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    Parte (301): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 108-112

    Parte (301): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 108-112
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    Se ci avete seguiti ultimamente saprete che ormai da mesi abbiamo avviato la lettura della nona sura del Corano, la sura del Pentimento o della disapprovazione, in arabo At-Tawba. L’ultimo versetto che abbiamo letto di questa sura era il 107 ed abbiamo detto che questo faceva riferimento ad uno degli eventi della vita del profeta. In pratica abbiamo detto che gli ipocriti di Medina, coloro che non credevano ma si fingevano tali per non essere boicottati dalla società, avevano costruito una moschea ed avevano chiesto al profeta di venire a pregare in essa. Loro volevano usare quel luogo come luogo di riunione segreta per complottare contro i fedeli ma facendovi pregare il profeta volevano che ciò rimanesse segreto e che il luogo, all’apparenza, apparisse un luogo di culto. Come abbiamo appreso la scorsa settimana il versetto 107 di questa sura metteva al corrente il profeta del complotto che si nascondeva dietro a quella moschea. Ma ora leggiamo il seguito nel Corano nel versetto 108. Come sempre ascolteremo prima l’arabo e poi vi sarà la traduzione in italiano.
    لَا تَقُمْ فِيهِ أَبَدًا ۚ لَمَسْجِدٌ أُسِّسَ عَلَى التَّقْوَىٰ مِنْ أَوَّلِ يَوْمٍ أَحَقُّ أَنْ تَقُومَ فِيهِ ۚ فِيهِ رِجَالٌ يُحِبُّونَ أَنْ يَتَطَهَّرُوا ۚ وَاللَّهُ يُحِبُّ الْمُطَّهِّرِينَ
    Non pregarvi mai. La moschea fondata sulla devozione sin dal primo giorno è più degna delle tue preghiere. In essa vi sono uomini che amano purificarsi e Allah ama coloro che si purificano. (9:108)
    Il versetto ordina al profeta di non pregare nella Moschea costruita dagli ipocriti con loschi obbiettivi e spiega invece che la preghiera, in quanto sacra, va effettuata in una Moschea costruita veramente per amore di Dio, dove sono presenti uomini che amano purificarsi e proprio per questa loro voglia di purificazione sono amati da Dio. Secondo gli interpreti la Moschea idonea alla preghiera indicata è quella di Ghoba, la prima che il profeta edificò a Medina. Questo versetto ci suggerisce almeno due conclusioni importanti: La prima è che nell’Islam la vita politica non è divisa dalla vita religiosa. La Moschea era il centro della vita spirituale ma anche di quella politica. Per questo persino pregare in una moschea guidata da traditori e ipocriti è vietato dalla religione. La seconda conclusione è che in base al versetto il valore di una moschea sta nella purezza e nella devozione di coloro che la frequentano e non nella sua bellezza esteriore. Ma ora leggiamo i versetti 109 e 110:
    أَفَمَنْ أَسَّسَ بُنْيَانَهُ عَلَىٰ تَقْوَىٰ مِنَ اللَّهِ وَرِضْوَانٍ خَيْرٌ أَمْ مَنْ أَسَّسَ بُنْيَانَهُ عَلَىٰ شَفَا جُرُفٍ هَارٍ فَانْهَارَ بِهِ فِي نَارِ جَهَنَّمَ ۗ وَاللَّهُ لَا يَهْدِي الْقَوْمَ الظَّالِمِينَ
    Chi ha posto le fondamenta della moschea sul timor di Allah per compiacerLo, non è forse migliore di chi ha posto le sue fondamenta su di un lembo di terra instabile e franosa, che la fa precipitare insieme con lui nel fuoco dell’Inferno? Allah non guida gli ingiusti. (9:109)
    لَا يَزَالُ بُنْيَانُهُمُ الَّذِي بَنَوْا رِيبَةً فِي قُلُوبِهِمْ إِلَّا أَنْ تَقَطَّعَ قُلُوبُهُمْ ۗ وَاللَّهُ عَلِيمٌ حَكِيمٌ
    L’edificio che hanno costruito non smetterà di essere un’inquietudine nei loro cuori, finché i loro cuori saranno strappati. Allah è sapiente, saggio. (9:110)
    Nel primo dei due versetti viene effettuato un paragone tra i costruttori della Moschea di Ghoba e quelli della Moschea di Zerar. Viene detto che non importa l’apparenza della Moschea da loro costruita ma importa con quale intenzione l’abbiano fatto; nel caso di Ghoba, si tratta della prima Moschea della storia, che il profeta ed i suoi discepoli costruirono per l’adorazione di Dio. Nel caso della Moschea di Zerar, come abbiamo detto, gli ipocriti della società di Medina la costruirono come luogo di riunione per complottare contro i veri fedeli. Il Corano con questo esempio di fatto vuole insegnarci una regola generale: è molto importante l’intenzione che sta dietro alle nostre azioni ed è questa intenzione che da valore a queste. Per fare un esempio, è possibile che qualcuno costruisca un ospedale ed aiuti anche molto la gente, ma non lo faccia per amor del cielo ma per mettersi in mostra; in un caso simile l’Islam non considera tale azione una buona azione. In più tale azione può persino procurare danno a questa persona; ad esempio può renderla superba e farla allontanare dalla fede e da Dio. Per questo il versetto 109 dice che la Moschea di Zerar, che non è stata costruita con buone intenzioni è simile ad una casa costruita su un terreno franoso, che quindi non ha stabilità. Il versetto 110, dice che la Moschea di Zerar procurerà danno ai suoi costruttori in perpetuo, a meno che si pentano o che la loro vita venga interrotta dalla morte. Da questa nostra riflessione possiamo trarre due conclusioni: 1) Il valore delle buone azioni dipende dall’intenzione con cui le abbiamo compiute e non dall’apparenza stessa delle azioni. 2) È anche possibile che i costruttori di una Moschea vadano all’inferno. È possibile se questi costruttori abbiano costruito l’edificio non per Dio ma per se stessi e per mettersi in mostra! Ed ora il versetto 111:
    إِنَّ اللَّهَ اشْتَرَىٰ مِنَ الْمُؤْمِنِينَ أَنْفُسَهُمْ وَأَمْوَالَهُمْ بِأَنَّ لَهُمُ الْجَنَّةَ ۚ يُقَاتِلُونَ فِي سَبِيلِ اللَّهِ فَيَقْتُلُونَ وَيُقْتَلُونَ ۖ وَعْدًا عَلَيْهِ حَقًّا فِي التَّوْرَاةِ وَالْإِنْجِيلِ وَالْقُرْآنِ ۚ وَمَنْ أَوْفَىٰ بِعَهْدِهِ مِنَ اللَّهِ ۚ فَاسْتَبْشِرُوا بِبَيْعِكُمُ الَّذِي بَايَعْتُمْ بِهِ ۚ وَذَٰلِكَ هُوَ الْفَوْزُ الْعَظِيمُ
    Allah ha comprato dai credenti le loro persone e i loro beni [dando] in cambio il Giardino, [poiché] combattono sul sentiero di Allah, uccidono e sono uccisi. Promessa autentica per Lui vincolante, presente nella Torâh, nel Vangelo e nel Corano. Chi, più di Allah, rispetta i patti? Rallegratevi del baratto che avete fatto. Questo è il successo più grande. (9:111)
    Nel gergo coranico la vita mondana è un mercato e gli uomini sono venditori di anime. Il grande cliente è Dio ed è lui che compra queste anime e le paga con il suo paradiso. Gli uomini più fortunati sono coloro che vendono la merce chiamata “vita” a Dio e cioè la dedicano ad Egli ed in cambio ricevono il paradiso. Una delle vie indicate dal Corano per ottenere il paradiso è la Jihad; la Jihad attraverso la propria esistenza e la Jihad usando i propri averi. La parola Jihad ha un significato molto esteso e non solo lotta armata; basilarmente significa darsi da fare, impegnarsi per realizzare ciò che è volere di Dio. Bisogna notare che il vero fedele, quando nella vita si muove per ottenere la soddisfazione di Dio non può mai essere sconfitto. Se ha successo nella vita ebbene sarà premiato pure nell’aldilà; se invece seguire le leggi della religione non lo porta ad un destino felice nella vita, la sua vittoria sarà eterna nell’aldilà. Quindi in ogni caso sarà il trionfo ad attendere tale persona. Ed ora passiamo al versetto 112:
    التَّائِبُونَ الْعَابِدُونَ الْحَامِدُونَ السَّائِحُونَ الرَّاكِعُونَ السَّاجِدُونَ الْآمِرُونَ بِالْمَعْرُوفِ وَالنَّاهُونَ عَنِ الْمُنْكَرِ وَالْحَافِظُونَ لِحُدُودِ اللَّهِ ۗ وَبَشِّرِ الْمُؤْمِنِينَ
    [Lo avranno] coloro che si pentono, che adorano, che lodano, che digiunano, che si inchinano, che si prosternano, che raccomandano le buone consuetudini e proibiscono ciò che è riprovevole, coloro che si attengono ai limiti di Allah. Dai la buona novella ai credenti. (9:112)
    Questo versetto da maggiori spiegazioni riguardo ai fedeli che effettuano la Jihad e ce li raffigura così: si pentono, adorano Dio, Lo lodano, digiunano, si inchinano e si prosternano nella preghiera, raccomandano le buone consuetudini e distolgono da ciò che è riprovevole. Con questi 9 aggettivi il Corano vuole far comprendere che la questione della Jihad non è solo quella della lotta armata. La Jihad contro il nemico esterno, la guerra santa, viene detta Jihad Asghar, ovvero Jihad minore. La Jihad Akbar o maggiore è quella contro le voglie, le passioni, l’anima bassa ed è in questa che i fedeli devono impegnarsi maggiormente per acquisire le virtù morali e raggiungere la beatitudine ed il paradiso.
    Davood Abbasi