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    3. Parte (309): sura Yunus (Giona), versetti 15-18

    Parte (309): sura Yunus (Giona), versetti 15-18

    Parte (309): sura Yunus (Giona), versetti 15-18
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    Ecco il versetto numero 15:

    وَإِذَا تُتْلَىٰ عَلَيْهِمْ آيَاتُنَا بَيِّنَاتٍ ۙ قَالَ الَّذِينَ لَا يَرْجُونَ لِقَاءَنَا ائْتِ بِقُرْآنٍ غَيْرِ هَٰذَا أَوْ بَدِّلْهُ ۚ قُلْ مَا يَكُونُ لِي أَنْ أُبَدِّلَهُ مِنْ تِلْقَاءِ نَفْسِي ۖ إِنْ أَتَّبِعُ إِلَّا مَا يُوحَىٰ إِلَيَّ ۖ إِنِّي أَخَافُ إِنْ عَصَيْتُ رَبِّي عَذَابَ يَوْمٍ عَظِيمٍ

    Quando vengono recitati i Nostri segni, prove evidenti, coloro che non sperano di incontrarCi, dicono: “Portaci un Corano diverso da questo”; oppure: “Modificalo”. Di’: “Non posso permettermi di modificarlo di mia volontà. Non faccio che seguire quello che mi è stato rivelato. Se disobbedissi al mio Signore, temerei il castigo di un giorno terribile”. (10:15)

    Il versetto rivela una verità storica interessante sulla vita del profeta. Quando egli invitava le genti del suo tempo a lasciar stare l’adorazione delle statue degli dei e di credere invece nel vero Dio, loro dicevano che non volevano che ciò gli venisse chiesto e per questo proponevano al profeta di cambiare il Corano. Dicevano di essere disposti a fare altre cose ma non quelle che ordinava il profeta. Mohammad (…) naturalmente rispondeva di no perchè come gli altri profeti il suo compito era guidare la gente verso la salvezza e non attirare sostenitori. Dalla riflessione su questo versetto possiamo trarre almeno due conclusioni generali: 1) Nessuno è autorizzato a cambiare a suo piacimento le leggi della religione e ciò che stato detto da Dio. 2) L’importante è la parola di Dio. Raccogliere simpatie a costo di falsificare le leggi della religione è del tutto privo di valore. Ma ora passiamo alla lettura dei versetti 16 e 17:

    قُلْ لَوْ شَاءَ اللَّهُ مَا تَلَوْتُهُ عَلَيْكُمْ وَلَا أَدْرَاكُمْ بِهِ ۖ فَقَدْ لَبِثْتُ فِيكُمْ عُمُرًا مِنْ قَبْلِهِ ۚ أَفَلَا تَعْقِلُونَ

    Di’: “Se Allah avesse voluto, non ve lo avrei recitato ed Egli non ve lo avrebbe fatto conoscere. Sono rimasto tutta una vita tra voi, prima di questo: non riflettete dunque?”. (10:16)

    فَمَنْ أَظْلَمُ مِمَّنِ افْتَرَىٰ عَلَى اللَّهِ كَذِبًا أَوْ كَذَّبَ بِآيَاتِهِ ۚ إِنَّهُ لَا يُفْلِحُ الْمُجْرِمُونَ

    Chi è peggior ingiusto di colui che inventa una menzogna contro Allah e taccia di menzogna i Suoi segni? Gli empi non avranno riuscita! (10:17)

    Il Corano qui prosegue il discorso di prima e si rivolge a coloro che pensando che il Corano non fosse parola di Dio, chiedevano a lui di cambiarlo. Qui il Corano dice al profeta di rispondere che prima dell’inizio della sua missione profetica lui ha vissuto per 40 anni tra la gente e in questo periodo, se il Corano fosse stato sua parola, avrebbe detto qualcosa di simile a questo. Ma visto che il profeta non disse nulla di simile e visto che non sapeva nemmeno leggere e scrivere, ciò che riferiva non era parola sua ma ciò che riceveva dal Signore. Per questo, coloro che chiedevano al profeta di cambiare il Corano in realtà non credevano nel Corano come parola del Signore e lo reputavano parola umana; ciò era rinnegazione ed il versetto 17 ricorda che questo è il peggiore dei peccati. Da questi due versetti apprendiamo che: 1) Le sacra scritture sono parola di Dio e non esito del pensiero dei profeti o di altri uomini. 2) L’ingiustizia più grande è l’ingiustizia culturale, ovvero quella di falsificare la realtà. Il versetto 18 ricorda:

    وَيَعْبُدُونَ مِنْ دُونِ اللَّهِ مَا لَا يَضُرُّهُمْ وَلَا يَنْفَعُهُمْ وَيَقُولُونَ هَٰؤُلَاءِ شُفَعَاؤُنَا عِنْدَ اللَّهِ ۚ قُلْ أَتُنَبِّئُونَ اللَّهَ بِمَا لَا يَعْلَمُ فِي السَّمَاوَاتِ وَلَا فِي الْأَرْضِ ۚ سُبْحَانَهُ وَتَعَالَىٰ عَمَّا يُشْرِكُونَ

    Quello che adorano in luogo di Allah non li danneggia e non giova loro. Dicono: “Essi sono i nostri intercessori presso Allah”. Di’: “Volete informare Allah di qualcosa che non conosce nei cieli e sulla terra?”. Gloria a Lui, Egli è ben più alto di ciò che Gli associano! (10:18)

    Il versetto ricorda che le genti del tempo del profeta adoravano insulse statue di legno e di pietra che naturalmente non erano in grado di fare nulla, ne di positivo, ne di negativo. I pagani però credevano che loro fossero una sorte di intercessori tra Dio e gli uomini. Ma anche questo era un pensiero insensato perchè Dio non aveva posto intercessori quelle statue. Quì, bisogna fare una differenza tra ciò che facevano i pagani e ciò che nelle religioni abramitiche i fedeli fanno con il culto dei profeti o delle persone prescelte dal Signore come gli Imam. Intanto perchè i profeti e le persone sante non sono esseri senza spirito ed esseri di pietra e poi perchè queste persone sono vive nell’aldilà e poi perchè loro hanno avuto direttamente e da Dio stesso il compito di essere in contatto con la gente e di portar loro il Suo messaggio. Per questo non fa niente se attraverso loro la gente trova il sentiero che conduce a Dio. Da questo versetto possiamo apprendere che: 1) I pagani ritenevano solo le statue degli dei intercessori tra la gente e il Dio unico. Ciò mentre Dio stesso non aveva voluto che queste statue fossero suoi intercessori. 2) Nessuno e nulla può essere considerato eguale a Dio o suo rappresentante a meno che sia stato egli stesso ad affidare tale compito, come il caso dei profeti.

    Davood Abassi