Fonti Islamiche

    1. home

    2. article

    3. Parte (334) : sura Hud (as), versetti 29-32

    Parte (334) : sura Hud (as), versetti 29-32

    Parte (334) : sura Hud (as), versetti 29-32
    Rate this post

    Partendo dalla prima sura oggi siamo giunti all’undicesima sura della Sacra Scrittura, la sura intitolata con il nome del profeta Hud(la pace sìa con lui). Riprendiamo la lettura da dove eravamo giunti; ecco quindi i versetti 29 e 30:

    وَيَا قَوْمِ لَا أَسْأَلُكُمْ عَلَيْهِ مَالًا ۖ إِنْ أَجْرِيَ إِلَّا عَلَى اللَّهِ ۚ وَمَا أَنَا بِطَارِدِ الَّذِينَ آمَنُوا ۚ إِنَّهُمْ مُلَاقُو رَبِّهِمْ وَلَٰكِنِّي أَرَاكُمْ قَوْمًا تَجْهَلُونَ

    O popol mio, non vi chiedo alcun compenso. La mia ricompensa è in Allah. Non posso scacciare quelli che hanno creduto e che incontreranno il loro Signore. Vedo che siete veramente un popolo di ignoranti. (11:29)

    وَيَا قَوْمِ مَنْ يَنْصُرُنِي مِنَ اللَّهِ إِنْ طَرَدْتُهُمْ ۚ أَفَلَا تَذَكَّرُونَ

    O popol mio, chi mi verrà in soccorso contro Allah, se li scacciassi? Non rifletterete dunque? (11:30)

    Se siete stati con noi la settimana scorsa, ricorderete che questa parte della sura riproponeva parti della vita del nobile profeta Noè(la pace sìa con lui) e rivelava anche alcuni dialoghi intercorsi tra lui ed i rinnegatori della sua profezia. Dinanzi al suo invito, come abbiamo detto, ricchi e potenti lo deridevano e dicevano che coloro che avevano accettato la fede erano solo gente povera. Nei versetti 29 e 30, che abbiamo appena letto, il buon Noè(la pace sìa con lui) risponde che per prima cosa lui non chiede nessun compenso per la sua missione di profeta e che quindi per lui non c’è differenza tra ricchi e poveri e che il suo compenso gli verrà dato da Dio. Il secondo ragionamento di Noè(la pace sìa con lui) è che lui non può certo scacciare via i poveri solo perchè non hanno soldi. Noè spiega ai ricchi che dinanzi a Dio loro non hanno alcuna superiorità sui poveri e per questo se Noè li scacciasse, nel Giorno del Giudizio, sarebbe il primo a dover rispondere per questa sua azione ingiusta. La fine del versetto 30 riporta poi questa parola di Noè che dice ai potenti del suo tempo che le loro richieste e le loro affermazioni non testimoniano altro che la loro grande ignoranza sulle realtà della vita e su Dio. Da questi due versetti possiamo apprendere almeno due concetti importanti: 1) La modestia ed il fatto che non chiedano nulla in compenso, è una delle caratteristiche dei profeti; anzi bisogna dire che l’indifferenza dei profeti nei confronti della ricchezza mondana è proprio il segreto del loro successo. 2) I governanti giusti e sottomessi al Signore, non devono sacrificare i ceti meno abbienti per accattivarsi la simpatia dei ricchi e dei potenti. Ed ora passiamo al versetto numero 31:

    وَلَا أَقُولُ لَكُمْ عِنْدِي خَزَائِنُ اللَّهِ وَلَا أَعْلَمُ الْغَيْبَ وَلَا أَقُولُ إِنِّي مَلَكٌ وَلَا أَقُولُ لِلَّذِينَ تَزْدَرِي أَعْيُنُكُمْ لَنْ يُؤْتِيَهُمُ اللَّهُ خَيْرًا ۖ اللَّهُ أَعْلَمُ بِمَا فِي أَنْفُسِهِمْ ۖ إِنِّي إِذًا لَمِنَ الظَّالِمِينَ

    Non vi dico di possedere i tesori di Allah, non conosco l’invisibile e neanche dico di essere un angelo. Non dico a coloro che i vostri occhi disprezzano, che mai Allah concederà loro il bene. Allah conosce quello che c’è nelle loro anime. [Se dicessi ciò] certo sarei un ingiusto!”. (11:31)

    Proseguendo con le sue parole dolci e sincere, Noè dice alla sua gente di non essere in possesso di un gran tesoro, di non poter prevedere il futuro e di non essere un angelo. In più ai ricchi che lo disprezzano perchè è seguito da gente povera, dice di non poter allontanare da se i poveri perchè Dio è al corrente della fede che sta nei loro cuori e che perciò allontanandoli, lui commetterebbe un gravissimo peccato. Secondo le spiegazioni date da Noè, si evince che il suo popolo pretendeva che il profeta del Signore donasse soldi e oro a tutti, risolvesse tutti i problemi prevedendo il futuro e che fosse un essere sovrumano. Noè(la pace sìa con lui) chiarisce di non essere nulla di tutto ciò ed anzi garantisce di essere sottoposto a sua volta al giudizio del Signore e che per questo le sue azioni devono essere giuste e che per questo non può allontanare da se i poveri. L’unica differenza che c’è tra lui e gli altri è il fatto che Dio gli ha comunicato messaggi che lui deve riferire alla gente. Il versetto che abbiamo letto ci insegna cose importanti. 1) La tradizione dei profeti è caratterizzata da bontà, pazienza, modestia e soprattutto affettuoso invito della gente al bene. I profeti non mentivano sulle loro capacità e non cercavano di presentarsi grandi e potenti per attirare la gente. 2) Come fecero i profeti del Signore in vita, anche noi dopo di loro dobbiamo ricordarli degnamente ma non dobbiamo esagerare erroneamente su ciò che sono stati. Ed ora leggiamo il versetto 32:

    قَالُوا يَا نُوحُ قَدْ جَادَلْتَنَا فَأَكْثَرْتَ جِدَالَنَا فَأْتِنَا بِمَا تَعِدُنَا إِنْ كُنْتَ مِنَ الصَّادِقِينَ

    Dissero: “O Noè, hai polemizzato con noi, hai polemizzato anche troppo. Fai venire quello di cui ci minacci, se sei sincero!”. (11:32)

    I rinnegatori che non potevano certo avere la meglio sui chiari e sinceri ragionamenti di Noè(la pace sìa con lui) perdevano la pazienza e sfidavano il profeta a far venire subito il castigo di cui parlava. Certo il castigo divino, proprio perchè proviene dal Signore, non può essere ordinato dai profeti ed in questa vita colpisce i peccatori solo quando in base alla saggezza di Dio, ciò sia necessario. La vera punizione dei peccatori, e la più dolorosa, appartiene all’altra vita, quella eterna. Da questo versetto possiamo apprendere che: 1) Se commettiamo un peccato e non ne subiamo subito le conseguenze dobbiamo considerare il tempo che abbiamo a disposizione come un’opportunità per pentirci e soprattutto rimediare. Se non c’è alcuna cattiva conseguenza per noi non dobbiamo dubitare dell’esistenza di Dio e della sua giustizia. 2) La maledizione di Noè al suo popolo, alla quale seguì il diluvio universale mandato da Dio, avvenne dopo che il popolo stesso chiese a Noè per anni il castigo divino.

    Davood Abbasi

    Tag:, , ,