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    Parte (345) : sura Hud (as), versetti 79-83

    Parte (345) : sura Hud (as), versetti 79-83
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    Amici anche oggi andiamo avanti con la lettura del testo sacro dell’Islam. La nostra lettura ci ha portati fin qui all’undicesima sura del testo, la sua di Hud (la pace sìa con lui), uno dei profeti nominati nel Corano. Se siete stati con noi la puntata precedente vi ricorderete che vi stavamo parlando delle vicende della vita del popolo guidato dal profeta Lot. Se ricordate due angeli, che avevano assunto le sembianze di bei giovani, si recarono in casa di Lot. Il suo perverso popolo però assediò la casa del profeta e chiese la consegna dei due forestieri affinchè si possa abusare di loro. Il profeta Lot che non voleva che i suoi ospiti venissero violentati e che non sapeva che fossero potenti angeli divini si oppose e scongiurò il suo popolo di non svergognarlo davanti a loro. Lot offrì in sposa persino le sue figlie a chi voleva abusare dei forestieri per esaudire le sue necessità sessuali. Ma ecco il resto della vicenda che vi leggiamo nei versetti 79 e 80 della sua di Hud.

    قالوا لقد علمت ما لنا في بناتک من حق وانک لتعلم ما نريد

    Dissero: “Sai bene che non abbiamo alcun diritto sulle tue figlie, sai bene quello che vogliamo!”. (11:79)

    قَالَ لَوْ أَنَّ لِي بِكُمْ قُوَّةً أَوْ آوِي إِلَىٰ رُكْنٍ شَدِيدٍ

    Disse: “Se potessi disporre di forza contro di voi, se solo potessi trovare saldo appoggio…”. (11:80)

    Come avete appreso il popolo di Lot respinse la proposta del profeta che era pronto a dare in sposa a loro le sue figlie pur di impedire che commettessero il grandissimo peccato di avvicinarsi agli uomini suoi ospiti. Il suo popolo però rispose dicendogli di non avere nessuna voglia di sposare le sue figlie e di volere invece consegnati i suoi due ospiti. Lot che non sapeva cosa fare, disse che se avesse avuto la forza per contrastare quella gente vile lo avrebbe fatto, oppure se avesse potuto salvare i suoi ospiti in un luogo sicuro lo avrebbe fatto. Il fatto che degli uomini stabiliscano rapporti sessuali con altri uomini riguarda il popolo di Lot, un popolo che visse migliaia di anni fà ma purtroppo questo problema è attuale pure nel mondo progredito e per così dire civile di oggi. Questo peccato e questo comportarsi in barba alla natura umana e contro la volontà del Signore, è stato ufficialmente riconosciuto in alcuni paesi occidentali che quindi favoriscono un fenomeno detto “matrimonio tra omosessuali”. Il sacro Corano, in diverse parti, condanna quest’azione abominevole e disgustosa e la definisce segno di ignoranza, perfidia, ingiustizia, crimine, immondità, corruzione, eresia. Da questi versetti apprendiamo che: 1) Rendere i peccati una abitudine cambia l’identità umana delle persone che vedono belle le cose brutte e brutte le cose belle. 2) Se siamo in grado di farlo dobbiamo ostacolare la diffusione dell’immoralità e se non siamo in grado di opporci dobbiamo rifugiarci in un luogo al sicuro. Ed ora leggiamo il versetto numero 81:

    قالوا يا لوط انا رسل ربک لن يصلوا اليک فاسر باهلک بقطع من الليل و لا يلتفت منکم احد الا امراتک انه مصيبها ما اصابهم ان موعدهم الصبح اليس الصبح بقريب

    [Gli angeli] dissero: “O Lot, noi siamo i messaggeri del tuo Signore. Costoro non potranno toccarti. Fa’ partire la tua gente sul finire della notte, e nessuno di voi guardi indietro (eccetto tua moglie, ché in verità, ciò che accadrà a loro, accadrà anche a lei). In verità, la scadenza è l’alba; non è forse vicina l’alba?”. (11:81)

    Il povero Lot temeva per i suoi ospiti ma rientrato in casa sua i due gli rivelarono la propria identità. Gli dissero di non essere preoccupato per loro perchè erano due angeli inviati dal Signore e che nessuno avrebbe potuto fare nulla a loro e che erano venuti proprio per castigare quella gente perversa. A Lot (la pace sìa con lui) ordinarono di lasciare all’alba la città insieme alla sua famiglia e gli dissero di non voltarsi e di non guardare indietro. A Lot dissero pure che sua moglie si sarebbe voltata e che dunque sarebbe morta come gli altri peccatori. Dal versetto si può evincere che la donna, in cuor proprio, non era fedele agli insegnamenti divini ed alle parole del marito e riteneva giuste le azioni abominevoli di quel popolo. Ancora una volta in questo versetto troviamo l’esempio del vicino parente di un profeta che però non raggiunge la salvezza; una conferma alla legge islamica che ricorda che ogni persona verrà giudicata solo per le proprie azioni e non per quelle altrui. Da questo versetto apprendiamo: 1) L’Islam riconosce assoluta libertà alla donna di avere le sue idee e il suo credo religioso o politico indipendentemente dal marito. Come abbiamo visto la moglie di Lot viveva in casa del marito ma aveva scelto di essere dalla parte dei suoi nemici. 2) Dinanzi a Dio, ciò che conta sono le azioni e la fede e non le relazioni di parentela. Ma ora leggiamo i versetti 82 ed 83 della sura di Hud(la pace sìa con lui):

    فلما جاء امرنا جعلنا عاليها سافلها و امطرنا عليها حجارة من سجيل منضود » ، «مسومة عند ربک و ماهي من الظالمين ببعيد

    Quando poi giunse il Nostro Decreto, rivoltammo la città sottosopra e facemmo piovere su di essa pietre d’argilla indurita, (11:82)

    فَلَمَّا جَاءَ أَمْرُنَا جَعَلْنَا عَالِيَهَا سَافِلَهَا وَأَمْطَرْنَا عَلَيْهَا حِجَارَةً مِنْ سِجِّيلٍ مَنْضُودٍ

    contrassegnate dal tuo Signore. Ed esse non son mai lontane dagli iniqui! (11:83)

    Questi versetti narrano cosa accadde alla fine al popolo di Lot. Una pioggia di pietre ed un terremoto spaventoso che distrusse tutta la loro città. Fu questo il castigo di quella gente in questa vita. Il Corano racconta questa storia veritiera per dare la giusta lezione ai posteri e fare intendere che il castigo non era solo per la gente di Lot e che colpirà qualsiasi società in cui si diffondano simili relazioni sessuali che stravolgono la moralità e la natura della persona umana. Da questo versetto apprendiamo che: 1) Ignorare le tradizioni del Creato stravolge la natura pura dell’uomo e fa cadere l’uomo nella trappola del peccato. E chi si abitua al peccato potrebbe essere colpito dal castigo divino persino in questa stessa vita. 2) Non dobbiamo mai considerare limitato il potere divino. Egli, che risveglia la natura morta con la sua pioggia misericordiosa, può anche trasformare in pietra le gocce d’acqua che scendono dal cielo per punire un popolo corrotto.

    Davood Abbasi

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