Fonti Islamiche

    1. home

    2. article

    3. Parte (289): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 52-55

    Parte (289): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 52-55

    Parte (289): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 52-55
    Rate this post
    In nome di Dio, il clemento, il Misericordioso. Andiamo avanti con la lettura della nona sura del sacro testo islamico, la sura At Tawba, del pentimento e dedlla Disapprovazione. Negli ultimi versetti letti il sacro testo si riferiva agli ipocriti che si erano rifiutati di partecipare alla spedizione di Tabuk per difendere la comunita’ islamica da un eventuale attacco bizantino. Ecco ora il seguito del discorso nel versetto 52:
    قُلْ هَلْ تَرَبَّصُونَ بِنَا إِلَّا إِحْدَى الْحُسْنَيَيْنِ ۖ وَنَحْنُ نَتَرَبَّصُ بِكُمْ أَنْ يُصِيبَكُمُ اللَّهُ بِعَذَابٍ مِنْ عِنْدِهِ أَوْ بِأَيْدِينَا ۖ فَتَرَبَّصُوا إِنَّا مَعَكُمْ مُتَرَبِّصُونَ
    Di’:”cosa vi aspettate, se non le due cose migliori?Quello che invece ci aspettiamo per voi e’ che Allah vi colpisca con un castigo, da parte sua o tramite nostro. Aspettate, e anche noi aspetteremo con voi”. (9:52)
    Qui sono i fedeli, quelli che erano partiti per Tabuk a rivolgersi agli ipocriti che non li avevano accompagnati. A loro viene detto che per i veri fedeli, coloro che sono partiti per difendere la comunita’, Dio riservera’ una delle due migliore cose, e cioe’ la vittoria oppure il martirio. Per questo il vero fedele sara’ trionfatore in ogni caso. Per i codardi e coloro che si sono astenuti dalla sacra difesa, la vita terrena e mondana sara’ priva di felicita’ e pace; in questa vita o sara’ Dio stesso a punirli, o cio’ avverra’ sempre per volere di Dio ma tramite la mano dei veri fedeli. Da questo versetto apprendiamo almeno due concetti. 1) Il vero fedele e’ invincibile. Se il fedele cerca di compiere il suo dovere trionfera’ in ogni caso, qualunque sia l’esito della sua azione. 2)Per i veri fedeli vivere o morire e’ di minore importanza; quello che importa e’ stare dalla giusta e non passare dalla parte del torto. Ma ora leggiamo il versetto 53:
    قُلْ أَنْفِقُوا طَوْعًا أَوْ كَرْهًا لَنْ يُتَقَبَّلَ مِنْكُمْ ۖ إِنَّكُمْ كُنْتُمْ قَوْمًا فَاسِقِينَ
    Di’:”Che facciate l’elemosina volentieri o malincuore, non sara’ mai accetteta, che’ siete gente perversa”. (9:53)
    Dando di nuovo uno sguardo ai testi storici possiamo comprendere il senso di questo versetto. Alcuni dei musulmani dal credo debole, che non volevano assolutamente partire per difendere la comunita’ da un eventuale aggressione bizantina, cercarono di rimediare a loro modo contribuendo finanziariamente alla spedizione. Qui il Corano chiarisce che le loro donazione non varranno come buone azioni perche’ loro hanno mancato all’adempimento del dovere piu’ importante, la difesa. E poi il Corano spiega che non si sa nemmeno che queste vostre donazioni vengono fatte con soddisfazione e sincerita’; e’ propabile infatti che siano state fatte per via delle condizioni sociali ma non per l’amore del cielo. Questo versetto ci insegna che in primo luogo anche se si tratta di opere buone, non bisogna accettare l’aiuto e il contributo di qualsiasi persona; devono venire accettare le donazioni economiche delle persone per bene. L’altra conclusione e’ che la sincerita’ delle azioni e la purezza di queste e’ la condizione della loro accettazione al cospetto di Dio e chi fa qualcosa per ipocrisia non puo’ pretendere di essere premiato nell’aldia’. Ma ora passiamo al versetto 54:
    وَمَا مَنَعَهُمْ أَنْ تُقْبَلَ مِنْهُمْ نَفَقَاتُهُمْ إِلَّا أَنَّهُمْ كَفَرُوا بِاللَّهِ وَبِرَسُولِهِ وَلَا يَأْتُونَ الصَّلَاةَ إِلَّا وَهُمْ كُسَالَىٰ وَلَا يُنْفِقُونَ إِلَّا وَهُمْ كَارِهُونَ
    Nulla impedisce che le loro elemosine siano accettate, eccetto il fatto che non credono in Allah e nel suo Messaggero, che non vengono alla preghiera se non di malvoglia, che non danno l’elemosina se non quando sono costretti. (9:54)
    Questo versetto continua a spiegare il motivo per cui gli aiuti economici fatti dagli ipocriti alla spedizione di Tabuk non erano considerati buona azione al cospetto di Dio. Il versetto 54 spiega che sotto il profilo della fede, gli ipocriti sono affetti da una sorta di miscredenza; non hanno vera fede in Dio e nel Suo messaggero e i doveri regligiosi vengono praticati da loro senza alcun entusiasmo e senza vera devozione. Pregano e fanno l’elemosina con riluttanza. Da questo versetto apprendiamo che: 1)Persino una buona azione non e’ veramente tale, se non viene effettuata con fede e credo. Ogni buona azione deve avere come obbietivo la soddisfazione del volere di Dio. 2)Bisogno stare attenti a non farsi prendere da quelli che sono indicati come i segnali dell’ipocrisia e della miscredenza. Pregare con svogliatezza e fare l’elemosina a malincuore. Ed ora leggiamo il versetto 55:
    فَلَا تُعْجِبْكَ أَمْوَالُهُمْ وَلَا أَوْلَادُهُمْ ۚ إِنَّمَا يُرِيدُ اللَّهُ لِيُعَذِّبَهُمْ بِهَا فِي الْحَيَاةِ الدُّنْيَا وَتَزْهَقَ أَنْفُسُهُمْ وَهُمْ كَافِرُونَ
    Non ti stupiscano i loro beni e i loro figli. Allah con quelli vuole castigarli in questa vita terrena e far si che periscano pensosamente nella miscredenza. (9:55)
    Questo versetto parla della situazione mondana degli ipocriti e spiega che questa gente di solito ha piu’ ricchezza e piu’ figli dei fedeli ma cio’ spiega il Corano, non deve stupire i fedeli. Tutto cio’ sara’ per loro motivo di sofferenza e una sorta di castigo e non certo un piacere. Quelli che non credono veramente, hanno una dipendenza forte da questa vita e dalle sue ricchezze e nel momento della morte si credono persi; questa loro sfiduccia nei confronti di Dio li fa morire proprio da miscredenti e cio’ procurera’ loro una cattiva sorte nell’aldila’. Dalla riflessioni su questo versetto possiamo trarre almeno tre conclusioni. 1) Molte volte le ricchezze e gli averi mondani sono strumento di torture e motivo di sofferenza e non un bene come potrebbero sembrare. 2)La morte non e’ la fine. E’ solo la monentanea partenza dello spirito dal corpo; spirito che tornera’ in esso nel Giorno della Resurrezione. 3) Se vogliamo valutare una persona non dobbiamo considerate solo i suoi averi ma dobbiamo tenere presente anche il destino a cui va incontro.
    Davood Abbasi