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    3. Parte (353) : sura Hud (as), versetti 116-118

    Parte (353) : sura Hud (as), versetti 116-118

    Parte (353) : sura Hud (as), versetti 116-118
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    Iniziando la lettura e la spiegazione dei versetti coranici sin dal primo versetto della prima sura oggi siamo giunti alla parte conclusiva dell’undicesima sura del testo, la sura di Hud(la pace sìa con lui). Nella puntata precedente, i versetti della parte finale della sura invitavano i fedeli a resistere dinanzi alle difficoltà, a sopportare i soprusi dei prepotenti e a rafforzare la proprie pazienza e il proprio essere con la preghiera ed il ricordo di Dio. Oggi leggiamo il seguito nel versetto numero 116:

    فلولا کان من القرون من قبلکم اولوا بقية ينهون عن الفساد في الارض الا قليلا ممٌن انجينا منهم و اتبع الذين ظلموا ما اترفوا فيه و کانوا مجرمين

    Perché mai, tra le generazioni che vi precedettero, le persone virtuose che proibivano la corruzione della terra (e che salvammo) erano poco numerose, mentre gli ingiusti si davano al lusso di cui godevano e furono criminali? (11:116)

    Se ci avete seguiti ormai saprete che il Corano è un libro in cui si ragiona molto e gli uomini vengono sempre invitati a riflettere. Questo versetto pone un quesito e si chiede perchè in ogni era sono state poche le persone che davano ascolto alle leggi del Signore mentre la maggiorparte delle persone era peccatrice? Forse da una parte il Corano vuole ricordare che sarebbe opportuno che la gente cambiasse questo andamento e accettando la religione raggiungesse la felicità, come i pochi che l’hanno raggiunta tra i popoli passati. L’altro aspetto del quesito è questo. Visto che nei versetti precedenti i versetti venivano invitati a resistere anche alle azioni ostili di un numero elevato di nemici, questo versetto vuole dire ai fedeli che la situazione è stata la stessa in tutte le ere: i buoni erano una minoranza, ma hanno sempre raggiunto il trionfo finale mentre la maggioranza dei peccatori ha sempre trovato, alla fine, la disgrazia e la sconfitta. Dalla riflessione su questo versetto possiamo trarre almeno due conclusioni: 1) Nella società coloro che sono in possesso della scienza e del potere sono più responsabili della gente comune. Le loro scelte sono condizionanti per gran parte della società e per questo loro possono orientare la propria comunità verso la fede o verso la miscredenza. 2) Il Corano presento la principale causa della disgrazia dei popoli del passato il silenzio dinanzi ai peccati ed alla corruzione. Ed ora leggiamo il versetto numero 117:

    و ما کان ربک ليهلک القري بظلم و اهلها مصلحون

    Mai, il tuo Signore annienterebbe ingiustamente le città, se i loro abitanti agissero rettamente. (11:117)

    Proseguendo il discorso del versetto precedente, questo sottolinea che Dio non ha mai punito i popoli passati ingiustamente. La tradizione divina è di punire solo i malvagi e di salvare i benefattori, anche se sono pochi e si trovano in mezzo ad una moltitudine di malfattori. In questo versetto viene usato il termine arabo “Eslah” che noi abbiamo tradotto agire rettamente. Il significato di questa parola è pure vicino al concetto di riforma. “Eslah” in una società, significa comportarsi il prossimo con amore e correttezza. Con una maggiore riflessione su questo versetto possiamo trarre almeno due conclusioni: 1) In una società è molto importante il comportamento che ogni persona ha nei confronti del prossimo. 2) Dio punisce e premia le persone nel Giorno del Giudizio, ma parte della punizione o del premio va alla gente anche in questa vita mondana. Ed ora siamo giunti al versetto numero 118:

    وَلَوْ شَاءَ رَبُّكَ لَجَعَلَ النَّاسَ أُمَّةً وَاحِدَةً ۖ وَلَا يَزَالُونَ مُخْتَلِفِينَ

    Se il tuo Signore avesse voluto, avrebbe fatto di tutti gli uomini una sola comunità. Invece non smettono di essere in contrasto tra loro. (11:118)

    Questo versetto si sofferma su una delle caratteristiche tipiche del genere umano; le differenze che per natura esistono tra gli uomini sia nel loro aspetto esteriore che nel loro modo di pensare. Nulla e nessuno può agire al contrario della volontà di Dio ma proprio Dio ha voluto che gli uomini fossero diversi e fossero liberi di scegliere con la propria volontà la via del bene o quella del male; se Allah avesse voluto, ricorda il versetto, tutta la gente sarebbe stata fedele ed avrebbe pensato allo stesso modo. Ma certo tale fede non avrebbe avuto alcun valore. Le differenze di veduta e la libertà umana di scegliere sono ciò che è necessario affinchè la fede degli uomini abbia valore, un valore inestimabile. Perchè l’uomo che ha scelto la via giusta avrebbe potuto benissimo non sceglierla ed è immenso il valore della sua azione. Certo Dio non ha abbandonato gli uomini e ha dato loro anche gli strumenti e la guida per poter trovare la via giusta; la migliore guida interna è la ragione mentre la migliore guida esteriore sono i profeti. Da questo versetto apprendiamo che: 1) La volontà divina per quanto riguarda l’uomo è che lui abbia la libertà di scegliere. Dio inoltre ha voluto che gli uomini siano differenti tra di loro. 2) Nemmeno Dio ha imposto la sua legge e il bene agli uomini e per questo imporre le proprie idee agli altri è una azione deplorevole ed assolutamente ingiusta.

    Davood Abbasi

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