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    3. Parte (306): sura Yunus (Giona), versetti 1-4

    Parte (306): sura Yunus (Giona), versetti 1-4

    Parte (306): sura Yunus (Giona), versetti 1-4
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    بِسْمِ اللَّهِ الرَّحْمَٰنِ الرَّحِيمِ
    In nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso.
    Cari amici oggi inizia la lettura di un’altra sura del Corano, la sacra Scrittura della religione islamica, ispirata al profeta dell’Islàm durante la sua nobile vita dall’Arcangelo Gabriele. La decima sura del Corano si chiama Yunus (Giona) e prende nome, come avrete indovinato, dal nome dell’omonimo profeta citato nel versetto La sura che ha in tutto 109 versetti è meccana, ovvero è stata rivelata per la maggiorparte nella città di Mecca e pertanto prima della storica egira del profeta da Mecca a Medina. Yûnus, profeta di Allah, visse nell’VIII secolo avanti Cristo. Ricevette dal suo Signore l’ordine di andare a Ninive (Mossul, nell’attuale Iraq), per annunciare l’imminenza del castigo di Allah sulla città. Yûnus, tentò vanamente di sfuggire all’ordine di Allah, imbarcandosi su una nave che andava nella direzione opposta. Allah (gloria a Lui l’Altissimo) scatenò una terribile tempesta e Yûnus, che confessò di esserne la causa, finì gettato in mare dove fu inghiottito da un grosso pesce (è noto anche con il nome di Dhul-nun: l’uomo della balena). In quel ventre buio ebbe modo di essere rischiarato dalla luce del pentimento e l’Altissimo (gloria a Lui) lo salvò ordinando al pesce di rigettarlo su una spiaggia. Partì allora verso Ninive e, giuntovi, annunciò il castigo di Allah per la miscredenza degli abitanti. Tutta la città prestò fede alle sue parole e il Corano ci informa che il caso della città di Ninive fu l’unico in cui ebbe luogo una contrizione totale e repentina, talmente sincera che Allah perdonò i suoi abitanti e fermò il castigo che stava giungendo. Ma ora dopo avervi dato un’idea generale sul profeta iniziamo la lettura vera e propria della sura. Ecco il primo ed il secondo versetto:
    الر ۚ تِلْكَ آيَاتُ الْكِتَابِ الْحَكِيمِ
    Alif, Lâm, Râ. Questi sono i versetti del Libro saggio. (10:1)
    أَكَانَ لِلنَّاسِ عَجَبًا أَنْ أَوْحَيْنَا إِلَىٰ رَجُلٍ مِنْهُمْ أَنْ أَنْذِرِ النَّاسَ وَبَشِّرِ الَّذِينَ آمَنُوا أَنَّ لَهُمْ قَدَمَ صِدْقٍ عِنْدَ رَبِّهِمْ ۗ قَالَ الْكَافِرُونَ إِنَّ هَٰذَا لَسَاحِرٌ مُبِينٌ
    Perché la gente si stupisce se abbiamo fatto scendere la rivelazione a uno dei loro? “Avverti le genti e da’, a coloro che credono, la lieta novella che la loro sincerità li precede presso il loro Signore.” I miscredenti dicono: “Costui è certamente un vero stregone!”. (10:2)
    Come abbiamo detto anche all’inizio della sura della Giovenca, la seconda del Corano, vi sono 29 sure su un totale di 114, che iniziano con il suono di semplici lettere. Queste lettere dette “Horuf Moghattaa” sono secondo la maggiorparte degli interpreti un codice segreto tra il Signore ed il profeta e ad oggi nessuno ha potuto dare una spiegazione sul loro vero e preciso significato. Ci sono diverse teorie per spiegare la loro esistenza; alcuni studiosi dicono che sono una sorta di sfida di Dio ai pagani; come per dire che il Corano con tutta la sua Magnificenza è composto da queste lettere semplici. Dopo le lettere iniziali Alif Lam Ra, il primo versetto ricorda che i contenuti del Corano sono “saggi” perchè sono stati inviati da Dio. Dopo ciò il secondo versetto inizia a riferirsi ai rinnegatori del profeta della sua stessa era e a loro chiede perchè si stupiscano che per guidarli sia stato scelto uno di loro. Infatti, testimoniano i testi storici, la gente dell’Arabia al tempo del profeta si chiedeva perchè non fossero venuti gli angeli a portar loro il messaggio divino. Con un pò di riflessione però si comprende che è naturale che il profeta debba essere un essere umano ed una persona che possa comunicare con la gente. Il compito dei profeti è dare la buona novella ai benefattori e mettere in guardia i malfattori. Per poter dimostrare di essere sinceri i profeti però mostrano sempre alla gente dei miracoli, e in molte comunità ciò ha portato i rinnegatori a chiamarli maghi o stregoni. Da questi due versetti possiamo trarre due conclusioni: 1) Il Corano è un testo il cui valore non può essere intaccato dal tempo. 2) L’obbiettivo comune di tutti i profeti è stato quello di valorizzare gli uomini e permettere loro di raggiungere il grado e livello di felicità che si meritano. Ma ora ascoltiamo il terzo versetto della sura di Yunus o Giona:
    إِنَّ رَبَّكُمُ اللَّهُ الَّذِي خَلَقَ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضَ فِي سِتَّةِ أَيَّامٍ ثُمَّ اسْتَوَىٰ عَلَى الْعَرْشِ ۖ يُدَبِّرُ الْأَمْرَ ۖ مَا مِنْ شَفِيعٍ إِلَّا مِنْ بَعْدِ إِذْنِهِ ۚ ذَٰلِكُمُ اللَّهُ رَبُّكُمْ فَاعْبُدُوهُ ۚ أَفَلَا تَذَكَّرُونَ
    In verità, il vostro Signore è Allah, Colui Che in sei giorni creò i cieli e la terra, quindi Si innalzò sul trono a governare ogni cosa. Non vi è alcun intercessore, senza il Suo permesso. Questi è Allah, il vostro Signore: adorateLo. Non rifletterete [in proposito]? (10:3)
    Una delle tradizioni divine è stata quella della creazione graduale. Allah poteva creare tutto in una sola volta ma come testimoniano i versetti del Corano fece questo in diverse fasi, precisamente in sei fasi. Anche la scienza moderna ha scoperto che l’evoluzione degli esseri viventi si è realizzata gradualmente. Anche prima tutti i fenomeni naturali e la vita intorno all’uomo era soggetto a questo formarsi “graduale”. Una donna attende nove mesi perchè il suo bambino possa venire al mondo. Ed anche in questo caso Dio avrebbe avuto il potere per far nascere il bambino in un colpo solo, la ha voluto che venisse al mondo in questo modo. Molti dei rinnegatori del passato e di oggi riconoscono il fatto che è stato Dio a creare tutto ciò che c’è ma sostengono che ci sarebbero insieme a lui altri esseri partecipi nel regno dei cieli e della terra. Forse per questo motivo nel versetto subito dopo la questione della creazione si parla del fatto che Dio ha in mano l’amministrazione di ogni cosa e che ogni azione avviene per suo volere e suo ordine, senza che niente e nessuno possa fare qualcosa scampando alla sua volontà. Solo col suo permesso e col suo volere altri esseri possono svolgere funzioni, come succede nel caso degli angeli. Da questo versetto apprendiamo che: 1) La Creazione di tutto ciò che c’è è stato un qualcosa di pianificato e basato sulla saggezza e non un qualcosa nato dal caso. 2) Il Creato è governato da delle leggi e si dirige verso un obbiettivo finale. Infatti il creatore e colui che governa le sorti del creato è un’unico essere. Ed ora il 4 versetto della sura di Giona:
    إِلَيْهِ مَرْجِعُكُمْ جَمِيعًا ۖ وَعْدَ اللَّهِ حَقًّا ۚ إِنَّهُ يَبْدَأُ الْخَلْقَ ثُمَّ يُعِيدُهُ لِيَجْزِيَ الَّذِينَ آمَنُوا وَعَمِلُوا الصَّالِحَاتِ بِالْقِسْطِ ۚ وَالَّذِينَ كَفَرُوا لَهُمْ شَرَابٌ مِنْ حَمِيمٍ وَعَذَابٌ أَلِيمٌ بِمَا كَانُوا يَكْفُرُونَ
    A Lui tutti ritornerete, promessa di Allah veritiera. È Lui che ha iniziato la creazione e la reitera per compensare, secondo giustizia, coloro che credono e compiono il bene. Quanto a coloro che sono stati miscredenti, saranno abbeverati con acqua bollente e avranno un castigo doloroso, a causa di ciò che hanno negato. (10:4)
    Il versetto precedente parlava della potenza di Dio nella creazione dei cieli e della terra. Questo versetto parla della creazione che ci sarà da capo nel giorno del Giudizio, e del fatto che Dio si è imposto la premiazione dei buoni ed il castigo dei cattivi; ciò, naturalmente, in base alla giustizia che è una delle craterristiche importanti del Signore. Il versetto spiega che la mancanza di fede in Dio accresce di giorno in giorno nelle persone il male e la propensione al peccato fino a condurle all’inferno, quando l’esito dei peccati viene consegnato alle persone sottoforma di duri castighi. Da questo versetto apprendiamo che: 1) La Resurrezione e la vita dopo la morte è un qualcosa di necessario se si crede nella giustizia divina. La vita terrena infatti, non da lo spazio sufficiente per poter premiare i benefattori e punire i malfattori. 2) Proprio come questo mondo è stato creato interamente per l’uomo, anche il mondo che verrà creato nel giorno del Giudizio sarà esclusivamente per gli uomini e per premiarli o punirli per le loro azioni.
    Davood Abbasi
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