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    Parte (275): sura Al-Anfal (Il Bottino), versetti 70-72

    Parte (275): sura Al-Anfal (Il Bottino), versetti 70-72
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    In nome di Dio, il Clemente, il Misericrordioso.
    Come ricorderete ormai da mesi abbiamo iniziato la lettura dell’ottavo sura del sacro Corano, la sura Al-Anfal, termine arabo che puo’ significare bottino di guerra, ma che puo’ pure indicare le ricchezze naturali di un territorio come le foreste e le miniere. La sura ha complessivamente 75 versetti e noi siamo giunti al versetto 70:
    يَا أَيُّهَا النَّبِيُّ قُلْ لِمَنْ فِي أَيْدِيكُمْ مِنَ الْأَسْرَىٰ إِنْ يَعْلَمِ اللَّهُ فِي قُلُوبِكُمْ خَيْرًا يُؤْتِكُمْ خَيْرًا مِمَّا أُخِذَ مِنْكُمْ وَيَغْفِرْ لَكُمْ ۗ وَاللَّهُ غَفُورٌ رَحِيمٌ
    O profeta, di’ ai prigionieri che sono nelle vostre mani: ”Se Allah ravvisa un bene nei cuori vostri, vi dara’ piu’ di quello che vi e’ stato preso e v i perdoneta’”. Allah e’ perdonatore misericordioso. (8: 70) .
    Coloro che ci hanno seguiti in queste puntate sanno che buona parte dei versetti di questa sura fanno riferimento in qualche modo alla battaglia di Badr, la prima che i musulmani combattono contro gli idolatri di Mecca. In questa prima battaglia, molti dei grandi capi idolatri di Mecca, tra cui Abbas, uno degli zii del profeta, caddero prigionieri dei musulmani. Ogni prigioniero doveva pagare una sorta di cauzione (Fadya) per tornare in liberta’;i fedeli per rispetto della profeta proposero che zio Abbas venisse liberato senza pagare nulla, ma il profeta si oppose ricordando che pure lui era un prigioniero come tutti gli altri. Questo versetto, ispirato al profeta dopo questa vicenda, e’ un messaggio di Dio che ai prigionieri pagani ricorda che se accetteranno la fede, la Misericordia di Allah li abbraccera’ e guadagneranno molto piu’ di cio’ che hanno pagato per liberarsi. Da questo versetto apprendiamo concetti e lezioni importanti da non trascurare. 1) La vicenda dimostra che secondo l’Islam il trattamento riservato ai prigionieri deve essere tale da farli interessare all’Islam e in generale favorire la loro guida verso il bene. 2) Per un prigioniero, un carcerato, qualcuno che ha sbagliato non e’ mai finita. Il profeta perdono’ nella sua vita coloro che gli avevano fatto la guerra e questo versetto testimonia che pure Dio e’ pronto a perdonarli qualora si pentano veramente. Il discorso presegue nel versetto seguente, il numero 71;
    وَإِنْ يُرِيدُوا خِيَانَتَكَ فَقَدْ خَانُوا اللَّهَ مِنْ قَبْلُ فَأَمْكَنَ مِنْهُمْ ۗ وَاللَّهُ عَلِيمٌ حَكِيمٌ
    E se vogliono tradirti, e’ Allah che gia’ hanno tradito, ed Egli li ha dati in vostro potere. Allah e’ saggio, sapiente. (8: 71)
    Il versetto intende dire che non bisogno trattare male i prigionieri di guerra temendo aggressioni da parte dell’esercito a cui appartengono. Bisogno comportarsi con loro in maniera che possono comprendere la vera entita’ dell’Islam. Cosi, e’ probabile che una volta ritornati da loro esercito possano raccontare la loro esperienza e fermare altre aggressioni ai musulmani;inoltre una loro conversione all’Islam, puo’ persino portare ad una alleanza tra i muslumani e la loro gente. Ed ora possiamo concludere che: 1) Se noi ci comportiamo con umanita’ con i prigionieri come e’ doverose fare, Dio sara’ nostro Patrono e ci difendera’ dalle insidei e dai tranelli dei nemici. 2) Certo e’ sempre possibile che un nemico agisca a sfavore dei musulmani ma se questo diviene prigioniero dei musulmani, e’ loro dovere religioso trattarlo bene e cercare di guidarlo verso la retta via. Ed ora passiamo al versetto 72 della sura Al-Anfal, un versetto lungo ed importantissimo:
    إِنَّ الَّذِينَ آمَنُوا وَهَاجَرُوا وَجَاهَدُوا بِأَمْوَالِهِمْ وَأَنْفُسِهِمْ فِي سَبِيلِ اللَّهِ وَالَّذِينَ آوَوْا وَنَصَرُوا أُولَٰئِكَ بَعْضُهُمْ أَوْلِيَاءُ بَعْضٍ ۚ وَالَّذِينَ آمَنُوا وَلَمْ يُهَاجِرُوا مَا لَكُمْ مِنْ وَلَايَتِهِمْ مِنْ شَيْءٍ حَتَّىٰ يُهَاجِرُوا ۚ وَإِنِ اسْتَنْصَرُوكُمْ فِي الدِّينِ فَعَلَيْكُمُ النَّصْرُ إِلَّا عَلَىٰ قَوْمٍ بَيْنَكُمْ وَبَيْنَهُمْ مِيثَاقٌ ۗ وَاللَّهُ بِمَا تَعْمَلُونَ بَصِيرٌ
    In verita’ coloro che hanno creduto e sono emigrati, e hanno lottato con i loro beni e le loro vite per la causa di Allah e quelli che hanno dato loro asilo e soccorso, sono alleati gli uni agli altri. Non potrete allevarvi con quelli che hanno creduto, ma che non sono emigrati, fino a che non emigrano. Se vi chiedono aiuto in nome della regligione, prestateglielo pure, ma non contro genti con le quali avete stretto un patto. Allah ben osserva quel che fate. (8: 72)
    Come saprete per via delle barbare persecuzioni degli idolatri della citta’ di Mecca contro il profeta e i primi muslulmani, questi emigrarono da Mecca a Medina. Molti musulmani, lasciarono le loro case, le loro ricchezze i loro averi a Mecca senza nulla migrarono a Medina per seguire il profeta e da sostengo al messaggio di Dio. Nella storia dell’Islam costoro vennero denominati Mohajerin (Migranti;a Medina non avevano nulla e vennero ospitati come dei fedeli dagli abitanti del posto che si erano convertiti anche loro da poco all’Islam;la gente di Medina che aveva dato ospitalita’ ai Mohajerin venne denominata Ansar (Amici) e questi due gruppi furono la base della societa’ islamica. Il profeta per unire questi due gruppi che erano anche di stirpe e tribu’ diversa, strinse un patto di fratellanza tra loro;convoco’ tutti i fedeli e strinse un patto di fratellanza tra ogni persone, sempre dei Mohajerin e sempre uno degli Ansar. Questo versetto fa cenno a quello storico patto di fratellanza e ricorda che coloro che preferirono salvaguardare i propri averi alla migrazione, non sono inclusi in questo patto. La parte finale del versetto ricorda poi che bisogna aiutare coloro che vorrebbero migrare ed unirsi ai musulmani ma che non lo possono fare per problemi economici;cio’ a condizione che coloro che hanno bisogno di aiuto non vivevano in una popolo che ha stretto un piatto di pace con i muslumani, patto quindi che impedisce ai musulmani di intromettersi negli affari di tale gente. Da questo versetto apprendiamo che; 1) Migrare e allontanarsi da un’ambiente gremito di miscredenza e peccato e’ un’azione che l’Islam prescrive come dovere. 2) Le frontiere tra le nazioni non limitano le leggi islamiche i il fedele ha il dovere di aiutare un’altro musulmano che ha bisogno di aiuto, in qualsiasi parte del mondo si trovi. 3) E’ molto importante nell’Islam mantenere la parola ed essere fedeli ai patti, persino quelli stipulati con i miscredenti.
    Davood Abbasi
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