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    Parte (335) : sura Hud (as), versetti 33-37

    Parte (335) : sura Hud (as), versetti 33-37
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    Partendo dalla prima sura oggi siamo giunti all’undicesima sura della Sacra Scrittura, la sura intitolata con il nome del profeta Hud (la pace sìa con lui). Nell’ultimo versetto letto la puntata precedente, abbiamo visto che i potenti del popolo di Noè, impotenti nel replicare ai suoi logici ragionamenti usavano accuse ed offese e lo sfidavano a fare arrivare subito il castigo divino. Ma ecco il seguito nei versetti 33 e 34 della sura Hud:

    قَالَ إِنَّمَا يَأْتِيكُمْ بِهِ اللَّهُ إِنْ شَاءَ وَمَا أَنْتُمْ بِمُعْجِزِينَ

    Disse: “Allah, se vuole, ve lo farà venire e voi non potrete sfuggirvi. (11:33)

    وَلَا يَنْفَعُكُمْ نُصْحِي إِنْ أَرَدْتُ أَنْ أَنْصَحَ لَكُمْ إِنْ كَانَ اللَّهُ يُرِيدُ أَنْ يُغْوِيَكُمْ ۚ هُوَ رَبُّكُمْ وَإِلَيْهِ تُرْجَعُونَ

    Il mio consiglio sincero non vi sarebbe d’aiuto, se volessi consigliarvi, mentre Allah vuole traviarvi. Egli è il vostro Signore e a Lui sarete ricondotti”. (11:34)

    Avete appreso la risposta di Mosè(la pace sìa con lui). Lui dopo aver detto che l’arrivo del Castigo Divino non è nelle sue mani mette in guardia però ricordando che se Dio vorrà, questo potrà arrivare anche in questa vita e che se arriverà, nessuno sarà in grado di sfuggirvi. Noè(la pace sìa con lui) dice inoltre di essere solo un messaggero che hai il compito di riferire e di guidare la gente ma precisa anche che se le persone si ostineranno a non seguirlo, lui non sarà certo in grado di costringerle. I due versetti letti ci insegnano almeno due concetti degni di attenzione. 1)   I profeti erano benevoli e volevano il bene della gente ed il loro metodo era basato sull’affetto e sul dare consigli con amore e modestia. 2)   I peccatori ed i rinnegatori non devono pensare che se non sono stati puniti finora per le loro malefatte, ciò che è stato detto da Dio ai suoi profeti è inesatto. Anche in vita, se Dio volesse, il castigo potrebbe colpirli ed anche se riuscissero a portare al termine la vita, nell’aldilà sarà sicuro il castigo per le loro azioni. Ed ora leggiamo il versetto 35:

    أَمْ يَقُولُونَ افْتَرَاهُ ۖ قُلْ إِنِ افْتَرَيْتُهُ فَعَلَيَّ إِجْرَامِي وَأَنَا بَرِيءٌ مِمَّا تُجْرِمُونَ

    Oppure dicono: “Lo ha inventato”. Di’: “Se l’ho inventato, che la colpa ricada su di me. Non sono colpevole di ciò di cui mi accusate”. (11:35)

    Uno dei metodi usati dai peccatori di un pò tutte le ere contro i profeti era quello di accusarli di essere dei menzogneri. Anche al buon Noè (la pace sìa con lui) venne rivolta questa accusa come testimonia il versetto 35 della sura Hud. Il bello è che i profeti portavano sempre con se dei miracoli che dimostravano la veridicità della loro parola ma invece, chi li accusava, non aveva nulla con cui poter dimostrare la validità delle proprie accuse. Quì comunque la risposta data da Noè ai rinnegatori è ancora una volta un modello per tutte le ere. Lui dice semplicemente che se avrà mentito dicendo di essere profeta, sarà lui stesso a rispondere dei propri peccati. Anche in questo caso però, nulla giustifica le azioni ingiuste che i peccatori ed i rinnegatori commettono. Da questo versetto ci insegna almeno due cose importanti: 1)   Persino quando ci rivolgiamo ai nostri nemici è vietato usare espressioni ingiuriose ed offensive. Il Corano, con questi versetti, vuole anche insegnare ai musulmani la maniera in cui si devono contrastare i nemici. 2)   Ogni persona è responsabile delle proprie azioni ed in ogni caso, i peccati degli altri non giustificano quelli nostri. Ed ora leggiamo i versetti 36 e 37:

    وَأُوحِيَ إِلَىٰ نُوحٍ أَنَّهُ لَنْ يُؤْمِنَ مِنْ قَوْمِكَ إِلَّا مَنْ قَدْ آمَنَ فَلَا تَبْتَئِسْ بِمَا كَانُوا يَفْعَلُونَ

    Fu ispirato a Noè: “Nessuno del tuo popolo crederà, a parte quelli che già credono. Non ti affliggere per ciò che fanno. (11:36)

    وَاصْنَعِ الْفُلْكَ بِأَعْيُنِنَا وَوَحْيِنَا وَلَا تُخَاطِبْنِي فِي الَّذِينَ ظَلَمُوا ۚ إِنَّهُمْ مُغْرَقُونَ

    Costruisci l’Arca sotto i Nostri occhi e secondo la Nostra rivelazione. Non parlarMi a favore degli ingiusti: in verità, saranno annegati”. (11:37)

    Secondo altri versetti del Corano, Noè (la pace sìa con lui) invitò per 1000 anni la sua gente alla fede ma solo pochissimi accettarono la sua parola. Alla fine, egli venne informato dal Signore dell’arrivo del diluvio universale. Come si apprende da questi versetti, Dio, annunciando l’arrivo del Castigo che il popolo di Noè si era meritato, intima a Noè di non pregare più per i peccatori perchè ormai è deciso che loro moriranno annegati. Nei versetti viene inoltre impartito l’ordine della costruzione dell’Arca. Questi versetti ci insegnano che: 1)   L’uomo, alcune volte, giunge ad una grado in cui non c’è più speranza in lui e non può più accettare la giustizia. 2)   I profeti, non solo con le parole e l’invito, ma alcune volte con grandi imprese, come la costruzione di un’Arca, hanno permesso la salvezza della gente. 3)   Il Castigo divino colpisce sempre e selettivamente i peccatori e quando arriva il Castigo divino, i benefattori vengono salvati. Davood Abbasi   Gentili ascoltatori prosegue su Radio Italia la lettura e la semplice interpretazione dei versetti del Corano, il testo sacro dell’Islam. Partendo dalla prima sura oggi siamo giunti all’undicesima sura della Sacra Scrittura, la sura intitolata con il nome del profeta Hud (la pace sìa con lui). Nell’ultimo versetto letto la puntata precedente, abbiamo visto che i potenti del popolo di Noè, impotenti nel replicare ai suoi logici ragionamenti usavano accuse ed offese e lo sfidavano a fare arrivare subito il castigo divino. Ma ecco il seguito nei versetti 33 e 34 della sura Hud: 33. Disse: “Allah, se vuole, ve lo farà venire e voi non potrete sfuggirvi. 34. Il mio consiglio sincero non vi sarebbe d’aiuto, se volessi consigliarvi, mentre Allah vuole traviarvi. Egli è il vostro Signore e a Lui sarete ricondotti”. Avete appreso la risposta di Mosè (la pace sìa con lui). Lui dopo aver detto che l’arrivo del Castigo Divino non è nelle sue mani mette in guardia però ricordando che se Dio vorrà, questo potrà arrivare anche in questa vita e che se arriverà, nessuno sarà in grado di sfuggirvi. Noè (la pace sìa con lui) dice inoltre di essere solo un messaggero che hai il compito di riferire e di guidare la gente ma precisa anche che se le persone si ostineranno a non seguirlo, lui non sarà certo in grado di costringerle. I due versetti letti ci insegnano almeno due concetti degni di attenzione. 1) I profeti erano benevoli e volevano il bene della gente ed il loro metodo era basato sull’affetto e sul dare consigli con amore e modestia. 2) I peccatori ed i rinnegatori non devono pensare che se non sono stati puniti finora per le loro malefatte, ciò che è stato detto da Dio ai suoi profeti è inesatto. Anche in vita, se Dio volesse, il castigo potrebbe colpirli ed anche se riuscissero a portare al termine la vita, nell’aldilà sarà sicuro il castigo per le loro azioni. Ed ora leggiamo il versetto 35: 35. Oppure dicono: “Lo ha inventato”. Di’: “Se l’ho inventato, che la colpa ricada su di me. Non sono colpevole di ciò di cui mi accusate”. Uno dei metodi usati dai peccatori di un pò tutte le ere contro i profeti era quello di accusarli di essere dei menzogneri. Anche al buon Noè(la pace sìa con lui) venne rivolta questa accusa come testimonia il versetto 35 della sura Hud. Il bello è che i profeti portavano sempre con se dei miracoli che dimostravano la veridicità della loro parola ma invece, chi li accusava, non aveva nulla con cui poter dimostrare la validità delle proprie accuse. Quì comunque la risposta data da Noè ai rinnegatori è ancora una volta un modello per tutte le ere. Lui dice semplicemente che se avrà mentito dicendo di essere profeta, sarà lui stesso a rispondere dei propri peccati. Anche in questo caso però, nulla giustifica le azioni ingiuste che i peccatori ed i rinnegatori commettono. Da questo versetto ci insegna almeno due cose importanti: 1) Persino quando ci rivolgiamo ai nostri nemici è vietato usare espressioni ingiuriose ed offensive. Il Corano, con questi versetti, vuole anche insegnare ai musulmani la maniera in cui si devono contrastare i nemici. 2) Ogni persona è responsabile delle proprie azioni ed in ogni caso, i peccati degli altri non giustificano quelli nostri. Ed ora leggiamo i versetti 36 e 37: 36. Fu ispirato a Noè: “Nessuno del tuo popolo crederà, a parte quelli che già credono. Non ti affliggere per ciò che fanno. 37. Costruisci l’Arca sotto i Nostri occhi e secondo la Nostra rivelazione. Non parlarMi a favore degli ingiusti: in verità, saranno annegati”. Secondo altri versetti del Corano, Noè(la pace sìa con lui) invitò per 1000 anni la sua gente alla fede ma solo pochissimi accettarono la sua parola. Alla fine, egli venne informato dal Signore dell’arrivo del diluvio universale. Come si apprende da questi versetti, Dio, annunciando l’arrivo del Castigo che il popolo di Noè si era meritato, intima a Noè di non pregare più per i peccatori perchè ormai è deciso che loro moriranno annegati. Nei versetti viene inoltre impartito l’ordine della costruzione dell’Arca. Questi versetti ci insegnano che: 1) L’uomo, alcune volte, giunge ad una grado in cui non c’è più speranza in lui e non può più accettare la giustizia. 2) I profeti, non solo con le parole e l’invito, ma alcune volte con grandi imprese, come la costruzione di un’Arca, hanno permesso la salvezza della gente. 3) Il Castigo divino colpisce sempre e selettivamente i peccatori e quando arriva il Castigo divino, i benefattori vengono salvati. Gentili ascoltatori, termina qui il tempo a nostra disposizione. Grazie per l’attenzione e a presto!

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