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    Parte (444): sura An-Nahl (Ape), versetti 85-89

    Parte (444): sura An-Nahl (Ape), versetti 85-89
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    Parte (444): sura An-Nahl (Ape), versetti 85-89

     

    Nella nostra lettura siamo giunti alla sura dell’Ape, la sedicesima sura o brano, nel sacro testo. Ecco dunque i versetti 85 ed 86:

    وَإِذَا رَأَى الَّذِينَ ظَلَمُوا الْعَذَابَ فَلَا يُخَفَّفُ عَنْهُمْ وَلَا هُمْ يُنْظَرُونَ

    E quando gli ingiusti vedranno il castigo, [esso] non verrà in nulla alleviato e non avranno dilazione. (16:85)

    وَإِذَا رَأَى الَّذِينَ أَشْرَكُوا شُرَكَاءَهُمْ قَالُوا رَبَّنَا هَٰؤُلَاءِ شُرَكَاؤُنَا الَّذِينَ كُنَّا نَدْعُو مِنْ دُونِكَ ۖ فَأَلْقَوْا إِلَيْهِمُ الْقَوْلَ إِنَّكُمْ لَكَاذِبُونَ

    Quando coloro che erano associatori vedranno quello che associavano [ad Allah], diranno: “O Signor nostro, ecco le divinità che invocavamo all’infuori di Te”. E questi replicheranno: “In verità siete bugiardi!”. (16:86)

    Questi versetti parlano delle condizioni dei miscredenti e delle persone malvagie nel Giorno del Giudizio e spiegano che per loro non ci sarà compassione dato che la miscredenza non può essere giustificata in alcun modo. Persino gli idoli e le statue che venivano adorate dagli uomini in vita, nel Giorno del Giudizio acquisiranno la facoltà di parlare; queste statue diranno che non sono state loro a trarre in inganno gli uomini, ma che è stata la loro stessa ostinazione nel peccato a volerle adorare alla pari dell’unico e vero Dio; in pratica gli idoli spiegheranno che i pagani, in realtà adoravano le proprie voglie ed i propri piaceri e per giustificare il loro fare dicevano che quello era il volere degli dei. In altre parti del Corano e grazie agli Ahadith, i detti del profeta, si possono conoscere anche altri aspetti del Giorno del Giudizio. Ad esempio il fatto che alle volte, le bocche degli uomini vengono tappate ed invece parlano e testimoniano i loro arti; sono le parti del corpo che hanno commesso peccati che testimoniano contro la persona stessa a cui appartengono. In altri casi sono le persone stesse che parlano, ma le loro scuse non vengono accettate. In altri casi la gente addossa a Satana la colpa dei propri peccati ma Satana risponde ricordando di non aver costretto a nulla nessuno e di aver solo tentato le persone. Da questi versetti apprendiamo che: 1) L’origine del castigo divino è l’ingiustizia e la miscredenza delle persone e Dio non castiga nessuno senza motivo. 2) I totem ed i falsi idoli di questa vita nell’aldilà parleranno e diranno di non aver mai costretto nessuna persona miscredente ad adorarli. Ed ora leggiamo i versetti 87 e 88:

    وَأَلْقَوْا إِلَى اللَّهِ يَوْمَئِذٍ السَّلَمَ ۖ وَضَلَّ عَنْهُمْ مَا كَانُوا يَفْتَرُونَ

    In quel Giorno offriranno ad Allah la loro sottomissione e le loro invenzioni li abbandoneranno. (16:87)

    الَّذِينَ كَفَرُوا وَصَدُّوا عَنْ سَبِيلِ اللَّهِ زِدْنَاهُمْ عَذَابًا فَوْقَ الْعَذَابِ بِمَا كَانُوا يُفْسِدُونَ

    Quanto ai miscredenti che distolgono le genti dal sentiero di Allah, aggiungeremo loro castigo su castigo, per la corruzione che hanno sparso. (16:88)

    Questi versetti parlano del destino dei miscredenti nel Giorno del Giudizio e ricordando che dopo che gli idoli inventati dagli uomini parleranno contro i loro adoratori, quest’ultimi non avranno più nulla da dire e si rassegneranno al castigo divino ritenendosi degni di ciò. Ma se questo è il destino dei miscredenti e dei peccatori normali, ben peggiore sarà la fine di coloro che hanno causato la perdizione delle altre persone; loro verranno puniti più degli altri dato che oltre all’errore proprio, hanno causato pure quello degli altri. Da questi versetti apprendiamo che: 1) Coloro che non si sottomettono al volere di Dio nel Giorno del Giudizio saranno costretti a farlo, ma in quel giorno quella obbedienza non servira’ piu’ a nulla. 2) La miscredenza è la radice della corruzione nella società e nel sistemo giuridico islamico Mufsid Fil Ardh, ovvero “Corrotto sulla Terra” e colui che non solo è corrotto ma che sparge la corruzione con il suo agire tra le persone. Coloro che diffondono idee sbagliate nella società traviando la gente sono parte di questo gruppo. Ed ora leggiamo il versetto numero 89:

    وَيَوْمَ نَبْعَثُ فِي كُلِّ أُمَّةٍ شَهِيدًا عَلَيْهِمْ مِنْ أَنْفُسِهِمْ ۖ وَجِئْنَا بِكَ شَهِيدًا عَلَىٰ هَٰؤُلَاءِ ۚ وَنَزَّلْنَا عَلَيْكَ الْكِتَابَ تِبْيَانًا لِكُلِّ شَيْءٍ وَهُدًى وَرَحْمَةً وَبُشْرَىٰ لِلْمُسْلِمِينَ

    E il Giorno in cui susciteremo in ogni comunità un testimone scelto tra loro e a carico loro, ti chiameremo [o Muhammad] come testimone nei loro confronti. Abbiamo fatto scendere su di te il Libro, che spiegasse ogni cosa, guida e misericordia e lieta novella per i musulmani. (16:89)

    Nel Giorno del Giudizio o della Resurrezione, per ogni comunità vi sarà il profeta di tale comunità come testimone e vi sarà il profeta dell’Islam, Mohammad, (la pace sia con lui e con la sua immacolata famiglia), come testimone di tutti i testimoni; in primo luogo ciò dimostra che i profeti sono a conoscenza delle azioni della loro gente e poi ciò dimostra la posizione elevata del profeta dell’Islam tra gli altri profeti. La seconda parte del versetto ricorda che il Corano ha il ruolo di Furqan o discrimine, cioè serve per distinguere il bene dal male; purtroppo solo i musulmani che credono nella provenienza divina di tale testo ne traggono profitto. Da questo versetto possiamo apprendere almeno due concetti: 1) Gli uomini prescelti di Dio osservano le opere degli altri uomini in questa vita e testimoniano delle loro azioni nel Giorno del Giudizio. 2) Il Corano, è un libro completo che racchiude in se tutto ciò che l’uomo ha bisogno per trovare la felicità.

     

    Davood Abbasi

     

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