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    3. Parte (340) : sura Hud (as), versetti 57-60

    Parte (340) : sura Hud (as), versetti 57-60

    Parte (340) : sura Hud (as), versetti 57-60
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    Leggendo l’undicesima sura del Corano nella puntate precedenti siamo giunti alla storia della vita del profeta Hud(la pace sìa con lui) che venne incaricato di invitare al monoteismo il suo popolo, gli Ad. Come abbiamo detto questo popolo, o per meglio dire questa civiltà si formò dopo Noè (la pace sìa con lui) nella zona corrispondente all’odierno Yemen e secondo il Corano ed i reperti storici era una civiltà particolarmente fioriente. Nelle puntate precedenti abbiamo visto che dopo che Hud (la pace sìa con lui) palesò il suo invito, la risposta che il suo popolo diede fu completamente negativa. Ora leggiamo il resto nel versetto 57:
    فَإِنْ تَوَلَّوْا فَقَدْ أَبْلَغْتُكُمْ مَا أُرْسِلْتُ بِهِ إِلَيْكُمْ ۚ وَيَسْتَخْلِفُ رَبِّي قَوْمًا غَيْرَكُمْ وَلَا تَضُرُّونَهُ شَيْئًا ۚ إِنَّ رَبِّي عَلَىٰ كُلِّ شَيْءٍ حَفِيظٌ
    [Anche] se volgerete le spalle, io vi ho comunicato quello per cui vi sono stato inviato. Il mio Signore sostituirà il vostro popolo con un altro, mentre voi non potrete nuocerGli in nulla. In verità, il mio Signore è il Custode di tutte le cose. (11:57)
    Dopo che la gente si rifiutò di accettare la fede nell’unico Dio, Hud(la pace sìa con lui) mise in guardia il suo popolo e ricordò loro di non credere che la loro potenza fosse qualcosa di considerevole dinanzi a Dio. Egli, vedendoli ingrati, avrebbe condotto alla rovina la loro esistenza facendoli rimpiazzare da un’altro popolo. Allah era capace di fare questo e la gente non accettando la fede non poteva certo recarGli danno. Questo versetto ci insegna che: 1) I profeti avevano l’incarico di riferire il messaggio divino e di dare alla gente quello che oggi chiamiamo ultimatum; i profeti però non erano certo incaricati di costringere la gente alla fede. E se non lo facevano loro nemmeno oggi i capi religiosi devono commettere tale atto che sarebbe un errore, anche dal punto di vista della religione divina. 2) La ribellione e l’ingratitudine della gente nei confronti dei profeti non era dovuta alla negligenza dei profeti. Il fatto che l’uomo possa scegliere tra il bene ed il male è volere divino. Ma ora passiamo alla lettura del versetto 58:
    وَلَمَّا جَاءَ أَمْرُنَا نَجَّيْنَا هُودًا وَالَّذِينَ آمَنُوا مَعَهُ بِرَحْمَةٍ مِنَّا وَنَجَّيْنَاهُمْ مِنْ عَذَابٍ غَلِيظٍ
    E quando giunse il Nostro decreto, salvammo, per misericordia Nostra, Hûd e con lui quelli che avevano creduto. Li salvammo da un severo castigo. (11:58)
    La ribellione degli Ad non rimase senza risposta e così Dio inviò contro di loro il suo castigo. Secondo un’altra parte del Corano questo castigo consistette in un vento violento che li eliminò una volta per sempre; naturalmente Dio salvò Hud (la pace sìa con lui) e coloro che avevano accettato la fede. Qui bisogna ribadire che Dio è giusto e non fa mai di tutta l’erba un fascio. Ogni persona viene punita o premiata per quello che ha fatto e non per quello che hanno fatto gli altri. Da quest’altro versetto abbiamo appreso altri due concetti: 1) All’arrivo del castigo divino, i veri fedeli, alla pari dei profeti, sono al sicuro e trovano la salvezza. 2) In pratica il castigo divino è sempre contemporaneo all’aumento della Sua Bontà. Infatti quando castiga un gruppo di infedeli aumenta pure la Sua Benevolenza nei confronti dei fedeli. Ed ora leggiamo i versetti 59 e 60:
    وَتِلْكَ عَادٌ ۖ جَحَدُوا بِآيَاتِ رَبِّهِمْ وَعَصَوْا رُسُلَهُ وَاتَّبَعُوا أَمْرَ كُلِّ جَبَّارٍ عَنِيدٍ
    Questi furono gli ‘Âd, negarono i segni del loro Signore, disobbedirono ai Suoi messaggeri e avevano obbedito agli ordini di ogni protervo tiranno. (11:59)
    وَأُتْبِعُوا فِي هَٰذِهِ الدُّنْيَا لَعْنَةً وَيَوْمَ الْقِيَامَةِ ۗ أَلَا إِنَّ عَادًا كَفَرُوا رَبَّهُمْ ۗ أَلَا بُعْدًا لِعَادٍ قَوْمِ هُودٍ
    Furono perseguitati da una maledizione in questo mondo e nel Giorno della Resurrezione. In verità gli ‘Âd non credettero nel loro Signore. Siano lontani gli ‘Âd , popolo di Hûd, [dalla Grazia del Signore]! (11:60)
    Al termine dei dieci versetti che parlavano di Hud e della sua gente ci sono i due versetti che abbiamo letto che sono come un riassunto. Ricordano che gli Ad, invece del profeta inviato loro da Dio diedero ascolto agli ordini dei loro re ingiusti e che per questo loro fare vennero castigati in vita e che lo saranno pure nell’altra. Secondo gli interpreti sottolineare a questo modo che il popolo degli Ad venne punito anche in questa vita mondana ha un obbiettivo preciso. Gli Ad, vivevano nell’attuale Yemen e in una zona dal nome Ahqaf. Secondo altre parti del Corano erano un popolo molto alto di statura, fortissimo sotto il profilo fisico, che aveva costruito una città chiamata Eram, che secondo il Corano era senza eguali tra le città umane. Ora, dicono gli interpreti del Corano, aver ricordato la storia di questo popolo arabo dell’anno 700 a.C., avrà forse voluto mettere in guardia in qualche modo gli arabi del periodo del profeta dell’Islam e dire loro che avrebbero avuto la stessa sorte se si fossero comportati male. Da questi due versetti apprendiamo lezioni importanti. 1) Il destino di coloro che hanno vissuto in passato è una fonte di apprendimento per coloro che vivono dopo di loro. 2) Anche nel Corano troviamo espressioni simili a quelli che oggi chiameremmo “slogan”; in questa parte del Corano abbiamo trovato un qualcosa di schematico e simile ad uno slogan al termine del versetto.
    Davood Abbasi
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