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    3. Parte (339) : sura Hud (as), versetti 50-56

    Parte (339) : sura Hud (as), versetti 50-56

    Parte (339) : sura Hud (as), versetti 50-56
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    Anche oggi riprendiamo la lettura del Corano, il testo ispirato nel periodo di 23 anni di profezia a Mohammad (la pace di Dio sia con lui e con la sua immacolata famiglia). Se siete stati con noi nelle puntate precedenti saprete che siamo nel pieno dell’undicesima sura del testo sacro, la sura di Hud (la pace sìa con lui) nome di uno dei messaggeri del Signore citati dal Corano. Se ricorderete nella puntata precedente siamo giunti al termine di quella parte dei versetti della sura che parlavano della vita di Noè e delle vicende della sua vita. Il Corano prosegue il cammino storico e dopo Noè (la pace sìa con lui) parla del profeta seguente che venne inviato tra il popolo che discendeva proprio dalla progenie di Noè e da quella di coloro che erano saliti con lui sull’Arca. Il popolo si chiamava popolo degli ‘Âd ed in base ai reperti ritrovati dagli archeologi era una civiltà molto potente e popolava regioni dell’odierno Yemen. Ma ora riprendiamo a leggere da dove eravamo giunti ossia dal versetto numero 50:

    وَإِلَىٰ عَادٍ أَخَاهُمْ هُودًا ۚ قَالَ يَا قَوْمِ اعْبُدُوا اللَّهَ مَا لَكُمْ مِنْ إِلَٰهٍ غَيْرُهُ ۖ إِنْ أَنْتُمْ إِلَّا مُفْتَرُونَ

    Agli ‘Âd [mandammo] il loro fratello Hûd. Disse: “O popol mio, adorate Allah, non c’è dio all’infuori di Lui. Voi siete degli inventori di menzogne. (11:50)

    Da quì inizia la storia della vita di un’altro popolo e di un’altro profeta del Signore. Si parla del popolo degli ‘Âd , e del profeta che venne inviato tra di loro, il buon Hud (la pace sìa con lui). Da questo primo versetto si evince che Hud (la pace sìa con lui) faceva parte di questo popolo e amava la sua gente (per questo viene detto fratello del suo popolo) e che invitò la sua gente all’adorazione del Dio unico invece degli idoli inventati dalle mente umana. Queste sono le conclusioni che possiamo trarre da questo: 1) L’invito al monoteismo è stato sempre il primo insegnamento dei profeti. L’invito ad adorare il Signore e non altri. 2) Rinnegare Dio o pensare che sìa così debole da aver bisogno di soci per governare il Creato è una grave menzogna, la più grave che si possa dire. Ma ora leggiamo i versetti 51 e 52 che ci danno la possibilità di risentire le parole affettuose di Hud rivolte al suo popolo:

    يَا قَوْمِ لَا أَسْأَلُكُمْ عَلَيْهِ أَجْرًا ۖ إِنْ أَجْرِيَ إِلَّا عَلَى الَّذِي فَطَرَنِي ۚ أَفَلَا تَعْقِلُونَ

    O popol mio, non vi domando nessuna ricompensa, essa spetta a Colui Che mi ha creato. Non capirete dunque? (11:51)

    وَيَا قَوْمِ اسْتَغْفِرُوا رَبَّكُمْ ثُمَّ تُوبُوا إِلَيْهِ يُرْسِلِ السَّمَاءَ عَلَيْكُمْ مِدْرَارًا وَيَزِدْكُمْ قُوَّةً إِلَىٰ قُوَّتِكُمْ وَلَا تَتَوَلَّوْا مُجْرِمِينَ

    O popol mio, implorate il perdono del vostro Signore e tornate a Lui pentiti, affinché vi invii piogge abbondanti dal cielo e aggiunga forza, alla vostra forza. Non voltate colpevolmente le spalle”. (11:52)

    Dopo l’invito al monoteismo, Hud (la pace sìa con lui) con una gentilezza che viene testimoniata dalle sue parole supplicava la sua gente di pentirsi e di chiedere perdono affinchè le porte della Misericordia divina si aprissero su di loro e la loro forza aumentasse. In pratica dai versetti si evince che la fede della gente crea benessere persino nel senso materiale e mondano, oltre a procurare naturalmente la felicità nell’altra vita. Da questi versetti possiamo trarre queste conclusioni. 1) Il premio “materiale” che viene dato alla fede ed al pentimento delle persone per le loro azioni ingiuste è la forza ed il benessere della società. 2) La creazione di una società sana e potente che usufruisca al meglio dei doni materiali è stato anche uno degli obbiettivi dei profeti. Ed ora leggiamo i versetti 53, 54 e 55 dai quali apprendiamo la risposta che il popolo di Hud (la pace sìa con lui) diede alle sue parole:

    قَالُوا يَا هُودُ مَا جِئْتَنَا بِبَيِّنَةٍ وَمَا نَحْنُ بِتَارِكِي آلِهَتِنَا عَنْ قَوْلِكَ وَمَا نَحْنُ لَكَ بِمُؤْمِنِينَ

    Dissero: “O Hûd, non ci hai recato nessuna prova, non vogliamo abbandonare i nostri dèi per una tua parola e non crediamo in te. (11:53)

    إِنْ نَقُولُ إِلَّا اعْتَرَاكَ بَعْضُ آلِهَتِنَا بِسُوءٍ ۗ قَالَ إِنِّي أُشْهِدُ اللَّهَ وَاشْهَدُوا أَنِّي بَرِيءٌ مِمَّا تُشْرِكُونَ

    Possiamo solo dire che uno dei nostri dèi ti ha reso folle”. Disse: “Mi sia testimone Allah, e siate anche voi testimoni, che rinnego tutto ciò che associate. (11:54)

    مِنْ دُونِهِ ۖ فَكِيدُونِي جَمِيعًا ثُمَّ لَا تُنْظِرُونِ

    All’infuori di Lui. Tramate tutti contro di me, non fatemi attendere. (11:55)

    Come avete appreso la risposta del suo popolo fu tutt’altro che ragionevole. La sua gente insistette sull’adorazione degli idoli creati con le proprie mani ed in più diede del folle a Hud dicendo che quello era il castigo dato a lui dagli idoli per la sua ribellione a loro. Il bello era che pur essendo una grande civiltà, adoravano senza pensarci statue di legno e di pietra che nulla potevano. Da questi versetti apprendiamo che: 1) I profeti divini incontravano la cocciutaggine della gente che non usava la ragione ma non perdevano la pazienza. 2) Accusare di follia o di menzogna i grandi profeti, i grandi rivoluzionari e coloro che lottano contro le tradizioni errate è un’abitudine degli ingiusti e dei dittatori. 3) I profeti non temevano altro potere che quello del Signore e sfidavano sempre i loro nemici a fare ciò che volevano di loro. I profeti, infatti, credevano assolutamente nella via in cui si erano incamminati. Ed ora il versetto 56 in cui si legge il seguito della risposta data da Hud(la pace sìa con lui) al popolo:

    إِنِّي تَوَكَّلْتُ عَلَى اللَّهِ رَبِّي وَرَبِّكُمْ ۚ مَا مِنْ دَابَّةٍ إِلَّا هُوَ آخِذٌ بِنَاصِيَتِهَا ۚ إِنَّ رَبِّي عَلَىٰ صِرَاطٍ مُسْتَقِيمٍ

    Invero, io confido in Allah, mio Signore e vostro Signore. Non c’è creatura che Egli non tenga per il ciuffo*. Il mio Signore è sul retto sentiero”. (11:56)

    Dinanzi alle accuse ed alle minacce dei miscredenti Hud(la pace sìa con lui) sfidò il suo popolo a fare di lui ciò che volevano e continuò con il suo invito ricordando la potenza immensa del vero Signore e che non c’è creatura che sfugga al Suo volere e al Suo controllo. Da questo versetto apprendiamo che: 1) La superiorità dei fedeli rispetto ai miscredenti è che i fedeli si appoggiano a Dio, l’essere più potente che ha in mano tutto il creato. Gli infedeli, per quanto forti siano, non hanno un simile protettore. 2) Dobbiamo affidarci a chi è veramente potente e giusto e che è esente dall’errore.

    Davood Abbasi

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