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    Parte (273): sura Al-Anfal (Il Bottino), versetti 60-64

    Parte (273): sura Al-Anfal (Il Bottino), versetti 60-64
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    In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso.
    Come ricorderete da alcune settimane siamo intenti alla lettura dell’ottava sura del sacro Corano, la sura Al-Anfal, termine arabo che può significare bottino di guerra, ma che può pure indicare le ricchezze naturali di un territorio come le foreste e le miniere. Andiamo avanti con la lettura dei versetti di questa sura ed ora eccovi il versetto 60:
    وَأَعِدُّوا لَهُمْ مَا اسْتَطَعْتُمْ مِنْ قُوَّةٍ وَمِنْ رِبَاطِ الْخَيْلِ تُرْهِبُونَ بِهِ عَدُوَّ اللَّهِ وَعَدُوَّكُمْ وَآخَرِينَ مِنْ دُونِهِمْ لَا تَعْلَمُونَهُمُ اللَّهُ يَعْلَمُهُمْ ۚ وَمَا تُنْفِقُوا مِنْ شَيْءٍ فِي سَبِيلِ اللَّهِ يُوَفَّ إِلَيْكُمْ وَأَنْتُمْ لَا تُظْلَمُونَ
    Preparate, contro di loro, tutte le forze che potrete [raccogliere] e i cavalli addestrati, per terrorizzare il nemico di Allah e il vostro e altri ancora che voi non conoscete, ma che Allah conosce. Tutto quello che spenderete per la causa di Allah vi sarà restituito e non sarete danneggiati. (8:60)
    Se avete seguito l’ultima puntata saprete che in essa vi abbiamo parlato di un fatto della storia islamica; gli ebrei di Medina, che avevano giurato alleanza ai musulmani, insieme ai pagani della Mecca avevano pianificato un complotto ai danni dei musulmani e il profeta, venuto a conoscenza della questione, dichiarò quindi che i musulmani non si consideravano più alleati degli ebrei. Nel versetto 60, che abbiamo appena letto, il Corano invita i musulmani a prepararsi militarmente in maniera da dissuadere i nemici da ogni sorta di aggressione contro la comunità dei fedeli. Il versetto promette inoltre che ogni sorta di spesa fatta per questo obbiettivo presto verrà ricompensata da Dio e nessuno tra coloro che hanno impiegato la loro ricchezza per questo rimarrà danneggiato. Da questo versetto apprendiamo alcune lezioni: 1) Se si vuole salvaguardare la pace bisogna anche armarsi per non far venire ai nemici la tentazione di aggredire la nostra società. 2) Partecipare alla Jihad, la sacra difesa della comunità islamica e dare il proprio aiuto anche con i propri averi, è un dovere per ogni fedele. Ed ora passiamo alla lettura dei versetti 61 e 62:
    وَإِنْ جَنَحُوا لِلسَّلْمِ فَاجْنَحْ لَهَا وَتَوَكَّلْ عَلَى اللَّهِ ۚ إِنَّهُ هُوَ السَّمِيعُ الْعَلِيمُ
    Se inclinano alla pace, inclina anche tu ad essa e riponi la tua fiducia in Allah. Egli è Colui Che tutto ascolta e conosce. (8:61)
    وَإِنْ يُرِيدُوا أَنْ يَخْدَعُوكَ فَإِنَّ حَسْبَكَ اللَّهُ ۚ هُوَ الَّذِي أَيَّدَكَ بِنَصْرِهِ وَبِالْمُؤْمِنِينَ
    Se vogliono ingannarti, ti basti Allah. È Lui che ti ha soccorso con il Suo aiuto [e l’appoggio de]i credenti. (8:62)
    Questo versetto ribadisce un concetto molto importante: l’Islam non invita affatto alla guerra ed allo spargimento di sangue; per questo al profeta si ordina di accettare la pace quando i nemici sono inclini ad essa; preparare armi e equipaggiamento militare, ordinato nel versetto di prima, è per distogliere i nemici dall’aggressione ai musulmani, ma non certo per fare dei musulmani degli aggressori. Qui il versetto ricorda al profeta di accettare le proposte di pace dei nemici anche se si teme che questi stiano cercando di ingannare i fedeli; ciò perchè, dice il versetto, Dio proteggerà in ogni caso i fedeli dalle insidie e dai complotti nemici. Secondo gli interpreti del Corano, non bisogna essere sempliciotti e creduloni ed accettare un accordo di pace che appare bugia sin dalla partenza ma non bisogna nemmeno respingere la pace solo perchè si da il caso che il nemico potrebbe non rispettarlo; bisogna affidarsi a Dio e sperare che le cose procedano al meglio. Questi versetti ci insegnano almeno due cose: 1) I musulmani devono essere abbastanza forti militarmente da dissuadere i nemici da un’aggressione ai danni della loro comunità 2) L’Islam, non invita affatto alla guerra ed al conflitto e raccomanda ai fedeli di accettare sempre la pace offerta persino dai nemici poco affidabili. Ma ora passiamo alla lettura dei versetti 63 e 64:
    وَأَلَّفَ بَيْنَ قُلُوبِهِمْ ۚ لَوْ أَنْفَقْتَ مَا فِي الْأَرْضِ جَمِيعًا مَا أَلَّفْتَ بَيْنَ قُلُوبِهِمْ وَلَٰكِنَّ اللَّهَ أَلَّفَ بَيْنَهُمْ ۚ إِنَّهُ عَزِيزٌ حَكِيمٌ
    Instillando la solidarietà nei loro cuori. Se avessi speso tutto quello che c’è sulla terra, non avresti potuto unire i loro cuori; è Allah che ha destato la solidarietà tra loro. Allah è eccelso, saggio! (8:63)
    يَا أَيُّهَا النَّبِيُّ حَسْبُكَ اللَّهُ وَمَنِ اتَّبَعَكَ مِنَ الْمُؤْمِنِينَ
    O Profeta, ti basti Allah e basti ai credenti che ti seguono. (8:64)
    Proseguendo a citare i grandi doni dati al profeta dell’Islam, quì il Signore ricorda l’incredibile fratellanza che l’Islam riuscì a portare tra la gente dell’Arabia. Chi conosce la storia di questa terra sa che prima dell’arrivo dell’Islam era attraversata da interminabili guerre, da atroci saccheggi, da pratiche disumane come la sepoltura di bambine vive ed ecc… . L’Islam però cancellò l’odio dai cuori di quella gente sostituendo a questo l’amore e la fratellanza, un qualcosa, dice il versetto, che il profeta non avrebbe potuto fare nemmeno se avesse avuto a sua disposizione tutte le ricchezze della terra. Proprio per questo e tornando al versetto di prima, il profeta viene invitato a non temere gli inganni e i complotti dei nemici e ricordarsi che Dio sarà sempre pronto ad aiutarlo e difenderlo. Da questi due versetti apprendiamo che: 1) Dio crea amore tra i cuori grazie alla fede e allo stesso modo cancella l’odio e il rancore dalle anime 2) L’affetto, l’amore e la fratellanza, sono doni divini e segni da ricercare nelle persone fedeli 3) La comunità islamica deve sostenere fermamente la propria guida in modo che la società non appaia divisa agli occhi del nemico.
    Davood Abbasi
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