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    3. Parte (310): sura Yunus (Giona), versetti 19-23

    Parte (310): sura Yunus (Giona), versetti 19-23

    Parte (310): sura Yunus (Giona), versetti 19-23
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    In nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso.Cari amici andiamo avanti con la lettura del Corano riprendendo da dove eravamo giunti l’ultima volta e cioè dal versetto numero 19 della sura di Yunus o Giona(la pace sìa con lui). Ascoltiamo come sempre il versetto prima in arabo e poi passiamo alla traduzione in italiano ed alla sua interpretazione.
    وَمَا كَانَ النَّاسُ إِلَّا أُمَّةً وَاحِدَةً فَاخْتَلَفُوا ۚ وَلَوْلَا كَلِمَةٌ سَبَقَتْ مِنْ رَبِّكَ لَقُضِيَ بَيْنَهُمْ فِيمَا فِيهِ يَخْتَلِفُونَ
    Gli uomini non formavano che un’unica comunità, poi furono discordi. Se non fosse giunta in precedenza una Parola del tuo Signore, sarebbe già stato deciso a proposito di ciò su cui erano discordi. (10:19)
    Dio ha creato tutti gli uomini ed in loro ha collocato uno spirito che ha la propensione istintiva di adorare un unico Dio. Per questo, nel versetto appena letto, si dice che inizialmente gli uomini erano tutti di una unica comunità ma che con il passare del tempo e per via delle tentazioni di Satana, alcuni adottarono il paganesimo lasciando la religione originaria e cioè quella monoteista. Dio però ha voluto che sia l’uomo a scegliere la sua via in questa vita e perciò gli ha dato anche la possibilità di incamminarsi sulla strada dell’errore. Se Dio avesse voluto, dice il versetto, Dio avrebbe potuto punire in questa stessa vita i peccatori per dimostrare a tutti che tra loro ed i fedeli sono quest’ultimi a seguire la giusta via. Da questo versetto apprendiamo che: 1) Il valore delle azioni umane sta nella loro natura volontaria. Una fede ed un credo forzato non sono certo motivo di gloria. 2) Nelle società umane la differenza dei pensieri e delle azioni è una cosa naturale. Ed ora leggiamo il 20esimo versetto della decima sura del Corano.
    وَيَقُولُونَ لَوْلَا أُنْزِلَ عَلَيْهِ آيَةٌ مِنْ رَبِّهِ ۖ فَقُلْ إِنَّمَا الْغَيْبُ لِلَّهِ فَانْتَظِرُوا إِنِّي مَعَكُمْ مِنَ الْمُنْتَظِرِينَ
    E dicono: “Perché non viene fatto scendere su di lui un segno del suo Signore?”. Di’: “In verità, l’invisibile appartiene ad Allah. Aspettate e sarò con voi tra coloro che aspettano”. (10:20)
    Il versetto si riferisce un’altra volta alla vita del nobile profeta dell’Islam ed alle sue sofferenze nella divulgazione del messaggio divino. Il profeta dell’Islam mostrò alcuni miracoli per provare la sua sincerità ed il più grande di questi fu il Corano; i pagani, però, che ogni giorno erano alla ricerca di nuove scuse, pretendevano che il profeta facesse veder loro i miracoli che sceglievano. Il Corano ordina al profeta di dire che i miracoli avvengono per volere di Dio e non è certo lui stesso a farli a proprio piacimento. I pagani, fecero soffrire molto il profeta con i loro capricci e in questa stessa sura abbiamo letto che al profeta chiedevano di modificare il Corano ed alleggerirne le leggi; in altre parti leggeremo che al profeta chiedevano di mostrar loro se riusciva a volare o far comparire in un attimo un palazzo fatto di solo oro. Da questo versetto apprendiamo che: 1) La radice dell’idolatria e della miscredenza non è la mancanza di segni del divino ma l’ostinazione degli uomini. 2) I miracoli avvengono per volere di Dio e non per richiesta o capriccio umano. Ora passiamo al versetto numero 21:
    وَإِذَا أَذَقْنَا النَّاسَ رَحْمَةً مِنْ بَعْدِ ضَرَّاءَ مَسَّتْهُمْ إِذَا لَهُمْ مَكْرٌ فِي آيَاتِنَا ۚ قُلِ اللَّهُ أَسْرَعُ مَكْرًا ۚ إِنَّ رُسُلَنَا يَكْتُبُونَ مَا تَمْكُرُونَ
    Quando usiamo misericordia agli uomini dopo che li ha colpiti una disgrazia, essi tramano contro i Nostri segni. Di’: “Allah è il più rapido degli strateghi”. I Nostri angeli registrano le vostre trame. (10:21)
    Nei testi storici si legge che un anno la città di Mecca, quella in cui il profeta visse la prima parte della sua vita, venne colpita da una lunga siccità. Alla fine però Dio, per la presenza del profeta, fece piovere sulla città e salvò la gente dalla disgrazia. I capitribù pagani della città, però, dissero che la pioggia era venuta per merito delle statue degli dei. In quella situazione venne ispirato al profeta questo versetto e il Corano a quella gente disse che se avessero avuto intelletto, già quella vicenda era un segno divino. Il versetto ricorda però che gli angeli tengono conto delle azioni degli uomini e che nel Giorno della Resurrezione, anche i miscredenti dovranno rispondere delle loro azioni. Comunque anche in vita Dio da degna risposta agli infedeli che cercano di usare l’inganno per rinnegare i segni divini. Questo versetto ci insegna almeno due lezioni: 1) Gli uomini godono dei piaceri divini ma molti di loro invece di ringraziare il Signore per questi doni lo rinnegano usando l’inganno. 2) Le punizioni divine sono proporzionali ai peccati degli uomini. Chi pecca ingannando, viene punito tramite l’infallibile saggezza divina. Ed ora leggiamo i versetti 22 e 23:
    هُوَ الَّذِي يُسَيِّرُكُمْ فِي الْبَرِّ وَالْبَحْرِ ۖ حَتَّىٰ إِذَا كُنْتُمْ فِي الْفُلْكِ وَجَرَيْنَ بِهِمْ بِرِيحٍ طَيِّبَةٍ وَفَرِحُوا بِهَا جَاءَتْهَا رِيحٌ عَاصِفٌ وَجَاءَهُمُ الْمَوْجُ مِنْ كُلِّ مَكَانٍ وَظَنُّوا أَنَّهُمْ أُحِيطَ بِهِمْ ۙ دَعَوُا اللَّهَ مُخْلِصِينَ لَهُ الدِّينَ لَئِنْ أَنْجَيْتَنَا مِنْ هَٰذِهِ لَنَكُونَنَّ مِنَ الشَّاكِرِينَ
    Egli è Colui Che vi fa viaggiare per terra e per mare. Quando siete su battelli che navigano col buon vento, [gli uomini] esultano. Quando sorge un vento impetuoso e le onde si alzano da ogni parte, invocano Allah e Gli rendono un culto puro – : “Se ci salvi, saremo certamente riconoscenti!…”. (10:22)
    فَلَمَّا أَنْجَاهُمْ إِذَا هُمْ يَبْغُونَ فِي الْأَرْضِ بِغَيْرِ الْحَقِّ ۗ يَا أَيُّهَا النَّاسُ إِنَّمَا بَغْيُكُمْ عَلَىٰ أَنْفُسِكُمْ ۖ مَتَاعَ الْحَيَاةِ الدُّنْيَا ۖ ثُمَّ إِلَيْنَا مَرْجِعُكُمْ فَنُنَبِّئُكُمْ بِمَا كُنْتُمْ تَعْمَلُونَ
    Quando poi Allah li ha salvati, ecco che si mostrano ribelli sulla terra! – O uomini, invero la vostra ribellione è contro voi stessi, [avrete] gioia effimera nella vita terrena e poi sarete ricondotti verso di Noi, e allora vi informeremo circa il vostro operato. (10:23)
    Abbiamo detto in precedenza che gli uomini hanno voglia di adorare Dio per istinto, ma gli aspetti ingannevoli della vita e del mondo entrano in contrasto con l’istinto e tendono ad allontanare l’uomo da Dio. Ma nelle situazioni di disperazione in cui l’uomo si ritrova senza alcuna via d’uscita, torna a fare riferimento a quel suo istinto divino, ed allora il suo spirito chiama Dio ed invoca il suo aiuto. Ma purtroppo l’uomo è ribelle e ingrato; i versetti dicono che in situazioni come queste, dopo che Dio aiuta gli uomini, questi invece di ringraziarlo dimenticano la loro situazione di disperazione passata e proseguono la loro vita con peccati ed errori. Il Corano qui ricorda che questa vita è una breve occasione e che dopo di questa tutti verranno ricondotti da Dio e le loro azioni verranno giudicate. Da questi versetti apprendiamo che: 1) Le calamità naturali risvegliano nell’uomo il suo istinto divino e reprimono la sua ribellione e la sua superbia dinanzi a Dio. 2) La fede temporanea non ha alcun valore e la vere fede è quella stabile e duratura che accompagna le persone nel dolore e nella gioia, nella salute e nella malattia. 3) In generale l’uomo è ingrato e ribelle nei confronti di Dio.
    Davood Abbasi
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