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    3. Parte (299): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 100-103

    Parte (299): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 100-103

    Parte (299): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 100-103
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    Oggi infatti inizieremo con la lettura del 100mo versetto di questa sura che ha in tutto 129 versetti. Se ci avete seguiti ultimamente saprete che la sura riporta in prevalenza i richiami e i moniti del Signore nei confronti degli ipocriti e cioè i Munafeqin, coloro che dichiarano di avere accettatto la fede ma che in cuor proprio non credono. Molti versetti della sura sono legati ad una vicenda della storia islamica, la spedizione di Tabuk nel nono anno dell’egira; i musulmani dovevano partire da Medina e raggiungere Tabuk, all’estremita nord-occidentale dell’Arabia per difendersi da una aggressione bizantina ma in quelle circostanze molti uomini, credenti solo in apparenza, non volevano partire per svogliatezza e secondo il Corano, proprio questo dimostra che non credevano veramente e che erano ipocriti. Ma dopo avervi introdotti nell’atmosfera generale della sura passiamo al centesimo versetto:

    وَالسَّابِقُونَ الْأَوَّلُونَ مِنَ الْمُهَاجِرِينَ وَالْأَنْصَارِ وَالَّذِينَ اتَّبَعُوهُمْ بِإِحْسَانٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمْ وَرَضُوا عَنْهُ وَأَعَدَّ لَهُمْ جَنَّاتٍ تَجْرِي تَحْتَهَا الْأَنْهَارُ خَالِدِينَ فِيهَا أَبَدًا ۚ ذَٰلِكَ الْفَوْزُ الْعَظِيمُ

    Allah Si è compiaciuto dell’avanguardia degli Emigrati e degli Ausiliari e di coloro che li hanno seguiti fedelmente, ed essi sono compiaciuti di Lui. Per loro ha preparato Giardini in cui scorrono i ruscelli dove rimarranno in perpetuo. Questo è il successo immenso. (9:100)

    Per comprendere il versetto dobbiamo spiegarvi che alla base della prima comunità islamica della storia vi erano due gruppi principali; il primo gruppo era quello dei Muhajerin o degli Emigrati; con questo termine si indica i musulmani che avevano abbracciato la fede a Mecca e che per sfuggire alle persecuzioni lasciò la propria casa e i propri averi migrando a Medina, dove venne formata la prima comunità islamica. A Medina, però, la gente che accettò l’Islam e formò nella propria città la prima comunità e diede alloggio ed ospitalità ai fratelli ed alle sorelle provenienti da Mecca viene detta Ansar, Amici o Ausiliari. Questo versetto che segue a quelli che criticavano gli ipocriti, spiega che Dio è però soddisfatto delle azioni dei fedeli, gli Emigranti e gli Ausiliari e i primi musulmani; la prima donna musulmana, lo ricordiamo, fu la nobile consorte del profeta, Khadija. Lei impiegò tutta la sua ricchezza per l’Islam e sostenne questa religiose a costo di perdere la sua posizione elevata nella società. Perse la vita mentre i musulmani erano sotto assedio. Il primo uomo ad accettare l’Islam fu Ali figlio di Abitaleb, il cugino del profeta che nella sua vita diede il maggiore contributo all’Islam. Egli ad esempio dormì nel letto del profeta per far pensare ai sicari che volevano uccidere il profeta che egli fosse in casa; in questo modo diede al profeta la possibilità di emigrare a Medina. Da questo versetto apprendiamo che: 1) Coloro che svolgono per primi una buona azione oltre al premio per l’azione stessa vengono premiati da Dio anche per essere stati i primi ad avere agito in tale senso. Anche nelle società umane si devono rispettare i pionieri di ogni azione benefica. 2) Dimostrare sforzo e zelare per poter compiere le buone azioni è molto amato dal Signore che premia abbondantemente simili comportamenti. Il versetto 101 ricorda:

    وَمِمَّنْ حَوْلَكُمْ مِنَ الْأَعْرَابِ مُنَافِقُونَ ۖ وَمِنْ أَهْلِ الْمَدِينَةِ ۖ مَرَدُوا عَلَى النِّفَاقِ لَا تَعْلَمُهُمْ ۖ نَحْنُ نَعْلَمُهُمْ ۚ سَنُعَذِّبُهُمْ مَرَّتَيْنِ ثُمَّ يُرَدُّونَ إِلَىٰ عَذَابٍ عَظِيمٍ

    Tra i beduini che vi stanno attorno, ci sono degli ipocriti, come del resto tra gli abitanti di Medina. Essi perseverano nell’ipocrisia. Tu non li conosci, Noi li conosciamo. Due volte li castigheremo e poi saranno avviati verso un castigo terribile. (9:101)

    Qui la sura torna a parlare dei miscredenti ed al profeta ricorda che tra i musulmani di Medina e coloro che vivono allo stato nomade nei dintorni della città ci sono persone che dichiarano di essere fedeli ma che nel cuore non lo sono. Il versetto afferma che il profeta e i credenti non sanno chi siano questi ipocriti ma Dio lo sa e presto questa gente verrà castigata sia in questa che nell’altra vita. Il versetto, se avrete ascoltato con attenzione, dice che in questa vita verranno puniti per due volte. Secondo gli interpreti il primo castigo sarà la vergogna dinanzi alla gente quando tutti sapranno che questa gente non credeva veramente e diceva di credere solo per mostrarsi buona. Il secondo castigo sarà quando morirà, perchè gli ipocriti e i miscredenti hanno una morte dolorosa e piena di sofferenza. Su questo da spiegazioni anche il versetto 50 della sura Anfal, che abbiamo letto in precedenza in questo stesso programma. Il versetto ci suggerisce almeno due conclusioni. 1) L’ipocrisia ha le sue fasi e i suoi livelli. Alle volte è superficiale ma altre volte è profonda e naturalmente pericolosa. Più l’ipocrisia entra nell’anima umana, più mette a rischio il destino della persona. 2) Non è giusto sospettare ingiustamente del prossimo ma non guasta stare attenti e ricordarsi che tra i fedeli si nascono gli ipocriti. Ed ora passiamo al versetto 102: وَآخَرُونَ اعْتَرَفُوا بِذُنُوبِهِمْ خَلَطُوا عَمَلًا صَالِحًا وَآخَرَ سَيِّئًا عَسَى اللَّهُ أَنْ يَتُوبَ عَلَيْهِمْ ۚ إِنَّ اللَّهَ غَفُورٌ رَحِيمٌ

    Altri riconoscono i loro peccati, mescolando opere buone e cattive. Forse Allah accoglierà il loro pentimento. Allah è perdonatore, misericordioso. (9:102)

    Secondo i testi storici, alcuni musulmani che non avevano partecipato alla spedizione di Tabuk per via del loro attaccamento alle ricchezze mondane, dopo il ritorno dei musulmani si pentirono realmente e chiesero veramente perdono a Dio. Queste persone si incatenarono alla colonna della moschea dove pregava il profeta e dissero che non avrebbero mai lasciato quello stato se Dio non li avesse perdonati. Erano sinceri nella loro parola e per questo Dio li perdonò e il profeta andò di persona a liberarli. Da questo versetto apprendiamo che: 1) Quando consideriamo le nostre azioni non dobbiamo solo tenere conto delle nostre buone azioni. Dobbiamo anche pensare al rimedio dei nostri peccati e delle nostre debolezze 2) Il Pentimento è la via per ricevere la Misericordia di Dio e Dio stesso invita i peccatori a pentirsi e a chiedere perdono. Dio è il più Misericordioso ed il Migliore tra i Perdonatori. Ed ora passiamo al versetto numero 103:

    خُذْ مِنْ أَمْوَالِهِمْ صَدَقَةً تُطَهِّرُهُمْ وَتُزَكِّيهِمْ بِهَا وَصَلِّ عَلَيْهِمْ ۖ إِنَّ صَلَاتَكَ سَكَنٌ لَهُمْ ۗ وَاللَّهُ سَمِيعٌ عَلِيمٌ

    Preleva sui loro beni un’elemosina, tramite la quale, li purifichi e li mondi e prega per loro. Le tue preghiere saranno un sollievo per loro. Allah tutto ascolta e conosce. (9:103)

    L’Islam non è solo la religione della preghiera e dell’orazione; per il musulmano occuparsi della situazione dei poveri e dei bisognosi della società è un dovere e non un qualcosa di facoltativo. I musulmani quando acquistano particolari beni o traggono particolari tipi di profitto devono pagarne una parte esigua in elemosina che ciò viene detto Zakat. Oltre questa imposta obbligatoria, c’è anche l’invito a fare l’elemosina in più. In più il fedele ogni anno, è obbligato a pagare ai poveri un quinto dei beni e delle ricchezze che ha in più rispetto a ciò che gli serve di necessario per vivere; questa somma viene della Khoms. In questo versetto si parla della Zakat e del fatto che il pagamento di questa purifica gli animi e ripulisci i cuori dei credenti dall’egoismo; nel versetto poi si apprende che il profeta pregava per la beatitudine di coloro che pagavano tale somma. Da questo versetto possiamo trarre due conclusioni: 1) Il pagamento della Zakat è dimostrazione della fede sincera; per questo viene detta Sadaqa, parola che proviene dall’arabo Sedq, verità. 2) Dobbiamo incoraggiare gli altri a compiere buone azioni, come il profeta che pregava per chi pagava la sua Zakat.

    Davood Abbasi