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    3. Parte (323): sura Yunus (Giona), versetti 93-97

    Parte (323): sura Yunus (Giona), versetti 93-97

    Parte (323): sura Yunus (Giona), versetti 93-97
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    Ecco il versetto 93:
    وَلَقَدْ بَوَّأْنَا بَنِي إِسْرَائِيلَ مُبَوَّأَ صِدْقٍ وَرَزَقْنَاهُمْ مِنَ الطَّيِّبَاتِ فَمَا اخْتَلَفُوا حَتَّىٰ جَاءَهُمُ الْعِلْمُ ۚ إِنَّ رَبَّكَ يَقْضِي بَيْنَهُمْ يَوْمَ الْقِيَامَةِ فِيمَا كَانُوا فِيهِ يَخْتَلِفُونَ
    Insediammo i Figli di Israele in un paese sicuro e li provvedemmo di cibo eccellente e non furono discordi se non quando venne loro la scienza. In verità il tuo Signore, nel Giorno della Resurrezione, deciderà a proposito delle loro divergenze. (10:93)
    Dopo anni di disgrazie e persecuzioni, dopo l’annegamento del Faraone e del suo esercito nel Nilo, approposito del quale abbiamo letto nella puntata precedente, questo versetto spiega che i figli di Israele vennero guidati da Dio in una terra sicura e vennero dati loro doni ed abbondanza in modo che vivessero nel benessere. Il versetto rivela però che invece di essere riconoscenti e adorare Dio, i figli di Israele caddero nelle divergenze e secondo il versetto, nel Giorno del Giudizio, quella gente, dovra’ rispondere per le divisioni e le tensioni che creò. Da questo versetto apprendiamo che: 1) Seguendo la via dei profeti, oltre allo sviluppo sotto il profilo morale, le societa’ umane possono raggiungere pure il benessere materiale. Ciò avviene per il semplice motivo che in una societa’ libera, giusta e basata sulle regole di Dio, la gente raggiunge i suoi legittimi diritti. 2) Le divergenze, le tensioni ed i conflitti sono esito dell’allontanamento dalle dottrine divine. Ed ora leggiamo i versetti 94 e 95:
    فَإِنْ كُنْتَ فِي شَكٍّ مِمَّا أَنْزَلْنَا إِلَيْكَ فَاسْأَلِ الَّذِينَ يَقْرَءُونَ الْكِتَابَ مِنْ قَبْلِكَ ۚ لَقَدْ جَاءَكَ الْحَقُّ مِنْ رَبِّكَ فَلَا تَكُونَنَّ مِنَ الْمُمْتَرِينَ
    E se dubiti a proposito di ciò che abbiamo fatto scendere su di te, interroga coloro che già prima recitavano le Scritture. La verità ti è giunta dal tuo Signore: non essere tra i dubbiosi. (10:94)
    وَلَا تَكُونَنَّ مِنَ الَّذِينَ كَذَّبُوا بِآيَاتِ اللَّهِ فَتَكُونَ مِنَ الْخَاسِرِينَ
    E non essere tra coloro che smentiscono i segni di Allah, ché saresti tra i perdenti. (10:95)
    Il primo dei due versetti di sopra, il numero 94, si rivolge a coloro che dubitavano del fatto che Mohammad(La pace sìa con Lui e con la sua immacolata famiglia) fosse profeta del Signore. Questo versetto dice che leggendo le sacre scritture precedenti si possono trovare segni che indichino la venuta del profeta dell’Islam. In più le vicende dei profeti del passato e dei popoli come quello israelita, narrati anche nelle sacre scritture precedenti, dimostrano che il Corano è stato mandato agli uomini dallo stesso Dio. Il versetto intende dire che dopo aver appreso che il Corano ed il messaggio del profeta è verita’, coloro che continueranno a rinnegarlo infliggeranno a se un grave danno e si priveranno della guida del Signore in questa vita perdendo quindi la felicita’ eterna dell’aldilà. Apparentemente i versetti si rivolgono al profeta ma basta un pò di riflessione basta per capire che si rivolgono ai contemporanei del profeta. Infatti non ha senso pensare che il profeta avesse avuto dubbi sulla verita’ del suo stesso messaggio ed è insensato che il profeta rinnegasse le parole dette da se stesso. Da questi versetti apprendiamo che: 1) I dubbi possono venire a qualsiasi persona e sono naturali per gli esseri umani. Quello che è importante è saper superare le proprie indecisioni e in propri dubbi e raggiungere la sicurezza consultando coloro che hanno maggiore sapienza della nostra . 2) Se l’uomo rimane in una situazione di dubbio e non riesce ad uscirne non trova la via giusta e potrebbe persino finire con il rinnegare la verità ed i segni di Dio. Ed ora leggiamo i versetti 96 e 97:
    إِنَّ الَّذِينَ حَقَّتْ عَلَيْهِمْ كَلِمَتُ رَبِّكَ لَا يُؤْمِنُونَ
    In verità, coloro contro i quali si realizza la Parola del tuo Signore non crederanno, (10:96)
    وَلَوْ جَاءَتْهُمْ كُلُّ آيَةٍ حَتَّىٰ يَرَوُا الْعَذَابَ الْأَلِيمَ
    Anche se giungessero loro tutti i segni, finché non vedranno il castigo terribile. (10:97)
    Considerando le verita’ della religione, la gente può essere suddivisa in tre parti. Il primo gruppo è quello della gente che non è al corrente della verita’ e non la va nemmeno a cercare. E della gente che non è al corrente della verità ma va alla ricerca di questa. Il secondo gruppo è quello di coloro che la verita’ l’hanno appreso e l’hanno accettata. Il terzo gruppo è quello delle persone che sa cosa sia la verità ma che non è disposta a sottomettersi ad essa per via dei propri interessi materiali. I versetti che abbiamo letto si riferiscono al terzo gruppo, che per ostinazione contro la verità hanno un cuore di pietra e nulla può indurli ad accettare la fede. Questa gente viene colpita dal castigo divino e non è disposta a credere fino all’istante in cui assaggierà il castigo del Signore. Il problema di questa gente non è il fatto che non è convinta, che non ha visto i miracoli. Il problema è che non vuole accettare, non vuole dare ascolto a delle parole pur sapendo che siano giuste. Per questo se nella vita vediamo molta gente che non crede non dobbiamo avere dubbi nella religione ma comprendere lo stato d’animo di queste persone che sono così corrotte da non accettare più nemmeno ciò che è giusto. Ricapitolando le conclusioni tratte dalla lettura di questi due versetti possiamo dire che: 1) Non dobbiamo pretendere che tutta la gente sia fedele e dobbiamo sapere che il peccato e la corruzione impediscono alla gente di accettare il messaggio divino e la giustizia. 2) Persino i ribelli al Signore e coloro che nella vita non accettano la sua guida, un giorno crederanno e capiranno di aver sbagliato. Quando avranno dinanzi il castigo promesso da Dio ai malfattori, crederanno, ma la loro fede, in quell’istante, non servira’ più a salvarli.
    Davood Abbasi
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