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    Parte (282): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 23-27

    Parte (282): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 23-27
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    In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Abbiamo avviato la lettura del Corano dalla prima pagina di questo sacro testo ed oggi siamo giunti alla nona sura, la sura At-Tawba o del Pentimento. Abbiamo già letto parte di questa sura ed ora proseguiamo da dove eravamo rimasti e cioè dal versetto 23.
    يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا لَا تَتَّخِذُوا آبَاءَكُمْ وَإِخْوَانَكُمْ أَوْلِيَاءَ إِنِ اسْتَحَبُّوا الْكُفْرَ عَلَى الْإِيمَانِ ۚ وَمَنْ يَتَوَلَّهُمْ مِنْكُمْ فَأُولَٰئِكَ هُمُ الظَّالِمُونَ
    O voi che credete, non prendete per alleati i vostri padri e i vostri fratelli se preferiscono la miscredenza alla fede. Chi di voi li prenderà per alleati sarà tra gli ingiusti. (9;23)
    I versetti precedenti a questo invitavano i fedeli a migrare dalla loro terra e a combattere, se necessario, per difendere la causa di Dio. Questo versetto aggiunge che se persino un padre o un fratello è infedele e non è disposto a seguirci sulla via della giustizia, noi non dobbiamo lasciar stare per restare vicini a loro. In altre parole l’Islam da maggiore importanza al legame che ogni fedele ha con Dio e con il Suo messaggero che ai legami di parentela. Da questo versetto possiamo apprendere almeno due lezioni importanti: 1) Salvaguardare la propria religione è molto importante e secondo l’Islam in certe situazioni si è costretti a rinunciare a casa e famiglia per non passare tra le file degli ingiusti. 2) Il padre ha un diritto di Velayat ossia di Guida dei propri figli ma tale diritto è valido solo fino a quando un padre non si schiera contro la volontà del Signore.
    قُلْ إِنْ كَانَ آبَاؤُكُمْ وَأَبْنَاؤُكُمْ وَإِخْوَانُكُمْ وَأَزْوَاجُكُمْ وَعَشِيرَتُكُمْ وَأَمْوَالٌ اقْتَرَفْتُمُوهَا وَتِجَارَةٌ تَخْشَوْنَ كَسَادَهَا وَمَسَاكِنُ تَرْضَوْنَهَا أَحَبَّ إِلَيْكُمْ مِنَ اللَّهِ وَرَسُولِهِ وَجِهَادٍ فِي سَبِيلِهِ فَتَرَبَّصُوا حَتَّىٰ يَأْتِيَ اللَّهُ بِأَمْرِهِ ۗ وَاللَّهُ لَا يَهْدِي الْقَوْمَ الْفَاسِقِينَ
    Di’: “Se i vostri padri, i vostri figli, i vostri fratelli, le vostre mogli, la vostra tribù, i beni che vi procurate, il commercio di cui temete la rovina e le case che amate vi sono più cari di Allah e del Suo Messaggero e della lotta per la causa di Allah, aspettate allora che Allah renda noto il Suo decreto! Allah non guida il popolo degli empi”. (9:24)
    Questo versetto prosegue ed approfondisce il tema del versetto precedente. Invita i fedeli a riflettere tra se e se e capire quale sia più importante per loro: la famiglia e la ricchezza terrena oppure Dio, il Suo messaggero e la lotta per la Sua causa. Il versetto avverte che se il fedele si ritrova più attaccato alle cose mondane che a Dio, allora dovrà attendere un brutto destino in vita e nell’aldilà. Da questo versetto apprendiamo che: 1) Quando si deve scegliere tra l’obbedienza a Dio e l’obbedienza alle proprie voglie, la fede delle persone viene messa realmente alla prova. 2) Il benessere nella vita è necessario ma non va ottenuto a tutti i costi e a costo di perdere l’aldilà e la soddisfazione di Dio 3) Gli affetti famigliari ed i sentimenti umani sono secondo l’Islam un qualcosa di bellissimo e di utile per lo sviluppo spirituale dell’uomo ma non devono impedire che le persone si battano per le giuste cause. Ed ora il versetto 25 della sura At-Tawba o del Pentimento:
    لَقَدْ نَصَرَكُمُ اللَّهُ فِي مَوَاطِنَ كَثِيرَةٍ ۙ وَيَوْمَ حُنَيْنٍ ۙ إِذْ أَعْجَبَتْكُمْ كَثْرَتُكُمْ فَلَمْ تُغْنِ عَنْكُمْ شَيْئًا وَضَاقَتْ عَلَيْكُمُ الْأَرْضُ بِمَا رَحُبَتْ ثُمَّ وَلَّيْتُمْ مُدْبِرِينَ
    Certamente Allah vi ha soccorsi in molti luoghi, come nel giorno di Hunayn, quando eravate tronfi del vostro numero – ma non servì a nulla e la terra, per quanto vasta, vi sembrava angusta: volgeste le spalle e fuggiste. (9:25)
    Questo versetto ricorda ai fedeli gli aiuti e la generosità di Dio nei confronti dei musulmani degli albori in occasione della battaglia di Hunain, avvenuta nell’ottavo anno dell’egira. In quella occasione il profeta ed i fedeli si diressero verso Taif per respingere l’aggressione di un gruppo che da quella città si dirigeva verso i musulmani per aggredirli. In quella occasione i musulmani vennero però sorpresi dai nemici e molti fedeli scapparono per paura; il profeta li invitò a rimanere e a non avere paura; i musulmani così dopo essersi riorganizzati riuscirono a vincere gli aggressori. Il versetto dice che in quella occasione fu la Misericordia di Dio a far vincere i fedeli, come per incitare i credenti in tutte le ere a battersi per la causa di Dio e sperare nel suo appoggio. Da questo versetto apprendiamo che: 1) Il numero dei soldati nella guerra è un elemento di minore importanza. La fede e l’aiuto di Dio sono decisamente più importanti per le sorti della guerra. 2) Alcune volte il numero elevato di soldati crea falsa superbia in un esercito e lo rende vulnerabile. Non bisogna mai prendere in gran considerazione il numero dei propri soldati; bisogna sperare nell’aiuto e nell’appoggio del Signore Il resto della vicenda di Hunain è narrato dai versetti 26 e 27:
    ثُمَّ أَنْزَلَ اللَّهُ سَكِينَتَهُ عَلَىٰ رَسُولِهِ وَعَلَى الْمُؤْمِنِينَ وَأَنْزَلَ جُنُودًا لَمْ تَرَوْهَا وَعَذَّبَ الَّذِينَ كَفَرُوا ۚ وَذَٰلِكَ جَزَاءُ الْكَافِرِينَ
    Allora Allah fece scendere la Sua pace sul Suo Messaggero e sui credenti. Fece scendere armate che non vedeste e castigò i miscredenti. Questa è la mercede degli empi. (9:26)
    ثُمَّ يَتُوبُ اللَّهُ مِنْ بَعْدِ ذَٰلِكَ عَلَىٰ مَنْ يَشَاءُ ۗ وَاللَّهُ غَفُورٌ رَحِيمٌ
    Dopo di ciò, Allah accoglierà il pentimento di chi vuole. Allah è perdonatore, misericordioso. (9:27)
    I versetti raccontano che dopo la fuga di alcuni fedeli che ebbero paura di combattere, Dio inviò tra l’esercito dei musulmani degli angeli che assunsero le sembianze di uomini e combatterono per proteggere il profeta a fianco di coloro che erano stati coraggiosi ed erano rimasti. Inoltre i versetti ricordano che Dio fece scendere la pace sui cuori dei fedeli facendo tornare anche coloro che erano scappati. Come abbiamo detto in precedenza fuggire dalla guerra è nell’Islam un peccato mortale ma qui il Corano ricorda che chi a Hunain fuggì in un primo momento ma poi tornò a combattere verrà perdonato da Dio. Da questi versetti apprendiamo almeno due lezioni importanti: 1) La pace e la tranquillità e il buon morale sono elementi importanti per la vittoria in una guerra e si ottengono solo con l’autentica fede in Dio. 2) Le porte del Pentimento sono sempre aperte agli uomini e Dio ama coloro che si pentono.
    Davood Abbasi