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    3. Parte (305): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 127-129

    Parte (305): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 127-129

    Parte (305): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 127-129
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    In nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso.Cari amici oggi concluderemo la lettura della nona sura del Corano, la sura At-Tawba o del Pentimento. Eravamo giunti al versetto 127:
    وَإِذَا مَا أُنْزِلَتْ سُورَةٌ نَظَرَ بَعْضُهُمْ إِلَىٰ بَعْضٍ هَلْ يَرَاكُمْ مِنْ أَحَدٍ ثُمَّ انْصَرَفُوا ۚ صَرَفَ اللَّهُ قُلُوبَهُمْ بِأَنَّهُمْ قَوْمٌ لَا يَفْقَهُونَ
    Quando scende una sura, si guardano tra loro [e dicono]: “Forse che qualcuno vi vede?” e poi si allontanano. Allontani Allah i cuori loro, ché in verità sono un popolo che non capisce. (9:127)
    Questo versetto è l’ultimo di questa sura che parla degli ipocriti. Sempre parlando del loro comportamento durante il periodo di vita del profeta dell’Islam, il versetto spiega che al momento dell’ispirazione di un versetto da parte dell’Arcangelo Gabriele al profeta dell’Islam, lasciavano di nascosto il gruppo radunatosi attorno al profeta per via del sentimento di disprezzo che provavano nei confronti dei credenti e della religione. Facendo ciò però si chiedevano se qualcuno li avesse visti o meno mentre andavano. Il Corano riprendendo questa immagine da quel tempo ci fa di fatto rivivere quella situazione e ci fa comprendere come fossere veramente false quelle persone. Soffermandosi ancor meglio sulle parole del versetto possiamo trarre due conclusioni. 1) Allontanarsi e sfuggire ai segni dell’esistenza e della benevolenza di Dio è segno della malattia dei cuori. 2) Questa malattia del cuore lo rende ceco nel senso che poco alla volta impedisce all’uomo di comprendere la verità. Ma ora leggiamo il versetto 128:
    لَقَدْ جَاءَكُمْ رَسُولٌ مِنْ أَنْفُسِكُمْ عَزِيزٌ عَلَيْهِ مَا عَنِتُّمْ حَرِيصٌ عَلَيْكُمْ بِالْمُؤْمِنِينَ رَءُوفٌ رَحِيمٌ
    Ora vi è giunto un Messaggero scelto tra voi; gli è gravosa la pena che soffrite, brama il vostro bene, è dolce e misericordioso verso i credenti. (9:128)
    Questo versetto descrive il profeta dell’Islam, e in particolare cita per lui 4 caratteristiche. La sua prima caratteristica è che un essere umano, scelto proprio tra la gente comune; non è un nobile, un re, un condottiero, ma una persona comune che si siede e parla con tutti. L’altra sua grande peculiarità è il fatto che conosce i problemi della gente e si sente partecipe nel dolore del prossimo. La terza caratteristica del profeta è che è pronto ad ogni sforzo per la guida della gente. L’ultima sua caratteristica è che ama molto il prossimo ed è dolce nei confronti della gente. È come un padre affettuoso e vuole bene agli altri come se fossero suoi figli. Da questo versetto possiamo trarre almeno due conclusioni: 1) I leader della comunità islamica devono essere amici della gente comune ed essere vicini a loro nei momenti di difficoltà e bisogno. 2) Avere buoni rapporti con la gente ed essere affettuosi e benevoli sono i requisiti necessari per un buon religioso che vuole diffondere con la sua parola il messaggio dell’Islam.
    فَإِنْ تَوَلَّوْا فَقُلْ حَسْبِيَ اللَّهُ لَا إِلَٰهَ إِلَّا هُوَ ۖ عَلَيْهِ تَوَكَّلْتُ ۖ وَهُوَ رَبُّ الْعَرْشِ الْعَظِيمِ
    Se poi volgono le spalle, di’: “Mi basta Allah. Non c’è altro dio all’infuori di Lui. A Lui mi affido. Egli è il Signore del Trono immenso”. (9:129)
    L’ultimo versetto della sura del Pentimento da conforto al profeta e a tutti i credenti dopo che in tutta la sura sono state citate le azioni riprovevoli dei miscredenti e degli ipocriti. Il versetto dice al profeta, ai fedeli del suo tempo e a quelli di tutte le ere di non scoraggiarsi per il comportamento di certa gente e di ricordarsi che il loro Patrono è Allah, il Dio Unico ed Onnipotente, Padrone delle terre e dei cieli e Colui che non ha eguali. Bisogna affidarsi ad Egli che è il più potente e che più di chiunque vuole bene a noi esseri umani. L’Imam Hussein(la pace sìa con lui) nella preghiera di Arafa dice: “O Allah! Chi non ha Te, cos’ha? E chi ha Te, cos’è che non ha?” Persino se tutta la gente in una comunità volgono le spalle alla religione, ciò non certo danni a Dio. Se tutti si voltano al sole, il sole non riceve danno e gli unici a rimetterci sono coloro che si sono privati della sua luce. Da questo versetto possiamo apprendere che: 1) La grande quantità delle persone infedeli non deve creare dubbi nella nostra mente riguardo alla religione. 2) Affidarsi a Dio è il segreto per poter superare i problemi e resistere dinanzi alle avversità.
    Davood Abbasi