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    Parte (286): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 40-42

    Parte (286): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 40-42
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    In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Andiamo avanti con la lettura dei versetti del sacro Corano. Come saprete siamo intenti alla lettura della nona sura, la sura detta At-Tawba o del Pentimento. Ascoltiamo subito il versetto numero 40:
    إِلَّا تَنْصُرُوهُ فَقَدْ نَصَرَهُ اللَّهُ إِذْ أَخْرَجَهُ الَّذِينَ كَفَرُوا ثَانِيَ اثْنَيْنِ إِذْ هُمَا فِي الْغَارِ إِذْ يَقُولُ لِصَاحِبِهِ لَا تَحْزَنْ إِنَّ اللَّهَ مَعَنَا ۖ فَأَنْزَلَ اللَّهُ سَكِينَتَهُ عَلَيْهِ وَأَيَّدَهُ بِجُنُودٍ لَمْ تَرَوْهَا وَجَعَلَ كَلِمَةَ الَّذِينَ كَفَرُوا السُّفْلَىٰ ۗ وَكَلِمَةُ اللَّهِ هِيَ الْعُلْيَا ۗ وَاللَّهُ عَزِيزٌ حَكِيمٌ
    Se voi non lo aiutate, Allah lo ha già soccorso il giorno in cui i miscredenti l’avevano bandito, lui, il secondo di due, quando erano nella caverna e diceva al suo compagno: “Non ti affliggere, Allah è con noi”. Poi, Allah fece scendere su di lui la Sua pace, lo sostenne con truppe che voi non vedeste, e rese infima la parola dei miscredenti, mentre la Parola di Allah è la più alta. Allah è eccelso, saggio. (9:40)
    Questo versetto fa riferimento ad una delle famose vicende della vita del profeta dell’Islam(Pace e Benedizione si di lui). Quando i capi pagani della Mecca non riuscirono a fermare la diffusione della fede islamica tra la gente, pensarono di assassinare il messaggero del Signore. Avevano paura della vendetta della sua tribù e dei suoi sostenitori e per questo presero una decisione malignamente ingegnosa; riunirono 40 persone, una per ogni tribù, e incaricarono queste 40 dell’assassinio del profeta. In questo modo erano tranquilli sul dopo ed erano certi che la tribù del profeta non sarebbe potuta entrare in guerra con 40 tribù e perciò si sarebbe rassegnata ad accettare la sua morte. Il profeta dell’Islam, però, venne informato dal Signore di quel piano satanico e perciò prima che arrivi la sera in cui il suo assassinio era stato programmato, lasciò casa sua e diede inizio alla storica egira verso Medina. Per non far comprendere l’assenza del profeta ai sicari che avevano circondato sin dal mattino la casa attendendo il calare della notte, il cugino ed il successore del profeta l’Imam Alì (la pace sìa con lui) aveva indossato le vesti del profeta e si era coricato nel suo letto. Quando i sicari si riversarono nella casa del Messaggero di Dio trovarono Alì e dopo aver appreso della sua migrazione cercarono di trovarlo inseguendolo nel deserto che conduceva a Medina. Lì, secondo la storia, il profeta che era accompagnato da Abu Bakr si rifugiò in una caverna. I miscredenti arrivarono persino fino alle porte di queste ma per miracolo un ragno aveva tessuto un fitta ragnatela sulla porta di essa; e così pensarono che nessuno fosse entrato di recente nella grotta e non la perlustrarono. Questo versetto ricorda questa vicenda e continuando a biasimare coloro che non erano disposti ad accompagnare il profeta nella battaglia di Tabuk, dice loro che se non saranno loro ad aiutare il messaggero, Dio sarà benissimo in grado di farlo da solo, come aveva fatto anche in precedenza ed in occasione dell’egira. Da questo versetto apprendiamo che: 1) La permanenza dell’Islam non dipende dai fedeli ma da Dio. Allah manterrà viva per sempre la religione. Se i fedeli si battono per la causa di Allah e per la religione rendono un favore a se stessi ma non certo a Dio. 2) La pace e la tranquillità è un dono divino e non può essere comprato con i soldi. 3) La volontà di Dio avrà sempre la supremazia su ogni altra cosa e i complotti dei miscredenti e dei nemici della religione alla fine verranno sempre sconfitti. Ma ora passiamo alla lettura del versetto 41:
    انْفِرُوا خِفَافًا وَثِقَالًا وَجَاهِدُوا بِأَمْوَالِكُمْ وَأَنْفُسِكُمْ فِي سَبِيلِ اللَّهِ ۚ ذَٰلِكُمْ خَيْرٌ لَكُمْ إِنْ كُنْتُمْ تَعْلَمُونَ
    Leggeri o pesanti, lanciatevi nella missione e lottate con i vostri beni e le vostre vite. Questo è meglio per voi, se lo sapeste! (9:41)
    Se ricordate la puntata precedente abbiamo detto che questa parte dei versetti coranici parlava della battaglia di Tabuk e del fatto che molti musulmani, per via delle difficoltà che comportava la partecipazione a questa azione difensiva, non erano disposti ad arruolarsi nell’esercito. Questo versetto incoraggia nuovamente i fedeli ad assolvere al loro dovere di partecipare alla sacra difesa e a loro ricorda che devono sacrificare le loro vite e le loro ricchezze per la difesa della comunità; che questo sia facile o difficile. In più l’ordine di arruolarsi nell’esercito, in quelle circostanze difficili di cui vi abbiamo parlato la puntata scorsa, era sicuramente una prova per mettere in mostra la vera fede di alcuni e quella traballante di altri. Da questo versetto apprendiamo che: 1) Alcune volte tutta la gente è costretta a fare sacrifici per poter difendere la comunità dalle aggressioni straniere; in questi casi non è sufficiente evidentemente l’azione delle forze militari regolari. 2) La Jihad deve essere accompagnata pure dalla donazione di denaro e dalla raccolta di fondi. Sta infatti ai fedeli finanziare la difesa e le operazioni militari difensive. Ed ora passiamo al versetto 42:
    لَوْ كَانَ عَرَضًا قَرِيبًا وَسَفَرًا قَاصِدًا لَاتَّبَعُوكَ وَلَٰكِنْ بَعُدَتْ عَلَيْهِمُ الشُّقَّةُ ۚ وَسَيَحْلِفُونَ بِاللَّهِ لَوِ اسْتَطَعْنَا لَخَرَجْنَا مَعَكُمْ يُهْلِكُونَ أَنْفُسَهُمْ وَاللَّهُ يَعْلَمُ إِنَّهُمْ لَكَاذِبُونَ
    Se fosse stato un bottino immediato e un viaggio breve, ti avrebbero seguìto; ma la distanza parve loro eccessiva. E allora si misero a giurare [in nome di Allah]: “Se avessimo potuto saremmo venuti con voi”. Si perdono da loro stessi, ma Allah sa perfettamente che sono dei bugiardi. (9:42)
    Questo versetto narra praticamente quello che succedeva prima della spedizione per la battaglia di Tabuk. Falsi fedeli, che non volevano accompagnare il profeta per la difficoltà del percorso, e che secondo il Corano lo avrebbero accompagnato se si fosse trattato di un percorso facile e ci fosse stato in ballo un bottino sicuro e facile da ottenere, arrivavano addirittura a giurare Dio falsamente e a dire che non erano in grado di partire per la battaglia. Il versetto dice al profeta che questa gente non riuscirà certo a ingannare il Signore visto che Egli è al corrente di ciò che pensano. In pratica gli unici a venire ingannati e rimetterci sono loro stessi. Da questo versetto possiamo trarre alcune conclusioni importanti. 1) La Jihad è una prova per i fedeli e il loro credo. 2) Accettare responsabilità facili e piene di interesse economico non è certo un grande merito. Sono le responsabilità difficili che plasmano le grandi personalità. 3) Le conseguenze della fuga dalla Jihad sono terribili e colpiscono i fedeli anche in questa stessa vita e non solo nell’altra.
    Davood Abbasi