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    Parte (346) : sura Hud (as), versetti 84-86

    Parte (346) : sura Hud (as), versetti 84-86
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    Amici anche oggi andiamo avanti con la lettura del testo sacro dell’Islam. La nostra lettura ci ha portati fin qui all’undicesima sura del testo, la sua di Hud (la pace sìa con lui), uno dei profeti nominati nel Corano. Nei versetti che leggeremo oggi inizia, in questa sura, la narrazione delle vicende di un’altro profeta, Shuaib, e della sua gente che viveva nella città di Madyan.
    و الي مدين اخاهم شعيبا قال يا قوم اعبدوا الله ما لکم من اله غيره و لاتنقصوا المکيال و الميزان اني اراکم بخير و اني اخاف عليکم عذاب يوم محيط
    E ai Madianiti [mandammo] il loro fratello Shuayb. * Disse: “O popol mio, adorate Allah. Non avete altro dio, all’infuori di Lui. Non truffate sul peso e sulla misura. Vi vedo in agiatezza, ma temo per voi il castigo di un Giorno che avvolgerà. (11:84)
    In questa sura, l’undicesima del sacro Corano, abbiamo già letto le vicende inerenti alla vita di profeti come Noè e Hud, ed ora inizia la spiegazione sulla vita di Shuaib, un’altro dei messaggeri del Signore. Questo profeta visse nella città di Madyan, ad est del Golfo di Aqabah, a nord del Mar Rosso. Come si apprende dal versetto numero 84, gli abitanti di questa città vennero invitati da questo profeta per prima cosa ad adorare l’unico e vero Dio e poi a rispettare i principi etici nel commercio. Per quanto si può dedurre dal versetto, infatti, questa gente aveva la cattiva abitudine di truccare bilance e strumenti per la misura per dare meno merce di quanto pattuito a chi la comprava. Riflettendo ci accorgiamo che questa cattiva abitudine degli abitanti di Madyan era radicata proprio nella loro mancanza di fede in Dio. Se infatti l’uomo accetta la fede nel Signore, riesce a liberarsi dalle tentazioni e dalle imposizioni dell’aspetto basso della sua anima e in ogni sua azione tiene in considerazione il Signore; una persona con questo sistema di pensiero riesce a rispettare gli altri facilmente e non chiede più dei propri diritti. Certo, “avere fede in Dio” è un concetto molto ampio. Aver fede non significa solo pregare o partecipare a riti e processioni religiose; significa rispettare le leggi divine nella propria vita privata e pubblica e quindi agire da fedeli anche per quanto riguarda il profilo economico. È chiaro che in ogni era e in ogni zona, a seconda della situazione, ogni popolo errava e peccava in un senso particolare più che negli altri. E per questo i profeti, dopo l’invito alla fede in Dio, avevano anche piani specifici per combattere quel determinato peccato. Dagli esempi che abbiamo visto prima, ad esempio, Lot (la pace sìa con lui), combattè in particolare con la pratica dell’omosessualità. Shuaib, quindi combattè soprattutto contro le scorrettezze riguardanti il commercio e l’economia. Da questo versetto apprendiamo che: 1) I profeti, non si limitavano alle questioni inerenti alla fede o al comportamento col prossimo, ma hanno condotto coraggiose lotte per riformare anche la struttura economica e sociale delle comunità. 2) Il ricordo di Dio e del Giorno del Giudizio, sono elementi che aiutano a tenersi alla larga dal peccato. Ed ora leggiamo il versetto 85:
    و يا قوم اوفوا المکيال و الميزان بالقسط و لاتبخسوا الناس اشياءهم و لاتعثوا في الارض مفسدين
    O popol mio, riempite la misura e [date] il peso con esattezza, non defraudate la gente dei loro beni e non spargete disordine sulla terra, da corruttori. (11:85)
    Come si apprende dal versetto, Shuaib, consigliava alla gente di non truccare le bilance e di non dare a chi comprava un tot di merce, meno di quanto pattuito. Ingannare le persone nel commercio è infatti segnale di corruzione. Ma un tipo di corruzione che nel sistema giuridico islamico viene detto “Fisad Fi-l Ardh” ossia “Corruzione in Terra”. Con questo termine si indicano quei peccati che oltre alle conseguenze personali hanno anche conseguenze societarie ed in pratica possono corrompere potenzialmente un’intera società e tutta la Terra. Da qui il nome “Corruzione in Terra”. Ora ingannare nel baratto o nel commercio è uno di questi peccati che come potrete intuire sono molto gravi e naturalmente vengono puniti in maniera più severa. Nei detti dei personaggi sacri della religione islamica, si apprende che Dio è Misericordioso e può perdonare i peccati che riguardano solo lui ed il fedele, ma non può perdonare quei peccati in cui la parte lesa sono altre persone; in questo secondo caso Dio perdona il peccato solo se il peccatore riesce a scusarsi e farsi perdonare anche dalle persone a cui ha arrecato danno. Da questo versetto apprendiamo che: 1) L’economia di una società deve essere costruita sulla base della giustizia e della correttezza e i diritti di tutti i ceti della società devono essere rispettati. 2) L’economia malsana corrompe e distrugge l’intera società. Per questo i leader delle nazioni sono responsabili per quanto riguarda la situazione economica della loro gente. Ma ora il versetto 86:
    بقيت الله خير لکم ان کنتم مؤمنين و ما انا عليکم بحفيظ
    Quello che permane presso Allah è meglio per voi, se siete credenti. Io non sono il vostro custode”. (11:86)
    Shuaib, come si apprende dal versetto, spiegava alla sua gente che gli introiti leciti che ottenevano erano ciò che Dio aveva stabilito per loro e che usare l’inganno per ottenere maggiore profitto non serviva e che Dio avrebbe dato loro lo stesso ciò che era stato predestinato per loro. Shuaib ricordava alla gente che di essere solo incaricato di dire loro cosa fosse giusto e cosa fosse errato e che lui non aveva certo l’ordine di costringerli. Ognuno poteva agire come voleva ma Shuaib ricordava che se per la corruzione e l’inganno nel commercio, la gente avesse perso la felicità, lui non sarebbe stato colpevole perchè lui aveva dato il monito a tutti. In questo versetto il termine arabo Baghiat Allah (Ciò che permane per gli uomini ed è di Allah) indica il profitto che toccava ad ogni persona per il suo commercio ma è una parola dal significato esteso che comprende ogni sorta di dono e di grazia del Signore che rimanga in Terra e tra gli uomini. Anche l’ultimo Imam e colui che salverà l’umanità una volta per tutte dall’ingiustizia e dal male, l’Imam Mahdi (Che Dio avvicini la sua comparsa), viene denominato Baghiat Allah, visto che la sua creazione e la sua esistenza è un grandissimo dono del Signore al genere umano. Da questo versetto apprendiamo che: 1) Un salario ridotto ma lecito e pulito è molto migliore di un profitto grande ma sporco e illecito. 2) La vita passa in fretta e dobbiamo pensare alle cose che ci facciano vivere tranquilli anche nell’altra vita e quindi ad azioni ed opere valide al cospetto di Dio. 3) Chi si definisce fedele ma poi inganna la gente nel commercio deve ricredersi sulla sua fede.
    Davood Abbasi
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