare la sua parola ad una persone che non fosse della loro etnìa. Ciò perchè credevano superiore la loro razza. Il versetto dice che questa gente ha venduto la propria felicità solo per seguire la proprie voglie interiori ed è incorsa ripetutamente nell’ira del Signore. Ed ecco che il Corano si rivolge ancora a questa gente nel versetto 91:
    وَإِذَا قِيلَ لَهُمْ آمِنُوا بِمَا أَنْزَلَ اللَّهُ قَالُوا نُؤْمِنُ بِمَا أُنْزِلَ عَلَيْنَا وَيَكْفُرُونَ بِمَا وَرَاءَهُ وَهُوَ الْحَقُّ مُصَدِّقًا لِمَا مَعَهُمْ ۗ قُلْ فَلِمَ تَقْتُلُونَ أَنْبِيَاءَ اللَّهِ مِنْ قَبْلُ إِنْ كُنْتُمْ مُؤْمِنِينَ
    “E quando si dice loro: ‘ Credete in quello che Allah ha fatto scendere’, dicono: ‘ Crediamo in quello che è stato fatto scendere su di noi’ e rinnegano il resto, mentre ciò è verità e conferma quello che già hanno. Dì: ‘ E se siete credenti, perchè in passato avete ucciso i profeti di Allah?’ “. (2:91)
    Il versetto biasima ancora i figli d’Israele; in risposta ai loro capricci per quanto riguarda l’etnìa del profeta dell’Islam, chiede loro: ” Ma perchè avete ucciso i profeti a Lui precedenti, che erano pure della vostra stessa etnìa?”. Inoltre il versetto ricorda che ciò che proviene dal Signore è per la guida degli uomini e che va accettate interamente e non in parte. Il Corano, conferma la Tora, ma aggiunge altre leggi; della veridicità di questo Libro, gli ebrei sapevano, ma per invidia non furono pronti ad obbedire al nuovo profeta la cui venuta era stata annunciata a loro. Proseguiamo con la lettura dei versetti 92 e 93:
    وَلَقَدْ جَاءَكُمْ مُوسَىٰ بِالْبَيِّنَاتِ ثُمَّ اتَّخَذْتُمُ الْعِجْلَ مِنْ بَعْدِهِ وَأَنْتُمْ ظَالِمُونَوَإِذْ أَخَذْنَا مِيثَاقَكُمْ وَرَفَعْنَا فَوْقَكُمُ الطُّورَ خُذُوا مَا آتَيْنَاكُمْ بِقُوَّةٍ وَاسْمَعُوا ۖ قَالُوا سَمِعْنَا وَعَصَيْنَا وَأُشْرِبُوا فِي قُلُوبِهِمُ الْعِجْلَ بِكُفْرِهِمْ ۚ قُلْ بِئْسَمَا يَأْمُرُكُمْ بِهِ إِيمَانُكُمْ إِنْ كُنْتُمْ مُؤْمِنِينَ
    “E certamente Mosè vi portò prove evidenti. Poi, vi prendeste il Vitello dopo di lui e foste quindi prevaricatori. E ricordate quando stringemmo il patto con voi ed elevammo sopra di voi il Monte Tor. ‘Tenetevi saldamente a quello che vi abbiamo dato ed ascoltate!’.Dissero:’Ascoltiamo ma disobbediamo’. E i loro cuori, per la miscredenza, si inebriarono del Vitello. Dì loro: ‘ Quanto è spregevole quel che vi ordina la vostra credenza, se davvero credete!”. (2:92,93)
    Anche quì pare che Iddio prosegua a rimproverare i figli d’Israele ricordando loro che mancarono ai patti stretti al tempo di Mosè e che in sua assenza adorarono il Vitello d’oro. La fede porta sempre gli uomini verso il bene e le opere buone ed è per questo che nella sura si ricorda ai figli d’Israele che al contrario di quanto dicono non sono guidati dalla fede e che la loro credenza non è sincero; se no, non avrebbero commesso tutti quei peccati. Da questa vicenda possiamo trarre un’importante conclusione. Anche se la via della verità e della giustizia è ben chiara, molte volte, gli uomini non la seguono per soddisfare i propri desideri. È un pò anche la verità di oggi per quanto riguarda l’Islam; chi si è informato esattamente su questa religione, senza pregiudizi, è stato influenzato molto da questa. Ed ecco i versetti 94 e 95 della sura della Giovenca:
    قُلْ إِنْ كَانَتْ لَكُمُ الدَّارُ الْآخِرَةُ عِنْدَ اللَّهِ خَالِصَةً مِنْ دُونِ النَّاسِ فَتَمَنَّوُا الْمَوْتَ إِنْ كُنْتُمْ صَادِقِينَوَلَنْ يَتَمَنَّوْهُ أَبَدًا بِمَا قَدَّمَتْ أَيْدِيهِمْ ۗ وَاللَّهُ عَلِيمٌ بِالظَّالِمِينَ
    “Dì: ‘ Se è vostra la dimora finale presso Allah,escludendo tutte le altre genti, auguratevi la morte, se siete sinceri!’.Essi non se lo augureranno mai, per ciò che le loro mani hanno inviato prima di loro. Allah è conoscente dei prevaricatori.” (2:94,95)
    La morte, per la gente che ha compiuto buone azioni nella vita e che crede nell’aldilà e nel giudizio divino su queste azioni, non è niente di pauroso, ma anzi l’inizio di una nuova vita. Basta dare uno sguardo alla vita dei profeti e a quella di coloro che sono stati vicini al Signore. Il primo Imam, l’Imam Alì figlio di Abitaleb(la pace sìa con lui), affermò: ” Giuro a Dio che la gioia del figlio di Abitaleb per raggiungere la morte è maggiore di quella di un bambino per il latte della madre”.La morte è invece molto amara per coloro che pur credendo nell’aldilà, non hanno compiuto buone azioni. Secondo il versetto, questo è proprio il caso dei figli d’Israele, che sapevano di essere attesi da un brutto destino per i loro peccati, ma continuavano a sostenere che loro per la loro presunta superiorità etnica, non sarebbero stati castigati da Dio.Nel versetto seguente, il 96imo leggiamo:
    وَلَتَجِدَنَّهُمْ أَحْرَصَ النَّاسِ عَلَىٰ حَيَاةٍ وَمِنَ الَّذِينَ أَشْرَكُوا ۚ يَوَدُّ أَحَدُهُمْ لَوْ يُعَمَّرُ أَلْفَ سَنَةٍ وَمَا هُوَ بِمُزَحْزِحِهِ مِنَ الْعَذَابِ أَنْ يُعَمَّرَ ۗ وَاللَّهُ بَصِيرٌ بِمَا يَعْمَلُونَ
    “Troverai che sono i più bramosi di vita tra le genti, persino più dei pagani; qualcuno di loro vorrebbe vivere mille anni, ma questo non lo salverebbe dal castigo, anche se vivesse quanto desidera. E Allah vede quello che fanno”. (2:96)Si può apprendere tanto dai versetti che abbiamo letto oggi. Noi vi ricordiamo 2 importanti questioni:1) La religione è un’insieme di leggi, e per chi ha intenzione di seguirla è necessario seguire ed ascoltare tutte queste leggi. Ad esempio non si può dire di credere in Dio, ma poi non accettare il suo messaggero o non attuare uno dei suoi comandamenti. 2) Dobbiamo ricordarci che la vita lunga non importa tanto. È importante il modo in cui trascorriamo la nostra vita. Ogni istante potrebbe giungere la morte e dunque bisogna vivere in modo da essere pronti sempre a questo evento. Per essere pronti intendiamo agire bene per non aver paura di essere castigati per eventuali cattive azioni. Per completare questa riflessione leggiamo quì una preghiera del quarto Imam, l’Imam Sajjad(la pace sìa con lui) che affermava: ” O Dio; se la mia vita sarà uno strumento per obbedire a Tè allora allungala; ma se questa sarà un pascolo per Satana, allora interrompila immediatamente”
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