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    3. Parte (344) : sura Hud (as), versetti 74-78

    Parte (344) : sura Hud (as), versetti 74-78

    Parte (344) : sura Hud (as), versetti 74-78
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    Nella puntata precedente vi abbiamo parlato di una vicenda della vita di Abramo(la pace sìa con lui). Quando lui era già avanzato negli anni un giorno due forestieri vennero a casa sua e lui li ospitò con grande bontà. Si accorse però che non mangiavano ed allora si preoccupò e chiese chi fossero. Allora i due gli dissero di essere angeli in sembianze di esseri umani e che erano giunti da lui per dargli due notizie: il fatto che avrebbe avuto un figlio maschio e poi il fatto che Dio avrebbe castigato il popolo guidato da Lot. Riprendiamo da dove eravamo giunti la puntata precedente e cioè dai versetti 74 e 75 della sura di Hud, l’undicesima del sacro testo.
    فلمٌا ذهب عن ابراهيم الرٌوع و جاء ته البشري يجادلنا في قوم لوط » ، « انٌ ابراهيم لحليم اوٌاه منيب
    Quando Abramo fu rassicurato e apprese la lieta novella, cercò di disputare con Noi, [a favore] del popolo di Lot. (11:74)
    إِنَّ إِبْرَاهِيمَ لَحَلِيمٌ أَوَّاهٌ مُنِيبٌ
    Invero Abramo era magnanimo, umile, incline al pentimento. (11:75)
    I due versetti spiegano che Abramo, che voleva bene alla gente e persino ai peccatori, cercò di intercedere e di chiedere perdono per il popolo di Lot. Abramo era preoccupato anche per lo stesso Lot, che era uno dei prescielti e che aveva fatto di tutto, invano, per guidare la sua gente. Gli angeli risposero a lui che il castigo divino avrebbe distrutto la zona popolata dai sodomiti ma che Lot e colui che hanno accettato la fede verranno salvati dal Signore. Da questi due versetti apprendiamo che: 1) Se riusciamo a raggiungere la serenità, non dobbiamo dimenticarci di chi non l’ha raggiunta. Abramo quando smise di avere paura dei forestieri e capì che erano angeli, e dopo che fu felice di sapere che avrebbe avuto un figlio, non si dimenticò lo stesso dei sodomiti e chiese anche il perdono per il popolo di Lot. 2) Anche se qualcosa è deciso da Dio, l’intercessione dei profeti e degli uomini prescielti può avere effetto. Per questo Abramo(la pace sìa con lui) tentò di distogliere il castigo dal popolo di Lot. Ed ora passiamo alla lettura del versetto numero 76:
    يا ابراهيم اعرض عن هذا انه قد جاء امر ربٌک و انٌهم اتيهم عذاب غير مردود
    “O Abramo, desisti da ciò, che già il Decreto del tuo Signore è deciso. Giungerà loro un castigo irrevocabile.” (11:76)
    Gli angeli risposero che il castigo era irrevocabile per quel popolo peccatore e ribelle. Abramo, pur riconoscendo che il popolo di Lot era peccatore, cercò di fare appello alla Misericordia di Dio, ma gli venne comunicato che in quel caso era inutile persino la sua mediazione e gli venne detto di ritirare la sua richiesta di clemenza. Da questo versetto apprendiamo che: 1) I profeti amavano dal profondo del loro cuore la gente e nonostante tutte le cattiverie che subivano dai rinnegatori non volevano mai che fossero puniti e si davano da fare per la loro salvezza. 2) Alcuni castighi sono irrevocabili e decisi e nulla può fermarli, nemmeno l’intercessione dei profeti. Ma ora leggiamo il versetto numero 77:
    و لمٌا جاء « ت رسلنا لوطا سي ء بهم و ضاق بهم ذرعا و قال هذا يوم عصيب
    E quando i Nostri angeli si recarono da Lot, egli ne ebbe pena e si rammaricò della debolezza del suo braccio. Disse: “Questo è un giorno terribile!”. (11:77)
    Quando i due angeli, che avevano assunto le sembianze di uomini dall’aspetto molto bello, entrarono in casa di Lot, questui si rattristò. Sapeva che se il suo popolo avesse saputo dell’arrivo di quei ospiti, avrebbe circondato la sua casa chiedendo la loro consegna, in modo che loro li potessero usare per le loro perverse pratiche sessuali. Da questo versetto apprendiamo che: 1) La prima fase nella lotta contro le cattive azioni ed abitudini è l’odio e il rigetto per queste azioni. Questo odio deve essere tale da farci rattristare anche quando a compiere un’azione ingiusta sia qualcun altro e non noi stessi. 2) La salvaguardia degli ospiti è un dovere del padrone di casa e lo dimostra la preoccupazione di Lot che voleva a tutti costi difendere gli ospiti che in realtà erano angeli. Ed ora leggiamo il versetto 78:
    و جاء ه قومه يهرعون اليه و من قبل کانوا يعملون السيٌئات قال يا قوم هؤلاء بناتي هنٌ اطهر لکم فاتٌقوا الله و لاتخزون في ضيفي اليس منکم رجل رشيد
    La gente del suo popolo andò da lui tutta eccitata. Già avevano commesso azioni empie. Disse [loro]: “O popol mio, ecco le mie figlie, sono più pure per voi.* Temete Allah e non svergognatemi davanti ai miei ospiti. Non c’è, fra voi, un uomo di coscienza?”. (11:78)
    Avvenne ciò che Lot temeva. La sua casa venne circondata dagli uomini che volevano consegnati i due angeli dalle sembianze di esseri umani. Lot li mise in guardia e ripetè quello che aveva detto a lungo; e cioè il fatto che sposando le donne dovevano esaudire il loro desiderio sessuale e non avvicinandosi agli uomini. Lot propone persino il matrimonio con le sue figlie a costo di distogliere il popolo dalle azioni perverse e contrarie alla natura umana. Lot ricorda poi che è un disonore che il suo popolo sia così iniquo da non voler rispettare nemmeno degli ospiti forestieri, giunti da lontano. Queste parole venivano dette mentre ne Lot e nemmeno il suo popolo sapeva che i due ospiti erano in realtà angeli potentissimi che li avrebbero castigato, per ordine di Dio, i peccatori. Da questo versetto apprendiamo che: 1) Alle volte il peccato si diffonde al punto tale che la gente compete nel disobbedire al Signore. 2) Per evitare la diffusione dei peccati, si devono lasciare aperte nella società le vie per raggiungere in maniera lecita i propri desideri.
    Davood Abbasi
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