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    3. Parte (333) : sura Hud (as), versetti 25-28

    Parte (333) : sura Hud (as), versetti 25-28

    Parte (333) : sura Hud (as), versetti 25-28
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    Leggiamo quindi da dove eravamo giunti ossia del versetto numero 25:

    وَلَقَدْ أَرْسَلْنَا نُوحًا إِلَىٰ قَوْمِهِ إِنِّي لَكُمْ نَذِيرٌ مُبِينٌ

    Già inviammo Noè al popolo suo: “Io sono un nunzio esplicito. (11:25)

    أَنْ لَا تَعْبُدُوا إِلَّا اللَّهَ ۖ إِنِّي أَخَافُ عَلَيْكُمْ عَذَابَ يَوْمٍ أَلِيمٍ

    Affinché non adoriate altri che Allah. In verità, temo per voi il castigo di un Giorno doloroso”. (11:26)

    Questi versetti iniziano a parlare della missione profetica di Noè (la pace sìa con lui) e del suo storico e simbolico invito all’adorazione dell’unico Signore. Noè (la pace sìa con lui), fu il primo messaggero divino che venne sulla terra per invitare alla pace e all’amore e lottare contro il paganesimo e l’idolatria. Secondo il Corano egli visse per tantissimi anni e fu molto zeloso ma nonostante ciò solo pochissimi accettarono la sua parola. Alla fine, dopo aver sopportato i peggiori insulti e le peggiori accuse, il povero Noè (la pace sìa con lui) maledisse la gente malvagia che lo aveva assillato per tutta la sua vita ed ecco che Dio inviò il suo castigo, il diluvio universale che uccise tutti tranne i fedeli. Noè (la pace sìa con lui) mise in guardia sin dall’inizio la gente e disse che la disobbedienza al Signore avrebbe potuto portare il castigo persino in questa vita terrena. Nessuno però prese sul serio la sua parola; ciò mentre tutti sapevano che Noè (la pace sìa con lui) non era un bugiardo. Dai due versetti letti possiamo trarre almeno due conclusioni. 1) L’esperienza storica e l’invio di profeti da parte del Signore in diverse comunità dimostra che le società dominate dal torpore dell’ignoranza hanno bisogno di essere ammonite e messe in guardia per poter ritornare sul giusto binario. 2) Tutti i profeti divini hanno invitato all’adorazione dell’unico Dio per liberare la gente dalla prigione delle superstizioni e delle usanze ingiuste e sbagliate. Il versetto 27 prosegue a parlare della vita di Noè(la pace sìa con lui):

    فَقَالَ الْمَلَأُ الَّذِينَ كَفَرُوا مِنْ قَوْمِهِ مَا نَرَاكَ إِلَّا بَشَرًا مِثْلَنَا وَمَا نَرَاكَ اتَّبَعَكَ إِلَّا الَّذِينَ هُمْ أَرَاذِلُنَا بَادِيَ الرَّأْيِ وَمَا نَرَىٰ لَكُمْ عَلَيْنَا مِنْ فَضْلٍ بَلْ نَظُنُّكُمْ كَاذِبِينَفَقَالَ الْمَلَأُ الَّذِينَ كَفَرُوا مِنْ قَوْمِهِ مَا نَرَاكَ إِلَّا بَشَرًا مِثْلَنَا وَمَا نَرَاكَ اتَّبَعَكَ إِلَّا الَّذِينَ هُمْ أَرَاذِلُنَا بَادِيَ الرَّأْيِ وَمَا نَرَىٰ لَكُمْ عَلَيْنَا مِنْ فَضْلٍ بَلْ نَظُنُّكُمْ كَاذِبِين

    I notabili del suo popolo, che erano miscredenti, dissero: “A noi sembri solo un uomo come noi, e non ci pare che ti seguano altri, che i più miserabili della nostra gente. Non vediamo in voi alcuna superiorità su di noi, anzi, pensiamo che siate bugiardi”. (11:27)

    Nella vita di un pò tutti i profeti, è possibile osservare che i loro principali nemici erano le persone di spicco delle società in cui vivevano. Questo perchè i potenti vedevano gli insegnamenti divini come una minaccia per la loro ricchezza ed il loro potere; avevano paura che accettando l’adorazione dell’unico Dio, la gente non sia più disposta a sottomettersi a loro. Anche nel caso di Noè(la pace sìa con lui), il primo grande profeta del Signore in terra, i nobili del suo popolo lo derisero e lo umiliarono e cercarono di distogliere la gente dal credere nelle sue parole. Come avete sentito nel versetto dicevano a Noè che per loro lui era un uomo come un’altro. Certo Noè(la pace sìa con lui) accettava assolutamente di essere un’uomo pari a tutti gli altri ma diceva solo di ricevere la parola del Signore e di avere il compito di divulgarla. I nobili, inoltre, dicevano a Noè che i suoi discepoli erano solo un gruppo di morti di fame e di poveri, gente che secondo i potenti non ha alcuna importanza. Dalla lettura di quest’altro versetto possiamo trarre le seguenti conclusioni. 1) Offendere ed umiliare è il metodo usato da coloro che non sono disposti ad accettare la giustizia e la verità. 2) Coloro che sono meno dipendenti dalle ricchezze mondane riescono ad accettare la fede più velocemente. Al contrario, di solito, i nobili, i ricchi ed i potenti accettano a malincuore la fede perchè la vedono una minaccia per i loro interessi. Ed ora leggiamo il versetto numero 28:

    قَالَ يَا قَوْمِ أَرَأَيْتُمْ إِنْ كُنْتُ عَلَىٰ بَيِّنَةٍ مِنْ رَبِّي وَآتَانِي رَحْمَةً مِنْ عِنْدِهِ فَعُمِّيَتْ عَلَيْكُمْ أَنُلْزِمُكُمُوهَا وَأَنْتُمْ لَهَا كَارِهُونَ

    Disse: “Cosa direste, gente mia, se mi appoggiassi su una prova proveniente dal mio Signore e se mi fosse giunta, da parte Sua, una misericordia che è a voi preclusa, a causa della vostra cecità? Dovremmo imporvela, nonostante la rifiutiate? (11:28)

    Dinanzi alle parole dei suoi oppositori, Noè rispondeva con lealtà ed affetto dicendo che aveva delle prove per quello che diceva. Dei miracoli che dimostravano la veridicità della sua parola e soprattutto l’entità ragionevole e assennata delle sue parole, parole che potevano essere comprese da qualsiasi uomo dotato di intelletto. Noè pronunciava queste parole senza rancore ma diceva pure che lui non avrebbe certo costretto la gente ad adorare Dio e che chiunque avesse voluto avrebbe potuto seguirlo e ricevere il compenso promesso da Dio. Da questo versetto apprendiamo che: 1) L’invito dei profeti è sempre stato accompagnato da prove e da ragionamenti che non lasciavano dubbi sulla veridicità del loro invito. Non si trattava certo di parole campate in aria e lontane dalla verità. 2) L’uomo è libero di scegliere o meno la religione e nessuno può costringerlo.

    Davood Abbasi

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