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    Parte (281): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 17-22

    Parte (281): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 17-22
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    In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso.
    Ci auguriamo che questo nostro sforzo modesto e indubbiamente incompleto possa aiutarvi lo stesso a conoscere più a fondo il Corano, la nostra religione, il nostro modo di essere e di pensare. In queste settimane stiamo leggendo la nona sura del Corano, la sura del Pentimento o At-Tawba. Riprendiamo da dove eravamo giunti la puntata precedente e cioè dai versetti 17 e 18:
    مَا كَانَ لِلْمُشْرِكِينَ أَنْ يَعْمُرُوا مَسَاجِدَ اللَّهِ شَاهِدِينَ عَلَىٰ أَنْفُسِهِمْ بِالْكُفْرِ ۚ أُولَٰئِكَ حَبِطَتْ أَعْمَالُهُمْ وَفِي النَّارِ هُمْ خَالِدُونَ
    Non spetta agli associatori la cura delle moschee di Allah, mentre sono testimoni della loro stessa miscredenza. Ecco quelli che vanificano le opere loro e che rimarranno perpetuamente nel Fuoco. (9:17)
    إِنَّمَا يَعْمُرُ مَسَاجِدَ اللَّهِ مَنْ آمَنَ بِاللَّهِ وَالْيَوْمِ الْآخِرِ وَأَقَامَ الصَّلَاةَ وَآتَى الزَّكَاةَ وَلَمْ يَخْشَ إِلَّا اللَّهَ ۖ فَعَسَىٰ أُولَٰئِكَ أَنْ يَكُونُوا مِنَ الْمُهْتَدِينَ
    Badino alla cura delle moschee di Allah solo coloro che credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, eseguono l’orazione e pagano la decima e non temono altri che Allah. Forse saranno tra coloro che sono ben diretti. (9:18)
    Prima della conquista della Mecca ad opera dei musulmani, la Kaaba, la sacra casa edificata da Abramo (la pace sìa con lui) per il culto del Dio unico e invisibile era controllata dai pagani. Questi avevano introdotto in essa i loro idoli e l’avevano trasformata in un santuario pagano; ciò era per loro un motivo di gloria. Dopo l’arrivo dei musulmani alla Mecca, la direzione di questo luogo sacro andò a loro e questi tolsero da essa tutti gli idoli e la resero nuovamente un centro per l’adorazione del vero e unico Dio. Come dicono i versetti 17 e 18, le moschee, quella di Mecca ma anche tutte le altre, devono essere dirette da persone fedeli e timorate e sono loro che devono assicurare attraverso le moschee lo sviluppo morale e intellettuale dei fedeli. È degno di nota che non solo le persone addette alle diverse responsabilità nelle moschee devono essere credenti ma anche i fondi impiegati devono essere leciti; è assolutamente proibito prendere soldi di dubbia provenienza per costruire ed abbellire le moschee. Nel pensiero islamico, per costruzione di una moschea, si intende non solo l’azione fisica della costruzione e la sua decorazione ma anche il fatto di renderla viva e attiva, grazie alla cooperazione ed alla presenza della gente, l’invito alla religione ed insomma attraverso misure adatte. È naturale che questo ruolo spirituale nelle moschee può essere svolto al meglio solo da persone realmente credenti. Da questi due versetti apprendiamo che: 1) Una azione, anche se buona, non ha valore se non viene compiuta con la giusta intenzione. In altre parole, se qualcuno fa qualcosa di giusto ma dall’inizio non aveva intenzione di farla, oppure se una cattiva persona compie una buona azione non per amore del cielo ma per altre questioni, questo suo fare non è classificabile come buona azione. 2) La miscredenza e la mancanza di fede, considerando il ragionamento di prima, priva l’uomo del compenso delle sue buone azioni. 3) Oltre alla preghiera, i dirigenti delle moschee devono pure essere sensibili alle condizioni dei bisognosi. Nel Corano l’invito alla preghiera è quasi sempre accompagnato dall’invito alla Zakat, la decima. Ma ora passiamo alla lettura del versetto 19:
    أَجَعَلْتُمْ سِقَايَةَ الْحَاجِّ وَعِمَارَةَ الْمَسْجِدِ الْحَرَامِ كَمَنْ آمَنَ بِاللَّهِ وَالْيَوْمِ الْآخِرِ وَجَاهَدَ فِي سَبِيلِ اللَّهِ ۚ لَا يَسْتَوُونَ عِنْدَ اللَّهِ ۗ وَاللَّهُ لَا يَهْدِي الْقَوْمَ الظَّالِمِينَ
    Metterete sullo stesso piano quelli che danno da bere ai pellegrini e servono il Sacro Tempio e quelli che credono in Allah e nell’Ultimo Giorno e lottano per la Sua causa?* Non sono uguali di fronte ad Allah. Allah non guida gli ingiusti. (9:19)
    Qui il Corano ricorda che la direzione della Kaaba e azioni come l’offerta dell’acqua ai pellegrini, con tutto il valore che hanno, non sono paragonabili all’azione di chi effettua la Jihad e rischia la propria vita per amore del Signore. Questo versetto venne comunicato al profeta dell’Islam proprio in seguito ad una disputa sorta tra due dei capitribù di Mecca e l’Imam Alì(la pace sìa con lui). Due dei capitribù si vantavano l’uno con l’altro; il primo si vantava perchè diceva di avere la chiave della Sacra Moschea, l’altro si vantava perchè aveva il compito di dissetare i pellegrini; l’Imam Alì(la pace sìa con lui) li vide e disse loro che si vantava perchè entrambi i capitribù avevano accettato l’Islam grazie alla Jihad. I due capitribù si offesero e protestarono presso il profeta; la loro risposta arrivò dal cielo e con questi versetti. Da questa vicenda e da questa nostra riflessione possiamo trarre almeno due conclusioni: 1) Nell’Islam, ciò che conta veramente è la fede e l’impegno per la diffusione di essa. Se non avviene per servire questo principio, persino la costruzione di grandi e sfarzose moschee ha poco valore. La grande opera del profeta fu la costruzione di discepoli come Bilal e non l’edificazione di questa o quella moschea. 2) Coloro che sacrificano la propria vita per l’amore di Dio non sono paragonabili a coloro che donano la loro ricchezza per lo stesso motivo. Entrambe le azioni sono valorose, ma è più valorosa quella di colui che rischia la vita per il Signore. Per questo, nella società islamica, si deve fare un’attenzione particolare a coloro sono reduci della Jihad. Ed ora leggiamo i versetti 20,21 e 22:
    الَّذِينَ آمَنُوا وَهَاجَرُوا وَجَاهَدُوا فِي سَبِيلِ اللَّهِ بِأَمْوَالِهِمْ وَأَنْفُسِهِمْ أَعْظَمُ دَرَجَةً عِنْدَ اللَّهِ ۚ وَأُولَٰئِكَ هُمُ الْفَائِزُونَ
    Coloro che credono, che sono emigrati e che lottano sul sentiero di Allah con i loro beni e le loro vite, hanno i più alti gradi presso Allah. Essi sono i vincenti. (9:20)
    يُبَشِّرُهُمْ رَبُّهُمْ بِرَحْمَةٍ مِنْهُ وَرِضْوَانٍ وَجَنَّاتٍ لَهُمْ فِيهَا نَعِيمٌ مُقِيمٌ
    Il loro Signore annuncia loro la Sua misericordia e il Suo compiacimento e i Giardini in cui avranno delizia durevole. (9:21)
    خَالِدِينَ فِيهَا أَبَدًا ۚ إِنَّ اللَّهَ عِنْدَهُ أَجْرٌ عَظِيمٌ
    In cui rimarranno per sempre. Presso Allah c’è mercede immensa. (9:22)
    Questi tre versetti parlano dell’altissimo grado di coloro che per amore di Dio hanno rischiato la propria vita nella lotta armata e hanno lasciato casa e averi emigrando. Da questi versetti apprendiamo che: 1) Nella comunità dei fedeli, le persone devono essere giudicate in base ai criteri stabiliti dal Corano; per Dio, dice il testo sacro, sono più importanti le persone fedeli, le persone che sono pronte a rischiare la vita per Dio e le persone che sono pronte a migrare e a rinunciare a tutti i propri averi per lui. 2) Se desideriamo l’eterno piacere e l’eterna felicità, dobbiamo saper ignorare i piaceri effimeri di questa vita mondana.
    Davood Abbasi