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    Parte (284): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 31-35

    Parte (284): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 31-35
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    In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso
    Se avete seguito questo programma ultimamente, saprete che abbiamo iniziato da diverse settimane la lettura della sura del Pentimento, in arabo at-Tawba. Siamo giunti al versetto 31 e come sempre dopo aver ascoltato la lettura in arabo inizieremo con la traduzione e l’interpretazione in italiano.
    اتَّخَذُوا أَحْبَارَهُمْ وَرُهْبَانَهُمْ أَرْبَابًا مِنْ دُونِ اللَّهِ وَالْمَسِيحَ ابْنَ مَرْيَمَ وَمَا أُمِرُوا إِلَّا لِيَعْبُدُوا إِلَٰهًا وَاحِدًا ۖ لَا إِلَٰهَ إِلَّا هُوَ ۚ سُبْحَانَهُ عَمَّا يُشْرِكُونَ
    Hanno preso i loro rabbini, i loro monaci e il Messia figlio di Maria, come signori all’infuori di Allah, quando non era stato loro ordinato se non di adorare un Dio unico. Non vi è dio all’infuori di Lui! Gloria a Lui, ben oltre ciò che Gli associano! (9:31)
    Nel versetto 31, che abbiamo appena letto, il versetto fa riferimento ad alcune caratteristiche delle fede cristiane; dice che i cristiani definiscono il Messia figlio di Maria figlio di Dio. Il versetto spiega che pure dopo il Messia, i cristiani si sono sottomessi ai loro capi spirituali ed ai loro ordini come se fossero stati dati dal Signore e questo secondo l’Islam è sbagliato, visto che che nulla è obbligatorio tranne l’obbedienza a Dio ed ai Suoi profeti. Qui comunque bisogna ricordare che l’esagerazione e le superstizioni e la personificazione della figura divina non è un qualcosa che si sia venuta a formare solo nella cristianità; anche i religiosi islamici hanno sempre messo in guardia i fedeli da tale pericolo. I profeti e gli uomini prescelti da Dio possono raggiungere gradi elevati ma sono pur sempre esseri creati da Dio e non possono essere considerati alla pari del Signore stesso. Da questo versetto apprendiamo che: 1) Non bisogna mai trasformare in un idolo e in un dio un essere umano. Adorare una persona va contro le fondamenta del monoteismo. 2) Solo Dio ha il diritto di istituire leggi per regolare la vita degli esseri che ha creato. Per questo chiunque accetti leggi chiaramente contrarie a quelle comunicateci da Dio tramite i suoi messaggeri, non può considerarsi fedele. Ma ora passiamo al versetto 32:
    يُرِيدُونَ أَنْ يُطْفِئُوا نُورَ اللَّهِ بِأَفْوَاهِهِمْ وَيَأْبَى اللَّهُ إِلَّا أَنْ يُتِمَّ نُورَهُ وَلَوْ كَرِهَ الْكَافِرُونَ
    Vorrebbero spegnere la luce di Allah con le loro bocche, ma Allah non intende che perfezionare la Sua luce, anche se ciò dispiace ai miscredenti. (9:32)
    Per comprendere il senso del versetto dobbiamo anticipare un breve premessa. Nel corso della storia diversi gruppi, ed in particolare i dittatori e i governanti ingiusti che non potevano tollerare ed accettare la parola di giustizia della religione, hanno cercato di eliminare gli inviati del Signore sulla terra e di far dimenticare alla gente la loro parola ed il loro modo di vivere. Come dimostra però la storia, il nome, il ricordo e la dottrina dei profeti è rimasta viva mentre oggi non rimane nulla di quei governanti ingiusti; anzi molte volte sono pure maledetti dalla gente. Questo versetto riassume in poche e significative parole questo andamento della storia, esito del volere del Signore. Spiega che certa gente vorrebbe spegnere la luce di Dio nei cuori con le sue parole e le sue azioni; come se si trattasse di una candela che si spegne con il soffio emesso da una bocca; la verità è che la luce di Dio non si spegne e che al contrario acquisisce sempre più splendore. Da questo versetto apprendiamo che: 1) I nemici della religione hanno sempre cercato di offuscare il volto di questa usando la lingua e cioè usando la propaganda e le falsità. 2) I nemici della religione e della giustizia da essa portata devon sapere che ogni loro sforzo, grande o piccolo che sia, è condannato alla sconfitta. Ma ora il versetto 33 della sura at-Tawba o del Pentimento:
    هُوَ الَّذِي أَرْسَلَ رَسُولَهُ بِالْهُدَىٰ وَدِينِ الْحَقِّ لِيُظْهِرَهُ عَلَى الدِّينِ كُلِّهِ وَلَوْ كَرِهَ الْمُشْرِكُونَ
    Egli è Colui Che ha inviato il Suo Messaggero con la guida e la Religione della verità, onde farla prevalere su ogni altra religione, anche se ciò dispiace agli associatori. (9:33)
    Proseguendo il discorso del versetto precedente il numero 33 ricorda che al contrario del volere dei nemici della religione di Dio, questa non solo non verrà sconfitta ma alla fine abbraccerà tutti gli uomini e tutta la terra eliminando tutte le altre dottrine fasulle. In base alla affermazioni tramandate dal profeta dell’Islam, sarà proprio uno dei suoi discendenti, il 12mo Imam, al-Mahdi(che Dio affretti la sua venuta) che guiderà la rivoluzione universale contro l’ingiustizia ed il male e con una grande lotta, riuscirà ad eliminare una volta per sempre il male dalla terra. Dopo quella vittoria finale, non ci sarà società in cui non sia l’Islam a guidare i cuori. Da questo versetto apprendiamo che: 1) La base e l’essenza delle religioni divine è la verità e la giustizia; tutte le religioni divine in origine sono giuste e sacre, il problema è che alcune di esse, oggi, sono state modificate almeno in parte dalla mano umana. 2) Nella nostra vita dobbiamo cercare di coordinare il nostro cammino con la volontà e le leggi divine; altrimenti non avremo un destino felice. Ma ora passiamo alla lettura dei versetti 34 e 35:
    يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا إِنَّ كَثِيرًا مِنَ الْأَحْبَارِ وَالرُّهْبَانِ لَيَأْكُلُونَ أَمْوَالَ النَّاسِ بِالْبَاطِلِ وَيَصُدُّونَ عَنْ سَبِيلِ اللَّهِ ۗ وَالَّذِينَ يَكْنِزُونَ الذَّهَبَ وَالْفِضَّةَ وَلَا يُنْفِقُونَهَا فِي سَبِيلِ اللَّهِ فَبَشِّرْهُمْ بِعَذَابٍ أَلِيمٍ
    O voi che credete, molti dottori e monaci divorano i beni altrui, senza diritto alcuno, e distolgono dalla causa di Allah. Annuncia a coloro che accumulano l’oro e l’argento e non spendono per la causa di Allah un doloroso castigo. (9:34)
    يَوْمَ يُحْمَىٰ عَلَيْهَا فِي نَارِ جَهَنَّمَ فَتُكْوَىٰ بِهَا جِبَاهُهُمْ وَجُنُوبُهُمْ وَظُهُورُهُمْ ۖ هَٰذَا مَا كَنَزْتُمْ لِأَنْفُسِكُمْ فَذُوقُوا مَا كُنْتُمْ تَكْنِزُونَ
    Nel Giorno in cui queste ricchezze saranno rese incandescenti dal fuoco dell’Inferno e ne saranno marchiate le loro fronti, i loro fianchi e le loro spalle: “Questo è ciò che accumulavate? Gustate dunque quello che avete accumulato!”. (9:35)
    Nei versetti precedenti abbiamo visto che il Corano spiegava che nella comunità dei cristiani e degli ebrei c’erano persone che erano cecamente devote dinanzi ai capi spirituali e questa devozione arrivava persino fino alla divinizzazione dei capi religiosi. Qui il Corano dice che purtroppo tra questi capi religiosi ci sono anche persone che hanno smarrito la giusta via e che si sono lasciate trasportare dalla corruzione e dal peccato; capi spirituali che fanno uso personale dell’oro e dell’argento che la gente dona loro per fiducia, affinchè vengano usati per l’aiuto ai bisognosi. Il versetto 35 spiega che per coloro che agiscono in questo modo il castigo nell’aldilà sarà doloroso; le monete e i denari d’oro e d’argento, nell’inferno, verranno resi incandescenti e verranno posti sulla fronte, i fianchi e le spalle di coloro che accumulavano questi soldi ma non erano disposti a donarli ai loro simili bisognosi. Secondo gli interpreti islamici, questo castigo vuole forse rappresentare il fatto che nella vita mondana, quando un bisognoso assiste al benessere di un ricco che però non divide con lui la sua felicità, soffre ed è come se il suo cuore venisse bruciato da quella disuguaglianza. Riflettendo su questi due versetti possiamo trarre almeno tre conclusioni. 1) La corruzione economica è uno dei pericoli che minaccia i capi spirituali di ogni religione e fede. Infatti i fedeli reputano i capi spirituali come persone sicure per la gestione degli aiuti ai bisognosi. 2) Anche se qualcuno ha già pagato la decima e la Zakat, se nella sua società ci sono lo stesso persone bisognose, non è giusto che accumuli denaro e ricchezza. 3) Quello che l’uomo incontra nel Giorno del Giudizio, la premiazione o il castigo, è un qualcosa di proporzionale alle sue azioni in vita. Il Corano dice che il castigo di coloro che accumulavan oro sarà oro incandescente.
    Davood Abbasi