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    Parte (283): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 28-30

    Parte (283): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 28-30
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    In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Anche oggi andiamo avanti con la lettura e la semplice interpretazione del Corano e come ricorderete stiamo leggendo la nona sura del testo sacro dell’Islam, la sura At-Tawba o del Pentimento. Leggiamo ora il versetto 28 che richiama l’attenzione del lettore su un’altra vicenda storica degli albori dell’Islam:
    يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا إِنَّمَا الْمُشْرِكُونَ نَجَسٌ فَلَا يَقْرَبُوا الْمَسْجِدَ الْحَرَامَ بَعْدَ عَامِهِمْ هَٰذَا ۚ وَإِنْ خِفْتُمْ عَيْلَةً فَسَوْفَ يُغْنِيكُمُ اللَّهُ مِنْ فَضْلِهِ إِنْ شَاءَ ۚ إِنَّ اللَّهَ عَلِيمٌ حَكِيمٌ
    O voi che credete, i politeisti sono impurità: non si avvicinino più alla Santa Moschea dopo quest’anno. E non temete la miseria, ché Allah, se vuole, vi arricchirà della Sua grazia. In verità Allah è sapiente, saggio. (9:28)
    Dopo la conquista della Mecca ad opera dei musulmani e senza spargimento di sangue e dopo che questi ripulirono la Kaaba, la sacra casa edificata nel passato da Abramo dagli idoli costruitivi dai pagani nel periodo successivo, i politeisti continuavano ad entrare nella Santa Moschea e ad effettuare la circumambulazione della Kaaba come facevano quando vi erano gli idoli. Nel nono anno dell’Egira però, come avete appreso, Dio ordinò di non fare entrare più i politeisti in quel luogo sacro e secondo i testi di storia fu l’Imam Alì (la pace sìa con lui) a riferire a tutti l’ordine giunto dal cielo. Era però naturale che i musulmani, a seguito di quell’ordine, avrebbero assistito ad una riduzione rilevante dei loro introiti perchè sarebbero diminuiti i pellegrini della casa, senza i politeisti provenienti dalle diverse zone dell’Arabia. Come avete sentito però Dio dice ai fedeli di non temere per questo e che Lui li arricchirà grazie alla sua misericordia. Da questo versetto possiamo imparare almeno due lezioni importanti: 1) La miscredenza è impurità e la vera purità si ottiene solo con la fede nell’unico Dio 2) Non bisogna temere la fame a seguito dell’interruzione degli scambi economici con i negatori di Dio. Dio ci aiuterà a provvedere in un’altra maniera ad ottenere ricchezza. In ogni caso, l’Islam raccomanda di non lasciarsi intimorire dalle pressioni economiche e di non voltare le spalle alla religione per questione di soldi. Ed ora passiamo alle lettura del versetto 29 della sura At-Tawba, del Pentimento:
    قَاتِلُوا الَّذِينَ لَا يُؤْمِنُونَ بِاللَّهِ وَلَا بِالْيَوْمِ الْآخِرِ وَلَا يُحَرِّمُونَ مَا حَرَّمَ اللَّهُ وَرَسُولُهُ وَلَا يَدِينُونَ دِينَ الْحَقِّ مِنَ الَّذِينَ أُوتُوا الْكِتَابَ حَتَّىٰ يُعْطُوا الْجِزْيَةَ عَنْ يَدٍ وَهُمْ صَاغِرُونَ
    Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati. (9:29)
    Se il versetto precedente spiegava il modo di comportarsi nei confronti dei negatori di Dio, qui viene esposta la legge da applicare nei confronti della Gente della Scrittura, ovvero coloro che hanno ricevuto tramite profeti divini le sacre Scritture prima dell’Islam, ovvero cristiani ed ebrei. Sin dagli albori dell’Islam, le comunità cristiane ed ebraiche presenti nel territorio islamico dovevano fare una scelta; o lasciare questi territori o accettare il dominio islamico su questi; in questo caso potevano vivere tranquilli e in pace insieme ai musulmani e dovevano solo pagare un esiguo tributo annuo detto Jizia. Questo tributo era così poco che secondo gli storici, alcuni gruppi cristiani che vivevano nell’Asia minore, negli anni in cui l’impero islamico si diffuse fino in queste regioni, lasciarono le zone romane per andare nelle terre islamiche, visto che la Jizia era minore delle tasse riscosse dai romani. Ad ogni modo, specie tra le comunità ebraiche, sin dagli albori dell’Islam, ci furono gruppi che cercarono di opporsi alla formazione della comunità islamica e ordirono anche pericolosi complotti persino contro il profeta. Per questo il Corano indica di combattere, se necessario, contro quei gruppi di Gente della Scrittura che risultano ostili ai musulmani. È degno di nota che nelle terre islamiche non erano solo i non-musulmani a pagare un tributo ed anche i musulmani avevano il dovere di pagare la Zakat, la decima. Regola che valeva per musulmani e non era il fatto che donne, bambini, poveri e schiavi erano esenti dai tributi. Da questo versetto apprendiamo almeno due concetti importanti. 1) Non importa se una persona si definisce musulmana, cristiana o ebrea; l’importante è vedere come si comporta; se si comporta male e non rispetta le leggi di Dio, di fatto non crede nell’ultimo giorno, nei profeti e nel Signore stesso. 2) Le minoranze religiose sono ben accolte nelle terre islamiche ma a condizione che non abbiano intenzione di rovesciare il governo islamico. Ed ora passiamo alla lettura del 30mo versetto della sura del Pentimento:
    وَقَالَتِ الْيَهُودُ عُزَيْرٌ ابْنُ اللَّهِ وَقَالَتِ النَّصَارَى الْمَسِيحُ ابْنُ اللَّهِ ۖ ذَٰلِكَ قَوْلُهُمْ بِأَفْوَاهِهِمْ ۖ يُضَاهِئُونَ قَوْلَ الَّذِينَ كَفَرُوا مِنْ قَبْلُ ۚ قَاتَلَهُمُ اللَّهُ ۚ أَنَّىٰ يُؤْفَكُونَ
    Dicono i giudei: “Esdra è figlio di Allah”; e i nazareni dicono: “Il Messia è figlio di Allah”. Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati! (9:30)
    Questo versetto cerca di mettere in evidenza alcuni concetti in cui credono cristiani ed ebrei che però non sono esatti secondo la fede islamica. Secondo l’Islam, Esdra, che resuscitò dopo 100 anni di morte e che viene citato dai testi sacri ebraici e Gesù(la pace sìa con loro), sono profeti e messaggeri del Signore ma non suoi figli! Nella visione islamica del mondo Dio è unico e non ha figli e chi attribuisce a lui figli dice cose simili a quelle dei politeisti dell’antichità. In questo versetto il Corano richiama la maledizione su coloro che attribuiscono figli all’unico Dio che non si riproduce e non fa figli alla pari degli uomini. Da questo versetto apprendiamo che: 1) Non bisogna mai esagerare approposito delle grandi personalità religiose e considerarle in un livello superiore a quello umano; anche i messaggeri di Dio erano esseri umani, ed anche se erano delle persone grandissime, è errato pensare che fossero figli di Dio. 2) Le superstizioni sono una grande minaccia per le religioni divine; purtroppo la Torah e il Vangelo nel corso dei secoli sono stati modificati ed aggiustati in base ai gusti del clero di queste due religioni e per questo oggi contengono nozioni che non sono parola di Dio e dei suoi profeti e che sono solo esito delle superstizioni umane. 3) La lotta contro le superstizioni è uno dei doveri importanti del clero di ogni religione che deve evitare l’inquinamento del messaggio divino con superstizioni e impressioni umane.
    Davood Abbasi