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    Parte (304): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 123-126

    Parte (304): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 123-126
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    Passiamo subito alla lettura del versetto numero 123. Come sempre ascolterete prima la recitazione in arabo mentre in seguito passeremo alla traduzione ed all’interpretazione in italiano.
    يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا قَاتِلُوا الَّذِينَ يَلُونَكُمْ مِنَ الْكُفَّارِ وَلْيَجِدُوا فِيكُمْ غِلْظَةً ۚ وَاعْلَمُوا أَنَّ اللَّهَ مَعَ الْمُتَّقِينَ
    O voi che credete, combattete i miscredenti che vi stanno attorno, che trovino durezza in voi. Sappiate che Allah è con i timorati. (9:123)
    Nella Jihad e nella lotta armata contro i nemici un principio è molto importante e quello è di essere fermi e risoluti. Certo non bisogna fraintendere e prendere “alla lettera” il versetto; non si sta ordinando di maltrattare i nemici o i prigionieri di guerra perchè questo è lontano dall’Islam e da qualsiasi altra religione ma si invita i fedeli ad essere fermi nel combattere contro i nemici che minacciano la loro sopravvivenza e quella della comunità dei credenti. Da questo versetto possiamo trarre almeno due conclusioni degne di essere citate. 1) Secondo la visione coranica, il vero fedele è colui che teme Dio, che rispetta le leggi del Signore ma è anche colui che è pronto ad opporsi con coraggio e determinazione ai nemici della società e agli aggressori. 2) Coraggio e fermezza sono caratteristiche dell’autentico fedele. Il credente vero e proprio non può essere codardo e non può scendere a compromessi sugli ideali in cui crede. Il versetto 124 fa nuovamente riferimento al periodo di vita del profeta dell’Islam. Vediamo di cosa parla.
    وَإِذَا مَا أُنْزِلَتْ سُورَةٌ فَمِنْهُمْ مَنْ يَقُولُ أَيُّكُمْ زَادَتْهُ هَٰذِهِ إِيمَانًا ۚ فَأَمَّا الَّذِينَ آمَنُوا فَزَادَتْهُمْ إِيمَانًا وَهُمْ يَسْتَبْشِرُونَ
    Quando viene fatta scendere una sura, alcuni di loro dicono: “A chi di voi [questa sura] ha fatto accrescere la fede?”. Quanto a coloro che credono, essa accresce la loro fede ed essi se ne rallegrano. (9:124)
    Ogni volta che l’Arcangelo Gabriele ispirava al profeta dell’Islam una nuova sura del Corano, gli ipocriti e i miscredenti per scoraggiare i fedeli dicevano subito che quel versetto non serviva a nulla e non aveva fatto crescere la fede a nessuno. Loro dicevano questo mentre coloro che avevano sinceramente accettato la fede venivano rallegrati realmente da ogni singolo versetto che rafforzava nel loro cuore il credo e la devozione. Ed allora queste sono le conclusioni che possiamo trarre: 1) Il Corano è lo strumento giusto per poter distinguere il vero credente dal fedele impostore. 2) Ascoltare e fare attenzione ai contenuti dei versetti del Corano accresce la fede e il credo delle persone e le rallegra e le rassicura. Il versetto 125 prosegue:
    وَأَمَّا الَّذِينَ فِي قُلُوبِهِمْ مَرَضٌ فَزَادَتْهُمْ رِجْسًا إِلَىٰ رِجْسِهِمْ وَمَاتُوا وَهُمْ كَافِرُونَ
    Quanto a coloro che hanno una malattia nel cuore, essa aggiunge sozzura a sozzura e muoiono nella miscredenza. (9:125)
    Il Corano rivela anche quale fosse l’effetto che ogni nuovo versetto avesse sui miscredenti e sugli ipocriti dell’era del profeta. Come abbiamo appreso ad ogni nuovo versetto loro lo definivano privo di senso e valore e così facevano accrescevano il peso dei loro peccati. Per questo motivo il versetto dice che ogni versetto ispirato al profeta li faceva sprofondare di più nel peccato e nella disgrazia e li rendeva nemici sempre più acerrimi della religione. Ed allora possiamo trarre queste due conclusioni. 1) Le malattie dello spirito sono come quelle del corpo. Se non si fa qualcosa per curarle si sviluppano e si diffondono e domani potrebbe essere troppo tardi per poterle fermare. 2) La miscredenza e l’ipocrisia in ambito religioso sono due stati d’animo molto pericolosi che il Corano invita ad evitare più volte. Ed ora il versetto 126:
    أَوَلاَ يَرَوْنَ أَنَّهُمْ يُفْتَنُونَ فِي كُلِّ عَامٍ مَّرَّةً أَوْ مَرَّتَيْنِ ثُمَّ لاَ يَتُوبُونَ وَلاَ هُمْ يَذَّكَّرُونَ
    Non si accorgono che ogni anno sono tentati una o due volte, quindi non si pentono e non si ricordano! (9:126)
    Come abbiamo detto molte volte Dio ha la tradizione di mettere alla prova gli uomini con fatti dolci ed amari nel mezzo in cui gli uomini dimostrano il loro vero cuore e la loro vera capacità. Ma uno degli obbiettivi delle prove del Signore è quello di risvegliare le persone dal torpore e di indurle al Pentimento ed alla richiesta di Perdono per i loro peccati. Il versetto qui dice che i rinnegatori della religione vengono messi alla prova almeno una o due volte all’anno ma non si accorgono mai dei loro errori e non si pentono. Da questo versetto apprendiamo che: 1) Un segno dei rinnegatori della religione e delle persone veramente smarrite è che non trovano la via giusta nemmeno quando vengono colpiti da grosse disgrazie che in pratica sono le prove del Signore. 2) Tutti gli uomini vengono messi alla prova; donne, uomini, grandi, piccini e non c’è limite di tempo o luogo. Dobbiamo ricordarcelo.
    Davood Abbasi