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    3. Parte (321): sura Yunus (Giona), versetti 79-86

    Parte (321): sura Yunus (Giona), versetti 79-86

    Parte (321): sura Yunus (Giona), versetti 79-86
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    Dal versetto 76 di questa sura abbiamo appreso approposito della storia della vita di Mosè(la pace sìa con lui) e di ciò che disse al Faraone d’Egitto quando, incaricato da Dio, si recò da lui e lo invitò a porre fine alle sue azioni malvagie e ad adorare il vero ed unico Dio. Il Faraone dopo aver ascoltato le parole di Mose’(la pace sìa con lui) ed aver visto i suoi miracoli lo accusò di volerlo spodestare con la magia. Ecco il seguito nei versetti 79 e 80 della sura di Giona:
    وَقَالَ فِرْعَوْنُ ائْتُونِي بِكُلِّ سَاحِرٍ عَلِيم
    Disse il Faraone: “Conducetemi ogni mago sapiente”. (10:79)
    فَلَمَّا جَاءَ السَّحَرَةُ قَالَ لَهُمْ مُوسَىٰ أَلْقُوا مَا أَنْتُمْ مُلْقُون
    Quando poi giunsero i maghi, Mosè disse loro: “Gettate quello che avete da gettare”. (10:80)
    Il Faraone che si vide impotente a confronto con i ragionamenti ed i miracoli di Mose’(la pace sìa con lui) ordinò che venissero chiamati a corte tutti i maghi e gli stregoni del suo impero. Il Faraone promise grandi ricchezze e un posto alla sua corte ai maghi e a loro ordinò di sconfiggere Mose’. Mose’ accetto’ di duellare con i maghi in un giorno di festa, quando tutta la gente era riunite per assistere. Mosè disse ai maghi di iniziare per primi visto che era sicuro della sua vittoria. La riflessione su questi due versetti ci può insegnare tante cose. Per sempio 1) Il fatto che i dittatori malvagi usano le persone specializzate e persino gli scienziati per raggiungere i propri loschi obbiettivi.   2) I profeti sono sempre stati sicuri nelle loro parole e decisi nel loro fare perchè sapevano che i loro sforzi erano mirati a raggiungere un obbiettivo giusto e divino. Ma vediamo cosa avvenne quando i maghi d’Egitto iniziarono con le loro magie. Ecco i versetti 81 e 82:
    فَلَمَّا أَلْقَوْا قَالَ مُوسَىٰ مَا جِئْتُمْ بِهِ السِّحْرُ ۖ إِنَّ اللَّهَ سَيُبْطِلُهُ ۖ إِنَّ اللَّهَ لَا يُصْلِحُ عَمَلَ الْمُفْسِدِينَ
    Quando ebbero gettato, Mosè disse: “Quello che avete prodotto è magia. In verità, Allah la vanificherà”. In verità, Allah non rende prospero l’operato dei corruttori. (10:81)
    وَيُحِقُّ اللَّهُ الْحَقَّ بِكَلِمَاتِهِ وَلَوْ كَرِهَ الْمُجْرِمُونَ
    Allah conferma il vero con le Sue parole, a dispetto dei perversi. (10:82)
    Come ci narra un’altra parte del Corano, ovvero la sura Shuara, o dei poeti, gli stregoni gettarono per terra delle corde e dei bastoni e con la loro magia fecero sì che apparissero come dei serpenti agli occhi della gente. Mosè(la pace sìa con lui) affermò che quella era solo magia e che sarebbe stata annullata da Dio e che la verita’ sarebbe stata mostrata a tutti malgrado il volere delle persone ingiuste. Anche questa parte del racconto della vita di Mosè è pieno di lezioni. 1) Ciò che fa parte del male e degli ingiusti può sembrare molto bello, molto pulito, molto elegante, ma alla fine verra’ distrutto per volere di Dio. 2) Tutti gli sforzi delle persone malvagie per opporsi al bene sono inutili ed alla fine per volere di Dio, trionfera’ sempre il bene.     Ora leggiamo il versetto 83 della sura di Giona:
    فَمَا آمَنَ لِمُوسَىٰ إِلَّا ذُرِّيَّةٌ مِنْ قَوْمِهِ عَلَىٰ خَوْفٍ مِنْ فِرْعَوْنَ وَمَلَئِهِمْ أَنْ يَفْتِنَهُمْ ۚ وَإِنَّ فِرْعَوْنَ لَعَالٍ فِي الْأَرْضِ وَإِنَّهُ لَمِنَ الْمُسْرِفِينَ
    Nessuno credette in Mosè, eccetto alcuni giovani della sua gente, temendo che Faraone e i loro notabili li mettessero alla prova. Era tiranno sulla terra Faraone, era uno dei trasgressori. (10:83)
    Qui il Corano non specifica nei dettagli come andò a finire, ma comunque in altre parti narra che Mose’ gettò la sua verga ed essa, divenuta serpente, divorò tutti i bastoni e le corde magiche degli stregoni e quest’ultimi, dopo aver visto tutto, furono i primi a giurare che quello era un vero miracolo e che per questo avevano accettato la fede nel Dio di Mosè(la pace sìa con lui). Dopo aver sconfitto il Faraone in quel duello pubblico, il profeta andò ad invitare alla fede i figli di Israele, la sua tribù. Tra loro, ci spiega il versetto 83, solo alcuni giovani accettarono il suo invito e questi stessi avevano paura di esprimerlo per via delle minacce di tortura e di morte del Faraone e dei suoi uomini. Da questo versetto apprendiamo almeno due concetti. 1) Non fu un caso che i primi ad accettare la fede al tempo di Mosè furono i giovani. I giovani hanno il cuore puro e lo spirito innocente e per questo riconobbero per primi nelle parole di Mosè la verita’ che proveniva dal Signore. 2) Persino in una societa’ corrotta e assoggettata all’adorazione del Faraone, si può rimanere puliti e credere nella religione divina. Ed ora i versetti 84,85 ed 86. Il Corano, in questi, ci narra cosa disse Mose’ ai fedeli della sua gente che venivano perseguitati:
    وَقَالَ مُوسَىٰ يَا قَوْمِ إِنْ كُنْتُمْ آمَنْتُمْ بِاللَّهِ فَعَلَيْهِ تَوَكَّلُوا إِنْ كُنْتُمْ مُسْلِمِينَ
    Disse Mosè: “O popol mio, se credete in Allah, abbiate fiducia in Lui, se siete musulmani”. (10:84)
    فَقَالُوا عَلَى اللَّهِ تَوَكَّلْنَا رَبَّنَا لَا تَجْعَلْنَا فِتْنَةً لِلْقَوْمِ الظَّالِمِينَ
    Dissero: “Ci affidiamo ad Allah. O Signor nostro, non fare di noi una tentazione per gli oppressori. (10:85)
    وَنَجِّنَا بِرَحْمَتِكَ مِنَ الْقَوْمِ الْكَافِرِينَ
    Liberaci, per la Tua misericordia, da questo popolo di miscredenti”. (10:86)
    Come avete appena sentito il buon Mosè(la pace sìa con lui) invitava la sua gente a resistere e a chiedere aiuto a Dio per poter sopportare le persecuzioni del Faraone e dei suoi agenti. I fedeli ascoltarono le parole del profeta e si rivolsero a Dio pronunciando le splendide preghiere che avete sentito. Da questi versetti apprendiamo che: 1) Dinanzi alle difficolta’ ed ai problemi, è Dio l’unico appoggio dei fedeli ed è proprio rifugiandosi in Egli che si può superare ogni avversita’. 2) Per uscire dai vicoli ciechi della vita la preghiera e l’invocazione dell’aiuto di Dio sono una soluzione. Se la preghiera non fosse stata efficace, Dio non ce l’avrebbe ordinata.
    Davood Abbasi
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