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    Parte (607): sura An-Nur (della Luce), versetti 6-14

    Parte (607): sura An-Nur (della Luce), versetti 6-14
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    Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Prosegue su Radio Italia IRIB l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato da Dio e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

    Oggi iniziamo la lettura della 24esima sura o brano del Corano che e’ la sura An-Nur o della Luce. Questa sura e’ composta da 64 versi ed e’ stata ispirata al profeta a Medina. L’appellattivo dato ad essa e’ dovuto a 35 dei suoi 64 versi nella quale Dio viene ricordato come “la luce dei cieli e della Terra”. La prima metà di questa sura, ovvero dall’inizio fino al verso 35, raccomanda ai fedeli di sposarsi, di formare famiglia, di essere casti e di stare alla larga dall’adulterio e la fornicazione. La seconda parte della sura parla di questioni come la conoscenza del Signore, l’obbedienza ai profeti, la formazione, alla fine dei tempi, di un governo dominato dai buoni sulla Terra ed alcune questioni inerenti alla famiglia.

    Leggiamo da dove eravamo giunti; ecco ora i versi 6,7,8,9 e 10:

    وَالَّذِینَ یَرْ‌مُونَ أَزْوَاجَهُمْ وَلَمْ یَکُن لَّهُمْ شُهَدَاءُ إِلَّا أَنفُسُهُمْ فَشَهَادَةُ أَحَدِهِمْ أَرْ‌بَعُ شَهَادَاتٍ بِاللَّهِ إِنَّهُ لَمِنَ الصَّادِقِینَ

    Quanto a coloro che accusano le loro spose, senza aver altri testimoni che se stessi, la loro testimonianza sia una quadruplice attestazione [in Nome] di Allah, testimoniante la loro veridicità, (24:6)

    وَ الْخَامِسَةُ أَنَّ لَعْنَتَ اللَّـهِ عَلَیْهِ إِن کَانَ مِنَ الْکَاذِبِینَ

    e con la quinta [attestazione invochi] la maledizione di Allah su se stesso, se è tra i mentitori. (24:7)

    وَیَدْرَؤُا عَنْهَا الْعَذَابَ أَن تَشْهَدَ أَرْ‌بَعَ شَهَادَاتٍ بِاللَّهِ إِنَّهُ لَمِنَ الْکَاذِبِینَ

    E sia risparmiata [la punizione alla moglie], se ella attesta quattro volte, in Nome di Allah, che egli è tra i mentitori, (24:8)

    وَالْخَامِسَةَ أَنَّ غَضَبَ اللَّـهِ عَلَیْهَا إِن کَانَ مِنَ الصَّادِقِینَ

    e la quinta [attestazione invocando] l’ira di Allah su se stessa, se egli è tra i veritieri. (24:9)

    وَلَوْلَا فَضْلُ اللَّـهِ عَلَیْکُمْ وَ رَ‌حْمَتُهُ وَأَنَّ اللَّهَ تَوَّابٌ حَکِیمٌ

    Se non fosse per la grazia di Allah nei vostri confronti e per la Sua misericordia…! Allah è Colui che accetta il pentimento, il Saggio. (24:10)

    Prima di questi versi abbiamo appreso da questa sura che se qualcuno accusa una persona di fornicazione ma non riesce a portare quattro persone che possano testimoniare, viene condannato a 80 frustate. Esiste però una eccezione: se e’ un marito ad accusare la sua stessa moglie allora non c’e’ bisogno dei testimoni e basta il suo stesso giuramento su Dio di aver visto la moglie tradirlo. Soltanto che deve giurare 4 volte e la quinta volta invocare su se stesso la maledizione di Dio qualora sia un bugiardo. Dinanzi a questi giuramenti la donna accusata può o ammettere la sua colpa o negare. Se vuole negare deve giurare quattro volte, come il marito, che lui mente e la quinta volta deve invocare la maledizione di Dio su se stessa qualora non abbia detto la verità. Se entrambi giurano e si maledicono a vicenda l’uomo e la donna non vengono puniti con alcuna pena ma c’e’ una conseguenza per entrambi. Senza bisogno che venga proclamato il divorzio si separano per sempre e fino alla fine della loro vita non avranno mai il permesso di risposarsi. Quindi, nei casi in cui non vi e’ un testimone per l’adulterio e solo l’uomo ha visto la moglie tradirlo, le questioni giudiziarie possono essere risolte facendo affidamento sui giuramenti delle parti e in questo non vi e’ differenza tra l’uomo e la donna.

    Da questi versi apprendiamo che:

    1)   Nelle questioni famigliari, per preservare la reputazione dell’uomo e della donna ed evitare la diffusione della corruzione nella società ci si limita alle loro deposizioni.

    2)   Le leggi dell’Islam sui giuramenti mirano a controllare la gente ed evitare che rovinino a vicenda la propria reputazione.

    3)   Nella società islamica il giuramento sul Signore deve essere un qualcosa di sacro al punto tale che nessuno deve avere il coraggio di giurare sul nome di Dio e dire il falso…..

    Ed ora leggiamo il versetto 11 della sura della Luce:

    إِنَّ الَّذِینَ جَاءُوا بِالْإِفْکِ عُصْبَةٌ مِّنکُمْ لَا تَحْسَبُوهُ شَرًّ‌ا لَّکُم بَلْ هُوَ خَیْرٌ‌ لَّکُمْ لِکُلِّ امْرِ‌ئٍ مِّنْهُم مَا اکْتَسَبَ مِنَ الْإِثْمِ وَالَّذِی تَوَلَّى کِبْرَ‌هُ مِنْهُمْ لَهُ عَذَابٌ عَظِیمٌ

    Invero, molti di voi sono stati propalatori della calunnia. Non consideratelo un male, al contrario è stato un bene per voi. A ciascuno di essi spetta il peccato di cui si è caricato, ma colui che se ne è assunto la parte maggiore, avrà un castigo immenso. (24:11)

    Proseguendo il discorso sulla gravità del peccato di calunnia e di falsa accusa di adulterio contro le donne caste e sposate, quì il Corano fa riferimento ad uno dei fatti inerenti alla vita dello stesso profeta.

    Nei testi storici si narra che il profeta aveva con se la consorte Aicha in uno dei suoi viaggi. Al ritorno a Medina, Aicha si dovette separare dalla carovana per sbrigare una faccenda privata; uno degli apostoli del profeta che era rimasto indietro anch’esso aiutò Aicha a ricongiungersi con la carovana del marito. Alcune persone accusarono ingiustamente Aicha e quell’apostolo facendo correre voci scorrette su di loro. Allora venne ispirato al profeta questo verso che rincuora i fedeli che erano dispiaciuti da queste dicerie e ricorda che questo fatto, ha avuto anche il bene di mostrare il vero volto di alcuni ipocriti che si spacciavano per credenti. Il versetto ricorda che ogni persona coinvolta nella diffusione delle dicerie verrà punita tanto quanto il ruolo che ha avuto, ma che la punizione maggiore riguarderà chi ha avuto il maggiore ruolo in tutta la vicenda.

    Riflettendo su questo verso e questa vicenda possiamo trarre molteplici conclusioni tra le quali noi citiamo queste:

    1)   Il nemico non sta sempre in un fronte opposto e ben delineato e talvolta e’ tra di noi e si nasconde nella nostra stessa società. Si tratta degli ipocriti che sono nemici ma non si fanno riconoscere e cercano di danneggiare dall’interno la società islamica.

    2)   Nei peccati collettivi ognuno e’ peccatore tanto quanto il ruolo che ha avuto nell’azione. Al momento della punizione, e’ ragionevole punire in maniera più dura chi ha avuto un ruolo maggiore.

    Ed ora leggiamo i versetti 12,13 e 14:

    لَّوْلَا إِذْ سَمِعْتُمُوهُ ظَنَّ الْمُؤْمِنُونَ وَالْمُؤْمِنَاتُ بِأَنفُسِهِمْ خَیْرً‌ا وَقَالُوا هَذَا إِفْکٌ مُّبِینٌ،

    Perché, quando ne sentirono [parlare], i credenti e le credenti non pensarono al bene in loro stessi e non dissero: “Questa è una palese calunnia?”. (24:12)

    لَّوْلَا جَاءُوا عَلَیْهِ بِأَرْ‌بَعَةِ شُهَدَاءَ فَإِذْ لَمْ یَأْتُوا بِالشُّهَدَاءِ فَأُولَـئِکَ عِندَ اللَّهِ هُمُ الْکَاذِبُونَ

    Perché non produssero quattro testimoni in proposito? Se non portano i [quattro] testimoni, allora davanti ad Allah, sono essi i bugiardi. (24:13)

    وَلَوْلَا فَضْلُ اللَّـهِ عَلَیْکُمْ وَ رَ‌حْمَتُهُ فِی الدُّنْیَا وَالْآخِرَ‌ةِ لَمَسَّکُمْ فِی مَا أَفَضْتُمْ فِیهِ عَذَابٌ عَظِیمٌ

    E se non fosse per la grazia di Allah nei vostri confronti e la Sua misericordia in questa vita e nell’altra, vi avrebbe colpito un castigo immenso per quello che avete propalato, (24:14)

    Proseguendo il discorso del versetto precedente questi chiedono ai credenti ed alle credenti che diffusero la diceria per quale motivo non si fossero chiesti dove fossero allora i quattro testimoni avendo quindi contribuito alla diffusione della diceria? Il Corano ricorda che bisogna agire in questi casi sulla base del buon senso e non credere ad una accusa infondata invece di agire malignamente e ritenerla fondata senza averne i testimoni. Da questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:

    1)   Dinanzi alle accuse infondate che si diramano nella società i credenti devono sempre saper reagire in maniera intelligente. Fare silenzio e’ un errore e propagare le dicerie e’ un peccato.

    2)   La calunnia contro qualsiasi membro della società e come una calunnia contro l’intera società.

    3)   Avere buon senso e credere nella bontà del prossimo e’ un principio base della società islamica.

    4)   Difendere la famiglia del profeta e’ un dovere di tutti i musulmani che devono opporsi con forza a chiunque voglia offenderLa.

    Davood Abbasi

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