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    Parte (291): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 61-65

    Parte (291): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 61-65
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     In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Andiamo avanti con la lettura della nona sura del sacro Corano, la sura at-Tawba o del Pentimento. Leggiamo da dove eravamo giunti e cioè dal versetto 61:
    وَمِنْهُمُ الَّذِينَ يُؤْذُونَ النَّبِيَّ وَيَقُولُونَ هُوَ أُذُنٌ ۚ قُلْ أُذُنُ خَيْرٍ لَكُمْ يُؤْمِنُ بِاللَّهِ وَيُؤْمِنُ لِلْمُؤْمِنِينَ وَرَحْمَةٌ لِلَّذِينَ آمَنُوا مِنْكُمْ ۚ وَالَّذِينَ يُؤْذُونَ رَسُولَ اللَّهِ لَهُمْ عَذَابٌ أَلِيمٌ
    Tra loro ci sono quelli che dileggiano il Profeta e dicono: “È tutto orecchi”. Di’: “È tutto orecchi per il vostro bene, crede in Allah e ha fiducia nei credenti, ed è una [testimonianza di] misericordia per coloro, fra voi, che credono. Quelli che tormentano il Messaggero di Allah, avranno doloroso castigo”. (9:61)
    Nelle puntate precedenti avete appreso che la sura del Pentimento parla degli ipocriti e del loro comportamento ingiusto nei confronti dei fedeli e persino del profeta. Nel versetto 61 il Corano rivela che gli ipocriti del tempo del profeta lo prendevano in giro e in sua assenza lo definivano un credulone ed un ingenuo. Questo perchè il profeta non interrompeva mai il discorso di un’altra persona e stava ad ascoltare sempre e con pazienza qualsiasi cosa. Dio risponde alle prese in giro degli ipocriti e a loro dice che ciò che loro reputano un difetto del profeta è invece un suo grande punto di forza; il fatto che lui sia disposto ad ascoltare tutti è la via giusta perchè lui possa portare il messaggio divino a tutti. Certo lui da importanza diversa alle parole che sente, ma il fatto che lui sia modesto e disponibile a parlare con tutti, è un suo pregio ed un simbolo dell’amore di Dio nei confronti di tutti gli esseri umani. Da questo versetto possiamo trarre conclusioni valide anche per le società islamiche di oggi. La prima conclusione è che in una società i responsabili ed i leaders devono avere la pazienza e la capacità di dare ascolto alla voce del popolo; e per popolo intendiamo tutta la gente e non solo una parte di esso. La seconda conclusione è più individuale ed educativa. Quando qualcuno parla dobbiamo cercare di dimostrare la massima attenzione nei suoi confronti e non interromperlo. Fare in modo che di noi venga detto: “Quel tale è tutto orecchi”. Ma ora passiamo alla lettura dei versetti 62 e 63:
    يَحْلِفُونَ بِاللَّهِ لَكُمْ لِيُرْضُوكُمْ وَاللَّهُ وَرَسُولُهُ أَحَقُّ أَنْ يُرْضُوهُ إِنْ كَانُوا مُؤْمِنِينَ
    Giurano [in nome di] Allah per compiacervi; ma se sono credenti, [sappiano] che Allah e il Suo Messaggero hanno maggior diritto di essere compiaciuti. (9:62)
    أَلَمْ يَعْلَمُوا أَنَّهُ مَنْ يُحَادِدِ اللَّهَ وَرَسُولَهُ فَأَنَّ لَهُ نَارَ جَهَنَّمَ خَالِدًا فِيهَا ۚ ذَٰلِكَ الْخِزْيُ الْعَظِيمُ
    Non sanno, dunque, che chi si oppone ad Allah e al Suo Messaggero, avrà come dimora eterna il fuoco dell’Inferno? Ecco l’abominio immenso. (9:63)
    Questi versetti fanno riferimento ad una delle caratteristiche delle persone ipocrite e superficiali e dicono che queste persone cercano sempre di comportarsi in modo da attirare l’attenzione della gente e renderla soddisfatta; ciò per ottenere notorietà tra la gente. Gli ipocriti sono persino disposti a giurare per far credere alla gente le loro bugie e creare per se una buona figura difronte agli altri. Gli ipocriti, purtroppo, pensano solo a se e non temono nemmeno l’opposizione ai leader divini e per questo, quando possono, si sottraggono pure ai doveri sociali e religiosi. Questo versetto suggerisce almeno due concetti importanti. 1) Approfittarsi della benevolenza e della fede delle persone è uno dei metodi normalmente impiegati dagli ipocriti. 2) Per il vero fedele ciò che conta è la soddisfazione di Dio; per l’ipocrita ciò che conta è quello che dice la gente. Ed ora passiamo alla lettura del versetto 64:
    يَحْذَرُ الْمُنَافِقُونَ أَنْ تُنَزَّلَ عَلَيْهِمْ سُورَةٌ تُنَبِّئُهُمْ بِمَا فِي قُلُوبِهِمْ ۚ قُلِ اسْتَهْزِئُوا إِنَّ اللَّهَ مُخْرِجٌ مَا تَحْذَرُونَ
    Gli ipocriti temono che venga rivelata una sura che sveli quello che c’è nei loro cuori. Di’: “Schernite pure! Allah paleserà quello che temete [venga reso noto]”. (9:64)
    Consultando i testi storici e le maggiori interpretazioni del Corano, apprendiamo che questo versetto fa riferimento ad un’altra delle vicende specifiche della vita del profeta. Al ritorno dalla spedizione di Tabuk, alcuni ipocriti tra le file dei musulmani decisero di far arrabbiare il cammello del profeta mentre egli era su di questo e causare quindi la probabile morte del messaggero di Dio. Il Signore però informò il profeta del loro piano. In più il versetto fa cenno al fatto che come dicono i testi storici, gli ipocriti nella spedizione di Tabuk, condotta nel nono anno dell’egira per difendersi da un’aggressione bizantina, prendevano in giro il profeta ed i musulmani e dicevano che non avrebbero mai potuto resistere alla forza dei romani. Sono due le conclusioni che intendiano citare per questo versetto. La prima è che Dio nasconde sempre i peccati e i difetti degli uomini, ma nel caso degli ipocriti rivela sempre le loro malefatte e fa sì che il loro vero volto venga conosciuto da tutti. La seconda conclusione è che la presa in giro è sempre una delle azioni riprovevoli con cui gli ipocriti cercano di colpire i fedeli ed i credenti autentici. Gli ipocriti, infatti, non possono competere con i ragionamenti saggi e precisi dei veri fedeli e per questo usano questo strumento pe rifarsi. Ed ora leggiamo il versetto 65:
    وَلَئِنْ سَأَلْتَهُمْ لَيَقُولُنَّ إِنَّمَا كُنَّا نَخُوضُ وَنَلْعَبُ ۚ قُلْ أَبِاللَّهِ وَآيَاتِهِ وَرَسُولِهِ كُنْتُمْ تَسْتَهْزِئُونَ
    Se li interpellassi ti direbbero: “Erano solo chiacchiere e scherzi!”. Di’: “Volete schernire Allah, i Suoi segni e il Suo Messaggero?”. (9:65)
    Qui il versetto dice che se agli ipocriti venisse chiesto perchè si prendano gioco dei fedeli, si difendrebbero dicendo di non essere ostili ai fedeli ma di voler solo scherzare e ridere. Il Signore però rimprovera questa gente e chiede se il messaggero e i segni di Dio siano cose da prendere in giro. Come conclusione possiamo appunto dire che in base al Corano non è acettabile scherzare con la religione e le sacralità. Apprendiamo che ciò viene considerato da Dio un gran peccato.
    Davood Abbasi