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    Parte (288): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 48-51

    Parte (288): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 48-51
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    In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Siamo intenti alla lettura della nona sura del Corano, la sura At-Tawba o del Pentimento. Da questa abbiamo appreso nelle ultime settimane le vicende inerenti ad un’altro passo della storia dell’Islam, ovvero la spedizione di Tabuk. A chi non ci avesse seguiti raccontiamo un breve riassunto. Nel nono anno dell’egira il profeta dopo aver appreso di un probabile attacco dei bizantini alle terre islamiche invitò i fedeli a prepararsi a partire per Tabuk, la zona più settentrionale della penisola araba per prevenire l’offensiva romana. Era estate, il tragitto era lungo e molti musulmani cercarono di presentar scuse per non partecipare alla sacra difesa. Il Corano, negli ultimi versetti che abbiamo letto, biasimava coloro che si comportavano in questo modo e li incoraggiava ad assolvere al loro dovere religioso. Ora leggiamo il seguito nella sura At-Tawba partendo dal versetto 43.
    عَفَا اللَّهُ عَنْكَ لِمَ أَذِنْتَ لَهُمْ حَتَّىٰ يَتَبَيَّنَ لَكَ الَّذِينَ صَدَقُوا وَتَعْلَمَ الْكَاذِبِينَ
    Che Allah ti perdoni: perché li hai dispensati [dal combattere], prima che tu potessi distinguere chi diceva il vero e chi era bugiardo? (9:43)
    In questo versetto Dio si rivolge al profeta e quasi quasi lo rimprovera per aver dato a coloro che presentavano scuse per non poter partecipare il permesso di non venire. In altre parole, i musulmani che non volevano andare col profeta si recavano da lui e dopo aver citato una scusa inventata, chiedevano a lui di permettere loro di non partecipare; il profeta li lasciava pure andare e qui in questo versetto ciò viene rimproverato al profeta. Nei versetti seguenti vedremo che però nemmeno Dio voleva che quella gente svogliata partecipasse alla sacra difesa e questo richiamo, secondo gli interpreti, è per mettere in evidenza il fatto che Dio sapeva benissimo che i fedeli non partecipavano per debolezza di fede e non perchè non potevano farlo veramente. Da questo versetto possiamo prendere almeno due lezioni importanti. La prima è che l’ira di Dio è accompagnata dal suo perdono. Nel senso che Egli mette in guardia e rimprovera ma poi sa anche perdonare. La seconda lezione è che quando si tratta di mettere a rischio la propria vita, i veri fedeli si distinguono dagli impostori e dagli ipocriti. Ma ora leggiamo i versetti 44 e 45:
    لَا يَسْتَأْذِنُكَ الَّذِينَ يُؤْمِنُونَ بِاللَّهِ وَالْيَوْمِ الْآخِرِ أَنْ يُجَاهِدُوا بِأَمْوَالِهِمْ وَأَنْفُسِهِمْ ۗ وَاللَّهُ عَلِيمٌ بِالْمُتَّقِينَ
    Coloro che credono in Allah e nell’Ultimo Giorno non ti chiedono dispensa, quando si tratta di lottare con i loro beni e le loro vite. Allah conosce coloro che [Lo] temono. (9:44)
    إِنَّمَا يَسْتَأْذِنُكَ الَّذِينَ لَا يُؤْمِنُونَ بِاللَّهِ وَالْيَوْمِ الْآخِرِ وَارْتَابَتْ قُلُوبُهُمْ فَهُمْ فِي رَيْبِهِمْ يَتَرَدَّدُونَ
    Soltanto coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno ti chiedono dispensa: i loro cuori sono dubbiosi e restano sospesi nei loro dubbi. (9:45)
    Come avete appreso i due versetti dicono che i veri fedeli non temono mai di perdere la vita per la causa di Dio e per questo mai e in nessuna condizione chiedono al profeta di essere autorizzati a non combattere; al contrario degli ipocriti che agiscono in questo modo e che non credono veramente in Dio e nel Giorno del Giudizio. Da questi due versetti apprendiamo intanto che la presenza nella sacra difesa è un segno della vera fede e del timore che si ha di Dio. C’è gente che si isola e si ritira dalla vita quotidiana per dimostrare la sua vera devozione; la vera devozione la si vede quanto si tratta di battersi per la causa di Dio e non nei conventi e nei monasteri. La perplessità e la riflessione sulle questioni importanti è un qualcosa di valido e positivo; quello che è pericoloso è rimanere permanentemente nel dubbio, un qualcosa che crea una situazione di smarrimento e non ha altre conseguenze. Ma ora leggiamo il versetto numero 46:
    وَلَوْ أَرَادُوا الْخُرُوجَ لَأَعَدُّوا لَهُ عُدَّةً وَلَٰكِنْ كَرِهَ اللَّهُ انْبِعَاثَهُمْ فَثَبَّطَهُمْ وَقِيلَ اقْعُدُوا مَعَ الْقَاعِدِينَ
    Se avessero voluto, si sarebbero ben preparati a partire; ma Allah ha disdegnato la loro partenza: li ha impigriti. Venne detto loro: “Statevene in compagnia di quelli che rimangono [a casa]”. (9:46)
    Il versetto dice che gli ipocriti non si erano preparati per la difesa e per questo Dio non volle la loro partenza per la difesa; per tale motivo il profeta diede loro l’autorizzazione a non venire pur sapendo che le loro erano solo scuse per sottrarsi al dovere. Di fatto Dio vuole dire che questa gente, per la sua debolezza e vigliaccheria, venne penalizzata da Dio che non le diede l’opportunità di andare insieme agli altri. Questa gente, dice il versetto, rimase con donne, bambini e malati nelle case. Da questo versetto apprendiamo che: 1) La Jihad è un bene ed un dono divino e per questo partecipare a questa non è fortuna che capiti a tutti. 2) Non basta avere solo la volontà di fare qualcosa, bisogna pure prepararsi per farla. Per questo si dice che i preparativi di un’azione obbligatoria sono di per se obbligatori. Ed ora il versetto 47:
    لَوْ خَرَجُوا فِيكُمْ مَا زَادُوكُمْ إِلَّا خَبَالًا وَلَأَوْضَعُوا خِلَالَكُمْ يَبْغُونَكُمُ الْفِتْنَةَ وَفِيكُمْ سَمَّاعُونَ لَهُمْ ۗ وَاللَّهُ عَلِيمٌ بِالظَّالِمِينَ
    Se fossero usciti con voi, vi avrebbero solo danneggiato, correndo qua e là e seminando zizzania, ché certo tra voi avrebbero trovato chi li avrebbe ascoltati. Ma Allah ben conosce gli ingiusti. (9:47)
    Qui il versetto parla dell’effetto che avrebbero avuto gli ipocriti se fossero partiti insieme ai veri fedeli per la battaglia. Avrebbero solo diffuso discordia e divergenze, dice il Corano e perciò la loro assenza è stata un bene voluto da Dio. Il versetto conferma pure che persino tra i fedeli ci sarebbero stati coloro che si sarebbero lasciati influenzare dalle loro parole. L’altro inconveniente che questa gente avrebbe potuto creare era quello di fare la spia a favore dei nemici. Da questo versetto possiamo trarre conclusioni importanti. La prima è che nelle battaglie l’importante è avere uomini meritevoli e sinceri; almeno questo è più importante del numero degli uomini. Secondo, bisogna sempre stare attenti a coloro che nella società islamica cercano di creare divergenze e dispute tra i fedeli.
    Davood Abbasi