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    Parte (330) : sura Hud (as), versetti 13-16

    Parte (330) : sura Hud (as), versetti 13-16
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    Se siete stati con noi anche le puntate precedenti ricorderete che abbiamo iniziato ormai da settimane la lettura dell’undicesima sura del Corano, la sura di Hud(la pace sìa con lui), uno dei pii messaggeri del Signore che venne in terra per guidare la gente verso il bene. Riprendiamo da dove eravamo giunti e cioè dai versetti numero 13 e 14:

    أَمْ يَقُولُونَ افْتَرَاهُ ۖ قُلْ فَأْتُوا بِعَشْرِ سُوَرٍ مِثْلِهِ مُفْتَرَيَاتٍ وَادْعُوا مَنِ اسْتَطَعْتُمْ مِنْ دُونِ اللَّهِ إِنْ كُنْتُمْ صَادِقِينَ

    Oppure diranno: “Lo ha inventato”. Dì: “Portatemi dieci sure inventate [da voi] simili a questa: e chiamate chi potete, all’infuori di Allah, se siete sinceri”. (11:13)

    فَإِلَّمْ يَسْتَجِيبُوا لَكُمْ فَاعْلَمُوا أَنَّمَا أُنْزِلَ بِعِلْمِ اللَّهِ وَأَنْ لَا إِلَٰهَ إِلَّا هُوَ ۖ فَهَلْ أَنْتُمْ مُسْلِمُونَ

    E se non vi risponderanno, sappiate che [esso] è stato rivelato con la scienza di Allah e che non c’è dio all’infuori di Lui. Sarete musulmani? (11:14)

    I versetti ci portano subito nel periodo degli albori dell’Islam, quando il profeta aveva l’irto compito di divulgare il messaggio divino nella penisola araba, in una società che per testimonianza della storia era tra le più incivili e barbare di tutti i tempi. Durante la sua nobile vita, il profeta dell’Islam venne molte volte accusato di essere un bugiardo, un mago, un impostore. I versetti appena letti fanno cenno a queste accuse e ricordano che alcuni pagani dell’arabia pre-islamica accusavano il profeta di essersi inventato il Corano e di attribuirlo a Dio. Il Corano stesso da la risposta a questa accusa nei versetti letti; lancia una sfida e invita chi crede di riuscirci a scrivere un qualcosa che possa eguagliare il Corano nell’estetica e nei contenuti. Va ricordato che il profeta dell’Islam prima dell’inizio della sua missione profetica non sapeva nemmeno leggere e scrivere; il Corano sfida i rinnegatori della Parola divina a prendere aiuto da chi vogliono e portare qualcosa di simile al Corano. Se non ci riusciranno, proseguono i versetti, allora dovranno accettare che non si tratta di Parola umana ma di un messaggio inviato dal Signore agli uomini. A distanza di 14 secoli dall’ispirazione del sacro Corano, nessuno dei rinnegatori e dei nemici dell’Islam è riuscito a rispondere a questa sfida e questo la dice lunga sulla natura celeste della sacra Scrittura dell’Islam. I rinnegatori dell’Islam, dall’inizio hanno solo usato accuse e offese e non sono riusciti mai ad opporsi con la ragione ed il senno a questa religione divina. Da questa breve riflessione sui due versetti possiamo trarre almeno tre conclusioni. 1) Il Corano è il miracolo eterno. Fu un miracolo quando venne ispirato al profeta ed è ineguagliabile ancora oggi e rimarrà tale pure in futuro. 2) Il Corano non è esito dell’esperienza o della scienza, ma il frutto della Sapienza infinita del Signore. 3) La miscredenza ed i dubbi espressi dai nemici sul Corano non sono basati sulla ragione e pertanto non devono creare perplessità nel pensiero dei fedeli. Ed ora leggiamo i versetti 15 e 16:

    مَنْ كَانَ يُرِيدُ الْحَيَاةَ الدُّنْيَا وَزِينَتَهَا نُوَفِّ إِلَيْهِمْ أَعْمَالَهُمْ فِيهَا وَهُمْ فِيهَا لَا يُبْخَسُونَ

    Coloro che bramano gli agi della vita terrena, [sappiano che] in essa compenseremo le opere loro e nessuno sarà defraudato. (11:15)

    أُولَٰئِكَ الَّذِينَ لَيْسَ لَهُمْ فِي الْآخِرَةِ إِلَّا النَّارُ ۖ وَحَبِطَ مَا صَنَعُوا فِيهَا وَبَاطِلٌ مَا كَانُوا يَعْمَلُونَ

    Per loro, nell’altra vita non ci sarà altro che il Fuoco e saranno vanificate le loro azioni. (11:16)

    Questi due versetti spiegano quale sìa il vero motivo dell’inimicizia dei miscredenti nei confronti della religione: l’Islam proclama illegali le loro azioni ingiuste e proibiti i loro piaceri dannosi per il prossimo e la società. È naturale che certa gente cerchi di contrastare la religione. Il concetto chiave però è che se questa gente ascoltasse, comprenderebbe che le sue azioni ingiuste non portano altro che alla rovina, sia in questa che nell’altra. Da questi versetti apprendiamo che: 1) Il valore di un’azione sta nell’obbiettivo e nella motivazione che sta dietro a tale azione. Se qualcuno compie una buona azione ma non con obbiettivo ed intenzioni buone tale azione non verrà compensata da Dio nell’altra vita ed al massima potrà avere conseguenze buone in questa breve vita. 2) Nell’altra vita, coloro che hanno fatto tutto per arricchirsi durante la vita mondana non avranno nulla per la propria vita eterna.

    Davood Abbasi

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