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    Parte (294): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 74-79

    Parte (294): sura At-Tawba (Del Pentimento), versetti 74-79
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     In nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso. Partiamo da dove eravamo giunti la puntata precedente e cioè dal versetto 74 della sura At-Tawba, la nona sura che come saprete ha per nome una parola che significa Pentimento o Disapprovazione. Ecco dunque il versetto:
    مُوا إِلَّا أَنْ أَغْنَاهُمُ اللَّهُ وَرَسُولُهُ مِنْ فَضْلِهِ ۚ فَإِنْ يَتُوبُوا يَكُ خَيْرًا لَهُمْ ۖ وَإِنْ يَتَوَلَّوْا يُعَذِّبْهُمُ اللَّهُ عَذَابًا أَلِيمًا فِي الدُّنْيَا وَالْآخِرَةِ ۚ وَمَا لَهُمْ فِي الْأَرْضِ مِنْ وَلِيٍّ وَلَا نَصِيرٍ
    Giurano [in nome di Allah] che non hanno detto quello che in realtà hanno detto, un’espressione di miscredenza; hanno negato dopo [aver accettato] l’Islàm e hanno agognato quel che non hanno [potuto] ottenere. Non hanno altra recriminazione se non che Allah col Suo Messaggero li ha arricchiti della Sua grazia. Se si pentono sarà meglio per loro; se invece volgono le spalle, Allah li castigherà con doloroso castigo in questa vita e nell’altra; e sulla terra, non avranno né alleato, né patrono. (9:74)
    Continuando a parlare degli ipocriti, questo versetto spiega che questi arrivano persino a bestemmiare contro la religione ma poi, in presenza del profeta giurano di non aver detto niente di male. Il versetto fa un velato cenno anche all’attentato contro la vita del profeta nel nono anno dell’egira e si chiede perchè gli ipocriti siano ostili al profeta, a Dio ed alla religione quando tutto ciò non li ha danneggiati ed anzi li ha arricchiti rendendo migliore la loro vita. Anche se il versetto è rivolto agli ipocriti che vissero al tempo di Mohammad, il venerato profeta dell’Islam, il nostro credo è che da esso si possano prendere lezioni buone anche per la nostra vita di oggi. 1) Giurare il falso è uno dei segni degli ipocriti. Dobbiamo stare attenti a non commettere questo peccato. 2) Gli ipocriti vengono puniti da Dio anche in questa vita; tra le sofferenze che devono sopportare come punizione vi è un perenne sentimento di paura e smarrimento. Ed ora passiamo ai due versetti successivi ovvero il numero 75 ed il numero 76:
    وَمِنْهُمْ مَنْ عَاهَدَ اللَّهَ لَئِنْ آتَانَا مِنْ فَضْلِهِ لَنَصَّدَّقَنَّ وَلَنَكُونَنَّ مِنَ الصَّالِحِينَ
    Qualcuno di loro si è assunto un impegno di fronte ad Allah: “Se ci darà della Sua grazia, saremo certamente generosi e saremo gente del bene”. (9:75)
    فَلَمَّا آتَاهُمْ مِنْ فَضْلِهِ بَخِلُوا بِهِ وَتَوَلَّوْا وَهُمْ مُعْرِضُونَ
    Quando poi Egli dà loro della Sua grazia, diventano avari e volgono le spalle e si allontanano. (9:76)
    Secondo gli storici i due versetti si riferiscono ad uno degli eventi della vita del profeta. Uno degli abitanti di Medina venne dal profeta e a lui chiese che pregasse per lui affinchè diventasse ricco. Il profeta disse che una ricchezza esigua che gli assicurasse la felicità dell’aldilà era migliore di una grande ricchezza che però lo portasse all’inferno. L’uomo però insistette e disse che avrebbe donato dei suoi averi qualora fosse diventato ricco. Il profeta pregò e l’uomo divenne veramente molto ricco, talmente ricco e indaffarato che non riuscì più a partecipare alla preghiera collettiva. Quando poi un giorno i responsabili del raccoglimento della Zakat andarono da lui, lui si rifiutò di pagare la sua parte. Da questo versetto e questa vicenda veramente accaduta possiamo trarre almeno due conclusioni. La prima è che l’uomo deve essere all’altezza per ricevere i doni divini. Se una persona riceve più di quanto si merita, i doni divini divengono nocivi; probabilmente tale persona perde la fede in Dio. La seconda conclusione è che una ricchezza che distolga l’uomo dai doveri religiosi e dall’aiuto dei bisognosi è una ricchezza che dirige verso un destino cattivo e non verso la felicità. Ma ora passiamo alla lettura del versetto 77:
    فَأَعْقَبَهُمْ نِفَاقًا فِي قُلُوبِهِمْ إِلَىٰ يَوْمِ يَلْقَوْنَهُ بِمَا أَخْلَفُوا اللَّهَ مَا وَعَدُوهُ وَبِمَا كَانُوا يَكْذِبُونَ
    [Per questo] l’ipocrisia si stabilisce nei loro cuori, fino al Giorno in cui Lo incontreranno, perché mancarono alla promessa ad Allah e perché mentirono! (9:77)
    Questo versetto rivela che mancare alla promessa fatta al Signore è motivo di allontanamento dell’uomo dalla fede e un mezzo per introdurre nel cuore dell’uomo l’ipocrisia e la miscredenza. Persino alcuni discepoli del profeta hanno avuto un brutto destino proprio per questo problema. Questo versetto quindi c’insegna che per prima cosa l’ipocrisia nelle parole e nei pensieri si trasforma poco alla volta in ipocrisia nel cuore e nei sentimenti. La seconda cosa che ci vuole ricordare è che essere avari e non aiutare i bisognosi è una delle azioni che ci procura disgrazia anche in questa stessa vita terrena. Ed ora passiamo alla lettura dei versetti 78 e 79 della sura At-Tawba, del Pentimento:
    أَلَمْ يَعْلَمُوا أَنَّ اللَّهَ يَعْلَمُ سِرَّهُمْ وَنَجْوَاهُمْ وَأَنَّ اللَّهَ عَلَّامُ الْغُيُوبِ
    Non sanno che Allah conosce i loro segreti e i loro conciliaboli e che Allah è il supremo conoscitore delle [cose] invisibili? (9:78)
    الَّذِينَ يَلْمِزُونَ الْمُطَّوِّعِينَ مِنَ الْمُؤْمِنِينَ فِي الصَّدَقَاتِ وَالَّذِينَ لَا يَجِدُونَ إِلَّا جُهْدَهُمْ فَيَسْخَرُونَ مِنْهُمْ ۙ سَخِرَ اللَّهُ مِنْهُمْ وَلَهُمْ عَذَابٌ أَلِيمٌ
    Diffamano i credenti che donano spontaneamente e scherniscono quelli che non trovano da donare altro che il loro lavoro. Li schernisca Allah. Avranno doloroso tormento! (9:79)
    Nel versetto precedente abbiamo letto di un ricco ipocrita che aveva ottenuto la sua ricchezza grazie ad una preghiera del profeta ma che però non era nemmeno disposto a pagare la Zakat che gli doveva dare per obbligo religioso. I due versetti che abbiamo appena letto raccontano che gli ipocriti prendono in giro i fedeli che oltre alla Zakat donano pure in più ai bisognosi quando ce ne è bisogno. Gli ipocriti di solito accusano i fedeli ricchi che aiutano di volere mettersi in mostra ed al contrario prendono in giro i fedeli poveri dicendo che il loro aiuto non risolve alcun problema. Il Corano dice che questa gente, gli ipocriti, devono sapere che Dio è al corrente di tutto quello che dicono pubblicamente o di nascosto e che verranno tutti puniti al momento opportuno per le loro azioni ingiuste. Da questi due versetti apprendiamo che: 1) Chi prende in giro i fedeli fa parte degli ipocriti. Se non facciamo nulla di positivo, almeno non dobbiamo cercare di minimizzare l’importanza delle azioni altrui. 2) La responsabilità di ogni persona in questa vita dipende dalla sua capacità. Ognuno deve donare quanto può, ma più della somma stessa ciò che conta è la volontà di fare quello che ha ordinato Dio da parte del donatore.
    Davood Abbasi