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    3. Parte (315): sura Yunus (Giona), versetti 45-49

    Parte (315): sura Yunus (Giona), versetti 45-49

    Parte (315): sura Yunus (Giona), versetti 45-49
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    Ora procediamo con il versetto numero 45:

    وَيَوْمَ يَحْشُرُهُمْ كَأَنْ لَمْ يَلْبَثُوا إِلَّا سَاعَةً مِنَ النَّهَارِ يَتَعَارَفُونَ بَيْنَهُمْ ۚ قَدْ خَسِرَ الَّذِينَ كَذَّبُوا بِلِقَاءِ اللَّهِ وَمَا كَانُوا مُهْتَدِينَ

    Il Giorno in cui li riunirà, sarà come se fossero rimasti solo un’ora e si riconosceranno tra loro. Quelli che hanno tacciato di menzogna l’incontro con Allah sono perduti, ché erano privi della guida. (10:45)

    Anche se i miscredenti rinnegano il Giorno del Giudizio, che a loro piaccia o no, in quel giorno verranno fatti resuscitare insieme a tutti gli altri uomini. La grandiosità di quel giorno sarà tale che tutti crederanno di essere stati solo un giorno in questo mondo e nella tomba in attesa di quell’istante. Quel giorno a tutti pare molto vicino alla loro vita terrena tanto che tutti riconoscono quelli che conoscevano in vita. In quel giorno però, coloro che rinnegavano quel grande giorno iniziano a sentirsi perduti e comprendono di non avere più alcun modo per rimediare. Da questo versetto apprendiamo che: 1) La durata di questa vita è talmente breve che l’uomo, nel giorno del giudizio, proverà rimorso per non aver sfruttato al meglio questa breve occasione. 2) Il grande danno è che l’uomo baratti la felicità eterna dell’altro mondo con quella imperfetta e breve di questa vita. Ma ora passiamo alla lettura del versetto numero 46:

    وَإِمَّا نُرِيَنَّكَ بَعْضَ الَّذِي نَعِدُهُمْ أَوْ نَتَوَفَّيَنَّكَ فَإِلَيْنَا مَرْجِعُهُمْ ثُمَّ اللَّهُ شَهِيدٌ عَلَىٰ مَا يَفْعَلُونَ

    Sia che ti facessimo vedere una parte di ciò con cui li minacciamo, sia che ti facessimo morire prima, è comunque verso di Noi che ritorneranno, quindi Allah sarà testimone di quello che avranno fatto. (10:46)

    Il versetto che avete sentito intende dire, al profeta ed ai fedeli, che i peccatori ed i miscredenti non vengono puniti completamente in questa vita perchè la loro completa punizione è riservata all’aldilà. È possibile che i malfattori, anche in questa vita, vengano colpiti da una parte del castigo a loro riservato ma non bisogna dimenticare che questo non è mai completo. Da questo versetto apprendiamo almeno un concetto importante. Il fatto che i fedeli non devono scoraggiarsi se alle volte vedono gli ingiusti ed i prepotenti che in vita non vengono puniti per le loro malefatte. Dio ha promesso di dar loro ciò che si meritano e così sarà dato che il Signore mantiene sempre le proprie promesse. Ma ora passiamo al versetto 47:

    وَلِكُلِّ أُمَّةٍ رَسُولٌ ۖ فَإِذَا جَاءَ رَسُولُهُمْ قُضِيَ بَيْنَهُمْ بِالْقِسْطِ وَهُمْ لَا يُظْلَمُونَ

    Ogni comunità ha un messaggero. Dopo che il messaggero sarà venuto, verrà giudicato tra loro con giustizia e nessuno subirà un torto. (10:47)

    I profeti, secondo quanto si apprende dal Corano, sono stati di due gruppi differenti. Un gruppo era quello dei profeti che hanno portato le sacre Scritture; un’altro è stato il gruppo di quelli che hanno semplicemente guidato la loro gente verso la felicità. Leggendo i versetti del Corano si intende che secondo questo testo in tutte le comunità ci sono sempre state persone che hanno portato il messaggio del Signore. Nel giorno del Giudizio ogni popolazione ed ogni comunità verrà resuscitata insieme al proprio profeta ed in sua presenza Dio giudicherà tra i membri di tale comunità. Al termine ecco i versetti 48 e 49:

    وَيَقُولُونَ مَتَىٰ هَٰذَا الْوَعْدُ إِنْ كُنْتُمْ صَادِقِينَ

    E dicono: “Quando [si realizzerà] questa promessa, se siete sinceri?”. (10:48)

    قُلْ لَا أَمْلِكُ لِنَفْسِي ضَرًّا وَلَا نَفْعًا إِلَّا مَا شَاءَ اللَّهُ ۗ لِكُلِّ أُمَّةٍ أَجَلٌ ۚ إِذَا جَاءَ أَجَلُهُمْ فَلَا يَسْتَأْخِرُونَ سَاعَةً ۖ وَلَا يَسْتَقْدِمُونَ

    Di’: “Io non possiedo da me stesso né danno, né profitto all’infuori della volontà di Allah. Ogni comunità ha il suo termine. Quando esso giunge, non viene concessa né un’ora di ritardo, né una di anticipo”. (10:49)

    I miscredenti contenporanei del profeta che non erano disposti ad accettare la venuta del Giorno del Giudizio chiedevano al profeta di stabilire il giorno e l’ora esatta dell’arrivo di quel giorno. Loro dicevano che se tale giorno era vero, avrebbe dovuto anche avere una data precisa. Anche questo ragionamento era insulso perchè non è vero che tutto quello che accadrà di sicuro ha una data precisa e risaputa da tutti. Ad esempio tutti sappiamo che moriremo di sicuro, ma non sappiamo quando. Ma il fatto che non sappiamo quando non vuol dire che non è vero che moriremo. Il profeta diceva di non sapere quando sarebbe arrivato di preciso il giorno del giudizio perchè Dio non aveva dato lui tale conoscienza. Da questi versetti apprendiamo che: 1) I profeti erano sinceri e parlavano alla gente senza dire bugie; dicevano di essere solo dei messaggeri e di non avere da se alcun potere, a meno che questo potere fosse stato affidato loro da Dio. 2) La società umana, come ogni singolo uomo, avrà una fine.

    Davood Abbasi