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    Parte (350) : sura Hud (as), versetti 102-107

    Parte (350) : sura Hud (as), versetti 102-107
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    Se siete stati con noi ultimamente saprete che ormai da un bel pò abbiamo iniziato la lettura dei versetti dell’undicesima sura del Corano, la sura di Hud(la pace sìa con lui), uno dei profeti del Signore nominati nel testo sacro dell’Islam. Nelle puntate precedenti abbiamo letto, nella sura di Hud, le vicende riguardanti la vita di diversi profeti divini ed abbiamo acquisito nozioni sull’invito che rivolsero ai loro rispettivi popoli. Nell’ultima puntata i versetti parlavano del castigo che Dio riservò al Faraone del tempo di Mosè. Ora leggiamo il seguito nei versetti 102 e 103:

    و کذلک اخذ ربک اذا اخذ القری و هی ظالمة انٌ اخذه الیم شدید

    Castiga così il tuo Signore, quando colpisce le città che hanno agito ingiustamente. È, invero, un castigo doloroso e severo. (11:102)

    إِنَّ فِي ذَٰلِكَ لَآيَةً لِمَنْ خَافَ عَذَابَ الْآخِرَةِ ۚ ذَٰلِكَ يَوْمٌ مَجْمُوعٌ لَهُ النَّاسُ وَذَٰلِكَ يَوْمٌ مَشْهُودٌ

    Ecco un segno per chi teme il castigo dell’altra vita. Sarà un Giorno in cui le genti saranno radunate. (11:103)

    I versetti che abbiamo letto vogliono ricordare che il castigo riservato al Faraone del periodo di Mosè non era limitato solo a quella gente e che anche dopo di loro, ogni gruppo o ogni popolo che agirà con malvagità verrà punito duramente dal Signore. La questione da ricordare è che però solo i fedeli possono prendere una lezione utile dal percorso storico dei popoli del passato; coloro che non credono in Dio e nel Giorno del Giudizio non possono usufruire di queste lezioni perchè non credono che esse esistano. Le conclusioni che possiamo trarre dalla lettura dei due versetti sono queste: 1) La Misericordia o il Castigo di Allah, si riversano sulle società e sugli uomini sulla base di criteri fissi e che quindi si ripetono come una tradizione nel corso della Storia. 2) Dio promette il castigo ai popoli ed ai gruppi che fanno della malvagità un qualcosa all’ordine del Giorno. Essere fedeli significa credere fermamente anche in questa promessa. 3) Il Giorno del Giudizio è il giorno in cui ogni cosa verrà provata. Per ordine del Signore in quel giorno, ogni cosa e persino oggetti, animali e parti del corpo umano avranno la capacità di parlare e di raccontare. Ed ora leggiamo i versetti 104 e 105:

    و ما نؤخٌره الا لاجل معدود

    Non lo posticiperemo che sino al suo termine stabilito. (11:104)

    يَوْمَ يَأْتِ لَا تَكَلَّمُ نَفْسٌ إِلَّا بِإِذْنِهِ ۚ فَمِنْهُمْ شَقِيٌّ وَسَعِيدٌ

    Nel giorno in cui avverrà, nessuno parlerà senza il Suo permesso. E ci saranno allora gli infelici e i felici. (11:105)

    Nei versetti precedenti il Corano parlava del Giorno della Resurrezione o del Giudizio ed è probabile che qualcuno si sia chiesto sulla verità dell’arrivo di questo giorno. Qui il Corano, come per rispondere a tale quesito ricorda che l’arrivo di tale giorno è prestabilito e che il suo arrivo non verrà spostato o rinviato. Il versetto 105 poi spiega ulteriormente che in quel giorno nessuno avrà il diritto di parlare se non con il permesso del Signore. Insomma nessuno potrà citare scuse o chiedere perdono per le proprie azioni; quando quel giorno arriverà il tempo a disposizione degli uomini sarà terminato e sarà allora che verrà giudicato l’operato di ogni singola persona. In quel giorno non sarà solo la lingua a poter parlare ma tutto, compresi gli oggetti, gli animali, le parti del corpo umano potranno parlare e testimoniare pro e contro le persone. È il giorno in cui i segreti verranno rivelati e nulla rimarrà nascosto; per questo non ci sarà bisogno di parlare o spiegare; tutto sarà ben chiaro e visibile. Da questi versetti possiamo trarre almeno due conclusioni: 1) Il momento dell’arrivo del Giorno del Giudizio e della Fine del Mondo sono prestabiliti e saputi da Dio. 2) Il Giorno del Giudizio sarà il giorno dell’esplicitamento e della dimostrazione delle azioni compiute. In altre parole il giorno dei fatti e non il giorno della parole. Ed ora leggiamo i versetti 106 e 107 della sura di Hud (la pace sìa con lui):

    فامٌا الذين شقوا ففي النٌار لهم فيها زفير و شهيق

    E gli infelici saranno nel Fuoco, tra sospiri e singhiozzi. (11:106)

    خَالِدِينَ فِيهَا مَا دَامَتِ السَّمَاوَاتُ وَالْأَرْضُ إِلَّا مَا شَاءَ رَبُّكَ ۚ إِنَّ رَبَّكَ فَعَّالٌ لِمَا يُرِيدُ

    Per rimanervi fintanto che dureranno i cieli e la terra, a meno che il tuo Signore non decida altrimenti, ché il tuo Signore fa quello che vuole! (11:107)

    Come ricordava prima pure il versetto 105, la gente nel giorno del Giudizio sarà divisa in due gruppi; felici e infelici! Oppure peccatori e benefattori; Dio all’origine, ha creato tutti con la stessa capacità ed ha tracciato per ogni persona il sentiero affinchè essa possa raggiungere la felicità. Molte persone però in vita, tentate dal mondo materiale e dal proprio istinto basso, non percorrono questo sentiero smarrendosi. Altre invece procedono sul sentiero e raggiungono la felicità. La felicità o l’infelicità, quindi, non è un qualcosa di prestabilito da Dio. Se fosse così, premiare i benefattori e punire i malfattori nell’altro mondo non avrebbe alcun senso. La verità è che l’uomo è libero di scegliere la propria strada nella vita e proprio per questa libera scelta viene poi premiato o punito nell’altra vita. Secondo i versetti coranici, le cattive azioni degli uomini nell’altra vita assumono automaticamente l’apparenza del fuoco, un fuoco che va a torturare chi ne ha causato l’esistenza. Il fuoco dell’inferno, quindi, non è creato da Dio ma conseguenze delle azioni degli uomini stessi. Questo fuoco brucia i peccatori e fa scontare a loro la pena per i loro peccati; dopo il termine delle loro pene, questi possono accedere al paradiso se avranno anche buone azioni nella loro pagella. Alcuni peccatori, invece, rimarranno nell’inferno in eterno perchè non hanno buone azioni e perchè avrebbero continuato a peccare anche se avessero vissuto in eterno sulla terra. Da questi versetti apprendiamo almeno due lezioni importanti: 1) La felicità o l’infelicità è esito delle azioni dell’uomo ed ogni persona può costruire con le sue mani il proprio destino. 2) Se Dio vuole può salvare dal fuoco dell’inferno chiunque vuole, e ciò avviene in base alla sua immensa saggezza e misericordia.

    Davood Abbasi

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