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    3. Parte (307): sura Yunus (Giona), versetti 5-10

    Parte (307): sura Yunus (Giona), versetti 5-10

    Parte (307): sura Yunus (Giona), versetti 5-10
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    La settimana scorsa abbiamo iniziato la lettura della decima sura del sacro Corano, la sura Yunus o Giona(la pace sìa con lui), una delle sure meccane e cioè rivelate prima dell’egira. Ascoltiamo ora i versetti 5 e 6 in lingua araba. Seguirà la traduzione e l’interpretazione in italiano.
    هُوَ الَّذِي جَعَلَ الشَّمْسَ ضِيَاءً وَالْقَمَرَ نُورًا وَقَدَّرَهُ مَنَازِلَ لِتَعْلَمُوا عَدَدَ السِّنِينَ وَالْحِسَابَ ۚ مَا خَلَقَ اللَّهُ ذَٰلِكَ إِلَّا بِالْحَقِّ ۚ يُفَصِّلُ الْآيَاتِ لِقَوْمٍ يَعْلَمُونَ
    È Lui che ha fatto del sole uno splendore e della luna una luce, ed ha stabilito le sue fasi, perché possiate conoscere il numero degli anni e il computo. Allah non creò tutto ciò se non in verità. Egli estrinseca i Suoi segni per la gente che conosce. (10:5)
    إِنَّ فِي اخْتِلَافِ اللَّيْلِ وَالنَّهَارِ وَمَا خَلَقَ اللَّهُ فِي السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضِ لَآيَاتٍ لِقَوْمٍ يَتَّقُونَ
    In verità, nell’alternarsi del giorno e della notte e in ciò che Allah ha creato nei cieli e sulla terra, ci sono segni per genti che [Lo] temono. (10:6)
    Dopo aver fatto cenno all’origine della creazione ed al destino dell’umanità, la sura nei versetti 5 e 6 inizia a parlare di alcuni dei segni della grandiosità del Signore. Si parla del sole e della luna e del ruolo importante che hanno nella vita umana; oltre ad illuminare il giorno e la notte i due corpi celesti sono fondamentali sin dalla notte dei tempi per i calcoli del calendario e perchè l’uomo possa calcolare il passare del tempo. Nel versetto numero 6 si sottolinea che questa creazione è basata sulla saggezza e sulla giustizia e che per la gente che pensa tutto ciò, persino il moto regolare e semplice del sole e della luna, racchiude molteplici messaggi. Da questi versetti apprendiamo che: 1- Il calcolo dei giorni e dei mesi attraverso i corpi celesti è molto importante nella vita dell’uomo ed il Corano sottolinea tale importanza. 2- Molti fenomeni naturali possono apparire scontati e senza importanza ma una riflessione più attenta può farci comprendere che questi fenomeni sono segni della magnificenza del Signore. Ma ora leggiamo i versetti 7 ed 8:
    إِنَّ الَّذِينَ لَا يَرْجُونَ لِقَاءَنَا وَرَضُوا بِالْحَيَاةِ الدُّنْيَا وَاطْمَأَنُّوا بِهَا وَالَّذِينَ هُمْ عَنْ آيَاتِنَا غَافِلُونَ
    In verità, coloro che non sperano nel Nostro incontro e si accontentano della vita terrena e ne sono soddisfatti e coloro che sono noncuranti dei Nostri segni. (10:7)
    أُولَٰئِكَ مَأْوَاهُمُ النَّارُ بِمَا كَانُوا يَكْسِبُونَ
    Avranno come loro rifugio il Fuoco, per ciò che hanno meritato. (10:8)
    Coloro che ignorano i segni della saggezza e della potenza divini, come il sole e la luna e l’alternarsi del giorno e della notte, citati dai versetti precedenti, rimangono intrappolati nella vita mondana e ripongono tutte le loro speranze in questa breve e imperfetta vita. Dimenticano quindi il Giorno del Giudizio e non pensano al fatto che un giorno verranno condotti al cospetto del Signore. Questa gente non ha motivo di tenersi lontana dai peccati e per questo s’immerge in questi; il suo destino pertanto non è altro che l’inferno. Da questi versetti apprendiamo che: 1) Dimenticare il Giorno del Giudizio e affezionarsi alla vita mondana getta le basi per la corruzione dell’individuo e della società. 2) L’inferno è esito delle azioni dell’uomo che nell’altro mondo si manifestano sottoforma di fuoco. Ed ora diamo ascolto al nono ed al decimo versetto:
    إِنَّ الَّذِينَ آمَنُوا وَعَمِلُوا الصَّالِحَاتِ يَهْدِيهِمْ رَبُّهُمْ بِإِيمَانِهِمْ ۖ تَجْرِي مِنْ تَحْتِهِمُ الْأَنْهَارُ فِي جَنَّاتِ النَّعِيمِ
    Coloro che credono e compiono il bene, Allah li guiderà grazie alla loro fede: ai loro piedi scorreranno i ruscelli, nei Giardini della delizia. (10:9)
    دَعْوَاهُمْ فِيهَا سُبْحَانَكَ اللَّهُمَّ وَتَحِيَّتُهُمْ فِيهَا سَلَامٌ ۚ وَآخِرُ دَعْوَاهُمْ أَنِ الْحَمْدُ لِلَّهِ رَبِّ الْعَالَمِينَ
    Colà la loro invocazione sarà: “Gloria a Te, Allah”; il loro saluto: “Pace”; e l’ultima delle loro invocazioni [sarà]: “La lode appartiene ad Allah, Signore dei mondi”. (10:10)
    Dopo aver parlato del destino della gente che si affeziona alla vita mondana, la sura in questi due versetti rammenta anche il destino dei fedeli e di coloro che per aver creduto vengono guidati dal buon Dio. La guida divina è una luce che illumina i cuori dei fedeli e li aiuta a non smarrirsi nelle tenebre e nelle difficoltà della vita. È naturale che chi si affida a Dio invece di attaccarsi al mondo riesce a superare le avversità con l’aiuto di questo Patrono, il più potente che esista. In seguito il versetto ricorda che coloro che entrano nel paradiso ricordano così il Signore e cioè dicendo “Subhanallah” e “Alhamdolillah” e cioè “Allah è perfetto” e “La Lode appartiene solo ad Allah”. Da questi versetti apprendiamo che: 1) Il fedele ha sempre bisogno della guida del Signore. 2) Salam, o Pace, è la prima parola degli abitanti del Paradiso ed è il suono che riempie questo luogo. Anche per questo i musulmani lo adottano come saluto.
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